Sono queste le partite in cui si ha veramente qualcosa da dire dal punto di vista tattico, senza usare giri di parole come in alcune delle precedenti partite (vedi Bologna, Verona e Carpi). Ieri sera siamo scesi in campo con un idea, non poco per il Milan di quest’anno e si è visto quanto sia funzionata grazie alla lettura dei numeri, che sono sempre in funzione della prestazione. E’ infatti la prima partita dopo venticinque a segno che la Fiorentina rimane a secco, ma non solo, siamo riusciti a limitare il gioco di una delle due squadre che esprimono il miglior calcio in Italia, senza mai farli calciare nello specchio.

Vorrei prima di tutto partire dalle assenze, non voglio dire che è merito di esse se abbiamo vinto ma, si vede già nei minuti iniziali che a guidare la difesa non c’è Rodriguez, ma un terzino adattato centrale. Lo si nota nell’uscita della palla dalla propria trequarti, troppo macchinosa per una squadra che si basa sul possesso palla e facilmente pressabile dai nostri due attaccanti che disturbavano già sul primo controllo avversario. Inoltre si sente l’altra mancanza: Badelj, giocatore che è in grado di guidare il centrocampo nell’alzarsi per incentivare il possesso e abbassarsi per proteggere la linea dei difensori, troppo sguarnita ieri sera. Giocare con tale linea comporta un enorme sacrificio e ieri solo Alonso copriva gli spazi dietro di se, mentre Vecino – Suarez – Bernardeschi erano in attesa della palla. Questo ha permesso al Milan di sfruttare lo spazio davanti e dietro la difesa, grazie a Honda e Jack – molto più stretti come abbiamo visto nelle ultime partite – a cercare di innescare i tagli di Bacca e Niang dietro la linea difensiva. I due goal ne sono la riprova, abbiamo aspettato che la Fiorentina si scoprisse per poi colpire grazie a un calcio diretto e fatto di ripartenze, stile inglese.

Prima di passare al vero motivo per cui abbiamo portato a casa i tre punti, vorrei soffermarmi sul nostro possesso. Dopo il vantaggio a freddo abbiamo annichilito l’avversario grazie al pressing attuato al momento opportuno e nel giocare la palla nello stretto (in presenza di avversari, senza aver paura) e negli spazi, innescando principalmente Jack e Niang. Questo atteggiamento è andato scemando nel momento in cui la Fiorentina ha controllato il pallone e anche se non abbiamo rischiato, sul finire di primo tempo ci siamo intimiditi e abbiamo perso fiducia, pensando ad allontanare il pallone invece di gestirlo.  Quindi concordo con le parole di Mihajlovic nel post-gara, abbiamo bisogno di migliorare nella gestione della palla perché sono poche le squadre nel campionato italiano che ti permettono di giocare nello spazio. 

Parlando invece nel modo con cui non abbiamo permesso alla Fiorentina di non entrare in area, mi ha ricordato una delle poche partite che Allegri ha azzeccato sulla nostra panchina: Milan – Barcellona 2 – 0. Come in quella gara, ieri non abbiamo permesso che palla venisse in alcun modo giocata all’interno della nostra area, difendendoci e lasciando a loro la palla ma mai fatti schiacciare e questo è dovuto all’abile pressing fatto da chi ha giocato davanti alla difesa. Sulle corsie Da una parte Honda e dall’altra Antoneli non hanno mai permesso di crossare, ne di essere puntati e anche se fosse accaduto c’era subito un uomo al raddoppio. Nella corsia centrale avviene la prestazione migliore, considerando che la Fiorentina in tale zona di campo schiera quattro uomini (due centrocampisti e i due trequartisti) siamo stati in grado di cancellare i rifornimenti ai costruttori/rifinitori viola estromettendoli dal gioco. La prestazione difensiva di Alex e Romagnoli è una conseguenza, infatti senza l’apporto di chi gli stava dietro Kalinic non è risucito a districarsi fra le nostre maglie e veniva costantemente anticipato.

Concludendo, questa è la seconda prestazione degna di nota in quest’anno calcistico (contro la Lazio l’altra) e avendo spazzato via tutto questo chiacchiericcio che aleggiava attorno alla panchina milanista, tramite buoni risultati e dichiarazioni del Presidente, dobbiamo sfruttare al meglio il periodo e far nostra questa agognata continuità.

Mauro Fede

Posted by Mauro Fede

Appassionato fin da bambino del gioco del calcio, merito di mio padre e di Paolo Maldini se sono rossonero. Il mio punto forte? Analizzare dal punto di vista tattico qualunque partita, andando al di là delle semplici statistiche. Non solo di questo mi interesso, ho un ottimo feeling con l'informatica che mi porterà ad avere nei prossimi mesi una laurea in questo campo.