I Campioni d’Italia entranti che fanno corsa solitaria da ormai una settimana, si presentano al Rigamonti con una distanza tra sè e lo scudetto che si è già ridotta semplicemente stando seduti in poltrona: la sconfitta dei Destabilizzati avvicina a (massimo) 7 lunghezze il diciottesimo. La sofferta vittoria riduce il margine a 4 punti e trasforma le prossime sfide in match ball.
Era forse giusto che la vittoria scudetto (non che prima fosse in bilico, ma questa ha un sapore speciale) fosse particolarmente sudata e complicata, a rispecchiare una stagione che gli 8 punti di vantaggio sull’inter possono far apparire più semplice di quanto non sia stata. Ma tutto è cambiato quel magico 2 aprile, la sera della svolta. In bene per noi, in male per Leonardo. Ed ora eccoci qui, stanchi ma contenti, pronti ad alzare un trofeo che manca dal 2004.

LA PARTITA – Comincia con due problemi fisici la trasferta: Gattuso resta fuori e Thiago stringe i denti. Iachini si gioca il tutto per tutto: tridente con Eder-Diamanti-Caracciolo.
Primo tempo a ritmi non altissimi, col Milan che sfiora a più riprese il vantaggio quando scambia in velocità, soprattutto grazie a un ottimo Cassano. Il Brescia si chiude e riparte (mai pericolosamente e quasi sempre sulla nostra sinistra). Primo tempo che si conclude con un episodio curioso: Boateng viene spogliato letteralmente della maglietta in area.
Secondo tempo che inizia nella stessa maniera, qualche gol sbagliato e poi, all’improvviso, usciamo dal gioco: il Brescia con orgoglio attacca, meriterebbe anche la rete, ma in contropiede Seedorf lancia Cassano, che mette Robinho in porta…e stavolta lo fa. Il gol scudetto.

SENZA PUNTE E’ DURA – Sembra un pareggio scritto quando Cassano si mangia l’ennesima occasione. In realtà la prestazione da parte dei nostri giocatori offensivi  è stata più che buona,  ma come è logico che sia, è mancato quel killer istinct che avrebbe portato a segnare prima. Ma va bene così, 1-0 che ricorda quello del 2004, gol di Pippo Pancaro. Uno poco avvezzo al gol, un po’ come Binho.

MATCH BALL – Si comincia domenica prossima, Milan-Bologna. Se l’inter non passa a Cesena e noi facciamo i tre punti, è finita. Altrimenti rimandiamo tutto alla settimana successiva, a Roma. Poi Cagliari e infine Udine. Preferirei la prima, se non altro per poter festeggiare dal vivo, dato che sarò allo stadio. Ma è questione di giorni.

PAGELLE:

Abbiati 8: nel finale vola come nel ’99 su Bucchi.
Abate 7.5: stupisce il secondo tempo di straordinaria personalità.
Thiago Silva 6.5: in condizioni precarie. Eroico.
Yepes 6: nel primo tempo fa il doppio lavoro, nel secondo soffre un po’.
Zambrotta 6: non sempre perfetto, ma è l’affidabilità fatta a persona.
Flamini 5,5: sempre troppo acerbo, manca quel quid per fare la differenza.
Van Bommel 6: solido, solido, solido. E ammonito, era diffidato.
Seedorf 7: non imperiale come nelle ultime uscite, ma è il cervello del Milan.
Boateng 5: oggi male. Confuso e fumoso.
Cassano 6.5: sbaglia qualche gol, ma ogni occasione porta la sua firma. Cala alla distanza.
Robinho 6.5: lo fa o lo sbaglia, lo fa o lo sbaglia, lo fa o lo sbaglia. L’ha fatto. Wow.

Posted by LaPauraFa80