Il Constant furioso

Il Constant furioso

Riesce difficile parlare di calcio, stasera. Riesce difficile far notare che siamo arrivati a 51 punti, almeno per una notte a -2 dal secondo posto e a -8 dal primo. Non si parlerà, sicuramente, dei tre punti conquistati con la prodezza di un azzoppato Pazzini (tredici gol in campionato, nonostante tutto) e con il gol di Balotelli: tuttalpiù, si alluderà in maniera polemica – come tanto ama fare certa stampa italiota – su un inesistente dualismo tra i due. Fatto sta, portare il discorso sul piano calcistico è quasi impossibile, dopo quanto si è visto nei 90 minuti forse più sofferti della stagione.

Perché questa non è stata una partita di calcio, bensì un incontro di wrestling, ennesimo brutto spettacolo offerto dal calcio italiano, indegno dei più grandi campionati europei. Completa assenza di tattica da entrambe le parti, risse, sputi, proteste, insulti, minacce, infortuni, espulsioni: il tutto è continuato persino negli spogliatoi. Da sottolineare in positivo il comportamento di Balotelli, che, dopo aver rischiato con una subitanea ammonizione, si è calmato arrivando persino a fare da pacificatore, tra Niang e Moretti. La responsabilità massima, comunque, più di quei genoani che facevano il loro gioco, è di Doveri e del sestetto arbitrale, incapaci di gestire qualsiasi situazione e in uno stato di crisi di nervi dopo già mezz’ora. Al confronto, Valeri nel derby pareva Collina.

Tutti i media italiani parleranno dei rigori – sebbene sia chiaro che delle decine di rigori chiesti dai genoani ad ogni azione, solo uno si sarebbe potuto con certezza assegnare – e ignoreranno il resto, offrendo ai pianti dei Ballardini di turno ampio spazio. Ignoreranno che alcuni giocatori del Genoa, Bertolacci in primis, cercavano deliberatamente di colpire i punti deboli dei nostri giocatori – in particolare il perone di Balotelli. Ignoreranno che il qui citato giocatore di proprietà romanista sarebbe stato da espellere, così come  Portanova e Bovo. Ignoreranno le continue provocazioni dei genoani (sia dal campo che dagli spalti), dato che – si sa – la colpa, in certi casi, è sempre rossonera. Spesso, comunque, alcuni dei nostri hanno dato una mano a questa visione: mi riferisco ovviamente a un esagitato Niang, oltre che a Constant.

Usciamo con le ossa rotte sul piano fisico – Pazzini ha preso una botta, indurimento del flessore per Mexes: e nemmeno Balotelli sta benissimo -, martedì servirà di nuovo un mezzo miracolo. Il Barça ha fiducia e si è risparmiato anche a costo di numerose figuracce nelle ultime due settimane, vuole vincere se non stravincere: i giornali sportivi catalani sono già pronti a gioire per la “remuntada”: il nostro compito è spezzare loro l’urlo in gola, con quel taglio cinico che ci ha caratterizzato in partite come questa. E ce la possiamo fare, se manteniamo la calma. Per completare la rinascita che iniziò con il Milan-Genoa dell’andata.

GENOA – MILAN 0-2, 8 MARZO 2013
Genoa (3-5-1-1): Frey; Granqvist (32′ st Jankovic), Portanova, Moretti; Cassani (14′ st Immobile), Bovo (23′ st Jorquera), Tozser, Vargas, Antonelli; Bertolacci; Borriello. A disp.: Tzorvas, Donnarumma, Rigoni, Pisano, Ferronetti. All.: Ballardini
Milan (4-3-3): Abbiati; De Sciglio, Mexes (1′ st Yepes), Zapata, Constant; Flamini, Montolivo, Muntari; Niang, Pazzini (25′ Balotelli), El Shaarawy (23′ st Abate). A disp.: Amelia, Gabriel, Zaccardo, Ambrosini, Nocerino, Traoré, Bojan, Robinho. All.: Allegri
Arbitro: Damato
Marcatori: 22′ Pazzini, 15′ st Balotelli
Ammoniti: Portanova, Bovo, Antonelli (G), Balotelli, Flamini (M)
Espulsi: 20′ st Constant (M) per doppia ammonizione

Posted by bari2020

Vice-direttore del blog. Responsabile dei Post-partita del Milan e della Nazionale e della rubrica di approfondimento sulla Champions League: attivo sul blog da Gennaio 2010.