Higuain si sblocca e timbra l’1-1, recuperando una partita che si era messa male sin dall’inizio, ma il Milan evidenzia i soliti limiti ancora non affrontati a dovere.

La formazione del Cagliari
Maran ritrova il lungo degente Joao Pedro e lo schiera subito alle spalle della coppia Farias – Pavoletti.
4-1-2-1-2 con Brdaric vertice basso, Barella e Castro completano il rombo di centrocampo, struttura che si rivelerà molto fluida nel corso del match.

La formazione del Milan
Nessuna novità, Gattuso conferma l’undici titolare sempre sceso in campo sinora.

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La partita
Avvio schock per il Milan, che cade in fantasmi già visti nel corso delle ultime stagioni.
Il Cagliari pressa altissimo, Farias e Pavoletti vanno a prendere Mustacchio e Romagnoli, Joao Pedro si attacca a Biglia, Barella e Castro nel doppio ruolo di marcare sia le mezzali del Milan sia i terzini a seconda di come i rossoneri cercano di uscire.
Venticinque minuti di apnea totale per il Milan che si incaponisce a costruire dal basso nonostante non ve ne sia lo spazio, forse in questo frangente sarebbe stato meglio cercare qualche appoggio lungo su Higuain e Kessie per alzare il baricentro.
Ironia il gol del Cagliari arriva dopo il primo tentativo concreto del Milan in avanti, brutta la ripartenza centrale presa dai rossoneri che consente al Cagliari di andare al tiro per ben due volte, la prima ottimamente sventata da Donnarumma sul palo, sulla ribattuta di Joao Pedro bruttissimo errore del giovane portiere che evidenzia nuovamente i suoi limiti sugli interventi in presa.

La partita continua a farla il Cagliari anche dopo i primi venti minuti, il Milan complice un ritmo più basso riesce a trovare più campo coinvolgendo i terzini, specialmente Calabria a destra che in Suso e Kessie trova un appoggio più sicuro per il pallone, i rossoblu abbassano la linea del pressing innescando la pressione all’altezza della mediana, con Barella ( 13 palloni recuperati, 4 anticipi ed un clamoroso palo ) Barella_Cagliari_Milan.jpg assoluto dominatore del centrocampo abile nel rubare palla e innescare Srna in ampiezza sul lato opposto e Farias in profondità sempre pronto a cercare di allungare i rossoneri rendendo più difficile la ripartenza.

Pochissimo Milan nel primo tempo, poca personalità nel cercare di giocare la palla, uscita dal basso molto lenta ed imprecisa ed enorme difficoltà nel cercare di trovare gli esterni.
I rossoneri si affidano al cambio di gioco offensivo, uno dei pochi meccanismi collaudati che si sono visti in tutte le partite di questo inizio campionato, e riescono a trovare un ottimo pallone per Bonaventura che però spedisce malamente a lato da posizione centrale.

Secondo Tempo
Il Cagliari non riesce più a tenere il ritmo del primo tempo ed il Milan progressivamente si impossessa del pallone e del controllo del centrocampo, aumenta la presenza offensiva dei rossoneri, Calhanoglu come contro la Roma cerca spesso la posizione centrale liberando la fascia per Rodriguez che scendendo costringe Srna a non ripartire più, sulla fascia opposta Suso resta più largo con Kessie in sovrapposizione interna a fargli spazio e Calabria volenteroso nel fornire un alternativa in ampiezza.
I rossoneri tentano anche un pressing offensivo cercando di impedire ai difensori di impostare il gioco, ma come contro il Napoli evidenziano di non aver sviluppato questo meccanismo rendendo agevole al Cagliari l’uscita su Srna o sulle mezzali.
Il gol rossonero arriva al 55esimo su un tentativo di pressing solitario di Kessie, sul rimpallo il Pipita è lesto a dribblare Cragno con il controllo ed a freddarlo a porta vuota.
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Maran legge la partita e capisce che non potendo più pressare alto deve aumentare la densità nel mezzo, toglie Joao Pedro e lo stanco Farias lasciando Pavoletti a battagliare sui palloni alti in posizione molto arretrata, inserisce Sau per giocare sui palloni in profondità e Ionita per avere un uomo in più in mezzo al campo.
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Ai rossoneri resta il possesso del pallone, che muovono a lungo la palla lungo il perimetro del campo senza però trovare i terzini con costanza per il cross o il pallone centrale in grado di innescare Higuain o le mezzali in inserimento.

Entrano Bakayoko per Bonaventura e Laxalt per Rodriguez, ma la partita si trascina al 90esimo con il Milan che cerca più di foga che con raziocinio il gol del k.o., senza proporre qualcosa di concreto sul rettangolo di gioco che non sia la solita palla per Suso che dal vertice destro calcia a giro con l’area occupata da molti uomini.

Pareggio meritato, il Cagliari poteva andare 2-0, ma deve ringraziare Cragno che al 90esimo sventa la solita palla avvelenata dello spagnolo.

Conclusioni
Maldini e Gattuso parlano di mentalità, ma la sensazione è che manchi un applicazione più approfondita a questo 4-3-3 ormai eletto a modulo fisso per i rossoneri.
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Non ci sono alternative concrete di gioco e non ci sono a distanza di quasi un anno movimenti offensivi che prevedano il coinvolgimento della punta centrale.
La punta da 20 gol ora c’è, ma continua ad essere isolata come lo erano i suoi predecessori.
Negativa la fase di non possesso, il Milan non sa pressare alto, ne dare intensità a metà campo, come contro la Roma senza palla corre all’indietro schiacciandosi sulla propria trequarti.

Posted by diavolesque

Il Calcio è guerra e pace tra bellezza ed utilità.