bay cheVenerdì 30 agosto, ore 20.45, Eden Arena, Praga. Sfida di lusso, antipasto della stagione internazionale che verrà. Sul campo dello Slavia Praga si scontrano due delle squadre più forti in campo europeo, Bayern e Chelsea.

Una rivincita doppia. Perché non si tratta solo della rivincita della famosa finale di Champions 2012, vinta ai rigori dai blues dopo una gara dominata dai rossi tedeschi e pareggiata solo nel finale da un gran guizzo di Drogba. Sulle due panchine siedono, infatti, due degli allenatori più titolati d’Europa. Che si sono già affrontati più volte, e sotto diverse bandiere; Pep Guardiola era già sulla panchina del Barcellona quando i catalani affrontarono l’Inter nella semifinale di Champions 2010 (3-1 per i nerazzurri a San Siro, 1-0 per i blaugrana al Camp Nou, risultato che aprì la strada al treble dei cugini) ma le maggiori schermaglie tra i due sono successive. Nei due anni di sfide tra Barça di Guardiola e Real di Mourinho, si ricordano vari episodi tra cui il 5-0 per i catalani in una gara di campionato, il dito nell’occhio di Mourinho a un Vilanova non ancora colpito dalla malattia, e lo scontro diretto di Champions che vide prevalere il Barça. Ma le ultime sfide tra i due, risalenti al 2012, hanno sorriso a Mourinho, vincente nella Liga a scapito del Barcellona, con Guardiola che al termine di quella stagione ha “staccato la spina” per un anno.

Del Bayern, prima di Heynckes e ora del Pep, si sa tutto. Squadra talmente forte che gente come Alcantara e Shaqiri rischia di fare da panchinaro di lusso. E anche Goetze potrebbe restare fuori, se è vero che nelle formazioni della vigilia il 4-1-4-1 previsto vede: Neuer; Lahm, J.Boateng, Dante, Alaba; Schweinsteiger; Robben, Kroos, Muller, Ribery; Mandzukic.  D’altro canto, anche Mourinho ha a disposizione una squadra di assoluto valore e pagata profumatamente dal presidente Abramovich; per lui previsto un 4-2-3-1, con Cech; Ivanovic, Terry, Cahill, Cole; Ramires, Lampard; Schurrle, Oscar, Hazard; Torres. L’unico vero problema dei Blues sembra essere proprio la punta, con l’incostante Torres titolare fisso per mancanza di vere alternative.

Mentre scrivo si è concretizzato il ritorno di Samuel Eto’o alla corte di Mourinho, ma questa volta in Inghilterra. Il camerunense passa da un magnate russo (Kerimov, che dopo due anni di spese pazze con tanto di -si dice- pagamento dei giocatori in diamanti, ha ridimensionato l’Anzhi) a un altro miliardario dell’Est, Abramovich. Nel calcio dei super capitali, gli avversari del Bayern sono stati bravi a mantenersi “da soli”, con una struttura societaria simile a quella delle squadre spagnole ma senza debiti e con somme ingenti ricavate dal solo stadio. E infatti, più che alle straricche squadre dei petrodollari degli sceicchi, o dei “petrorubli” russi, il Bayern assomiglia al Milan dei primi anni di Berlusconi, con Sacchi e Capello; squadra sì di campioni, ma arricchita anno dopo anno e assicurandosi campioni in base a un progetto e non ai capricci (costosi e spesso inutili) dell’allenatore o del presidente di turno. Fallito il 6 su 6, già ottenuto a Barcellona, con la sconfitta in Supercoppa di Germania, Guardiola non può sbagliare di nuovo. Per vari motivi, una partita tutta da seguire.

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Posted by piterdabrescia

Editorialista da settembre 2012, vice-direttore e curatore delle rubriche "Destinazione" da ottobre 2014