“Nel calcio esistono partite che sei sicuro di vincere ancor prima di scendere in campo a giocarle”. Parole pronunciate da Carlo Ancelotti nel 2007, in riferimento alla leggendaria semifinale di ritorno col Manchester. La sera prima -lui disse- quando vide il Liverpool staccare il biglietto per Atene, si convinse che ci saremmo andati pure noi, se ne convinse lui e tutta la squadra, tanto da scendere in campo con sorprendente serenità.

A me è successa la stessa cosa durante la rullata che Leonardo e i suoi han subìto contro l’Udinese. In realtà speravo in una prestazione più convincente, ma poco importa, l’importante era tornare alla vittoria in campionato, soprattutto in quel San Siro che troppe volte è stato terreno di conquista per altri.

Allegri manda in campo la formazione migliore che può schierare, con Merkel in mediana al posto di Flamini (che si ferma in mattinata), Thiago Silva a centrocampo e Yepes che prende il posto di Gattuso a pochi istanti dalla partita. Robinho dietro a Ibra e Cassano (preferito al lunatico Pato).
Partita che inizia su ritmi bassi e con la squadra poco reattiva, il Cesena cerca spazi sulle fasce e ne trova soprattutto sulla nostra sinistra (come al solito). Si fa male Nesta, entra Papa, la situazione non è facile, ma la squadra reagisce molto bene e in finale di tempo trova diverse conclusioni e anche il gol del vantaggio, grazie a Pellegrino che “anticipa” Ibra, ma infila nella porta di Antonioli.

Decisamente migliore la ripresa, in cui la squadra mantiene il controllo dalla partita. Yepes chiude tutti gli spazi dietro, mentre davanti le occasioni per il raddoppio non mancano, ma vengono puntualmente sciupate. Quando ci si avvia verso l’1-0 finale, arriva nei minuti di recupero l’immancabile timbro di Ibrahimovic, altro gol non certo banale. 2-0 e tutti a casa.

Marione: partita da leader

Non è stata una passeggiata, tutt’altro. In un periodo che non è di abbondanza, ci siamo trovati davanti a una vera e propria emergenza dopo gli stop di Gattuso e Nesta. La squadra ha però avuto tanto carattere ed è uscita bene dopo un inizio complicato.
Manca ancora la miglior condizione fisica e sarà importante ritrovarla presto e svuotare l’infermeria. Per quanto riguarda lo scudetto, solo una settimana fa si parlava di Leomuntada e si magnificava la rosa dell’inter (ma se giocano sempre gli stessi 11?), dopo ieri sembrano spariti tutti i fantasmi. Il mio consiglio è quello di vivere alla giornata ancora a lungo, tra un paio di mesi si potrà iniziare a fare qualche ragionamento, ora come ora la situazione cambia di giornata in giornata.

PAGELLE:
Abbiati 6.5: due interventi importanti nel primo tempo e poco altro.
Abate 6.5: cresce nel secondo tempo e gioca una discreta partita, soprattutto in fase difensiva, che  interpreta con buona sicurezza.
Nesta s.v: gli manca solo di infortunarsi al pene.
Papa 6: non facile giocare dopo mesi di panchina e tribuna, lo fa senza creare danni.
Yepes 7.5: partita monstre di Marione che chiude tutto, guida la difesa e prende pure per mano la squadra nel momento di difficoltà.
Antonini 5: smette di soffrire quando esce Schelotto (avessi detto…).
Ambrosini 6: si ricordano partite migliori, ma cuore e grinta non mancano mai.
T.Silva 7: dove lo metti sta, giganteggia anche a centrocampo, crescendo esponenzialmente col passare dei minuti.
Merkel 6.5: la miglior prestazione fin qui del tedeschino. Gioca di destro e sinistro, si fa vedere e i compagni lo cercano. Molto bene.
Robinho 7: si gioca voti altissimi per i gol che si mangia, ma è lui a far girare il Milan.
Cassano 6.5: il migliore a verticalizzare, è lui a mettere l’uomo davanti alla porta. Concreto.
Ibrahimovic 6.5: 17 gol e 10 assist. Ovvero 27 volte Ibra nella nostra stagione.

Posted by LaPauraFa80