Di Balotelli e De Rossi i gol azzurri

Di Balotelli e De Rossi i gol azzurri

Dopo quindici anni torniamo a segnare al Brasile, e sfioriamo anche quella vittoria che manca dalla tripletta di Paolo Rossi del 1982. E non solo facciamo il gol: rischiamo persino di vincere – e, diciamolo, l’avremmo meritato: se solo Balotelli, solo davanti a Julio Cesar, si fosse reso pienamente conto di non essere in fuorigioco… Dopo una stagione avara di soddisfazioni azzurre, finalmente si ritorna a giocare nella maniera magistrale dimostrata a giugno contro la Germania, e ancora una volta il protagonista è Mario Balotelli. SuperMario, come al solito, si esalta con la casacca azzurra (anche se ora, dato che ad essa fanno da contraltare altre splendide prestazioni in rossonero, si nota un po’ di meno) e segna un gol straordinario: ma ciò che più conta è l’ottima intesa con El Shaarawy e, in particolare nel primo tempo, con Mattia de Sciglio.

A parte la sbavatura in marcatura di Montolivo sul secondo gol, infatti, i nostri ragazzi hanno mostrato un ottimo affiatamento tra di loro e con il resto della squadra, e ciò fa ben sperare: se il regista ex-Fiorentina si dimostra ancora una volta capace di dirigere il centrocampo ed El Shaarawy di agire sulla sinistra, De Sciglio conferma di essere il miglior terzino sinistro che abbia indossato la nostra maglia negli ultimi anni, con una prestazione – in particolare in fase offensiva – a dir poco imperiosa. Certamente, se si parlerà della loro prestazione sarà sicuramente anche per nascondere la brutta figura dei giocatori di una certa squadra – di quelli che non si sono dati per malati, ovvio: si segnalano in particolare la prestazione confusionaria di Emanuele Giaccherini (uno che non gioca nella sua squadra di club e pretende di essere titolare in Nazionale) e l’erroraccio di Bonucci, che sul primo gol dei verdeoro si è esibito in una spizzata di testa degna del peggior Mexes. 

I meriti degli Azzurri – nei quali, oltre ai giocatori di Milan e Juve, si segnalano anche positivamente De Rossi e Cerci – non devono però far passare in secondo piano i demeriti del Brasile. La formazione di Scolari ha il dovere morale, per evitare scene di follia collettiva come quelle di 63 anni fa, di vincere a mani basse il Mondiale casalingo: partendo da questi presupposti, da una squadra che tenta di scimmiottare il gioco del Barça pur non essendo il Barça (ergo, non riuscendo a reggere per 90 minuti quel ritmo), anche per la tendenza di talune individualità – e il riferimento al tanto decantato, seppur annullato da semplici soluzioni tattiche di Prandelli, Neymar è chiaro – ad emergere troppo sul collettivo, in fase ancora di ricambio tra la vecchia guardia dei Julio Cesar e dei Kakà (mi è pianto ancora il cuore, non voglio vederlo: me lo voglio ricordare per come fu ai bei tempi) e la nuova generazione, è difficile immaginare un tale esito. Ma c’è ancora un anno per la ciurma di Scolari…

ITALIA – BRASILE 2-2, GINEVRA 21 MARZO 2013
Italia (4-3-1-2)
: Buffon; Maggio, Bonucci, Barzagli, De Sciglio (29′ st Antonelli); De Rossi (36′ st Diamanti), Pirlo (1′ st Cerci), Montolivo; Giaccherini (23′ st Poli); Osvaldo (1′ st El Shaarawy), Balotelli (38′ st Gilardino). A disp.: De Sanctis, Sirigu, Marchetti, Abate, Astori, Ranocchia, Candreva, Giovinco. All. Prandelli
Brasile (4-2-3-1): Julio Cesar; Dani Alves, David Luiz, Dante, Filipe Luis (32′ st Marcelo); Fernando, Hernanes (45′ st Luiz Gustavo); Hulk (40′ st Jean), Neymar, Oscar (17′ st Kakà); Fred (24′ st Diego Costa). A disp.: Diego Cavalieri, Thiago Silva, Osvaldo. All.: Scolari
Arbitro: Studer (Svizzera)
Marcatori: 33′ Fred (B), 42′ Oscar (B), 9′ st De Rossi (I), 12′ st Balotelli (I)
Ammoniti: Fred, Hernanes, Filipe Luis (B); Maggio, Poli (I)

 

Posted by bari2020

Vice-direttore del blog. Responsabile dei Post-partita del Milan e della Nazionale e della rubrica di approfondimento sulla Champions League: attivo sul blog da Gennaio 2010.