Sfatiamo una volta per tutte il mito dei “pidocchi rossoneri”.
Ho visto, prevalentemente su twitter, devo essere sincera, che sta impazzendo la campagna contro questo nomignolo ed ogni volta che si parla civilmente di qualsiasi argomento possibile viene citata la frase finale “tanto io sono un pidocchio”.
Sfatiamo questo mito, perché è evidente che non si capito ancora il motivo di tale nome, la storia di tale nome e soprattutto il significato.

Partiamo dalla storia.
Si è sempre i primi ad attaccare gli altri, però non appena si viene attaccati si parte con le frasi fatti come “hai iniziato prima tu” o ancora meglio “ma se tu ci chiami ‘pidocchi’ noi possiamo chiamarti X,Y,Z…”.
Però mai una volta che, invece, si parta dal principio.
Ovvero che siete i primi ad attaccare.
Ancora prima che Inzaghi venisse eletto allenatore del Milan, partirono gli sfottò, gli insulti e non solo alla persona che è Pippo (da lecchino a servo, da leccaleccaPippo a tappetino e non continuo).
Ancora prima che Inzaghi venisse chiamato ad allenare il Milan, partì la campagna contro la persona e l’allenatore che è Pippo senza nemmeno vederlo all’opera.
E se qualcuno, mai si azzardasse, a dire “Diamogli tempo” o “Aspettiamo di vederlo all’opera” partivano insulti anche per coloro che si erano messi a protezione di Pippo e quindi, volutamente o non, anche a favore della scelta della società.
Una scelta, dovuta soprattutto alla mancanza di rispetto di Clarence Seedorf verso qualunque essere avesse messo piede a Milanello: dal Presidente ai giocatori, fino ad arrivare a Tassotti.
Tassotti, bandiera rossonera da anni, che meritava molto più rispetto e non ordini dall’ultimo arrivato.
Sia che abbia avuto ragione, sia che non ce l’abbia.
Il rispetto, il lavoro di squadra e l’amore per i colori sono alla base della società rossonera e quello che ha fatto Seedorf meritava come minimo l’esonero.
Provate voi a bistrattare il vostro capo, a trattare male i vostri superiori che lavorano in quella ditta da almeno 30 anni per vedere cosa avete in cambio…
Io penso una bella letterina di lincenziamento, poi magari mi sbaglio.
E come dicevo prima, Seedorf ha fatto e disfatto tutto con le sue mani e Inzaghi, sicuramente meritava ben altro trattamento.
Ma torniamo a noi.
Ancora prima che Inzaghi, bandiera rossonera che ci ha fatto vincere tutto e ci tengo a sottolinearlo, mettesse piede a Milanello come allenatore del Milan, venne insultato.
E chi si metteva dalla sua parte, pure.
Però, se li chiami Pidocchi, sbagli tu.
Non loro che creano articoli, dal nulla, con liste contro di noi.
Non loro che, prima di insultano e poi dicono “chi io? mai fatto”.
Non loro che, pensano giorno e notte a noi, ai nostri articoli e al nostro modo di pensare piuttosto che al Milan
Pidocchi.
Pidocchi, si, perché insultare Inzaghi, ancora prima che potesse fare qualcosa per la squadra, per me è da pidocchio.
Inzaghi, una bandiera storica.
Pidocchi, si, perché non tifare Milan perché si ha in testa il solo pensiero dei tifosi ‘lecchini’ è da pidocchio, per me.
Pidocchi, si, perché prima viene il Milan, poi le lotte interne.
Prima vengono i colori, poi gli insulti a chiunque capiti sotto tiro.

Mercoledì sera, dopo Roma-City ho capito perché sono sempre più fiera di chiamare pidocchi, gente così.
Gente che, quando il Milan gioca i big-match (in realtà anche quando gioca contro Sassuolo e compagnia bella), spera nella vittoria dei nemini storici o degli avversari per poter semplicemente dire “ve lo avevo detto che siamo una squadra di m****”.
O gente che, difende la Roma, trova scuse le più disparate possibili perché loro hanno giocato la Champions e noi no, quindi meritano assoluto rispetto e assoluta difesa a priori.
Cioè, ci rendiamo conto?
Milanisti in difesa dei romanisti, perché “loro giocano la Champions e noi?”
Perché loro “hanno speso e noi noi!”
Eccerto, 30 milioni per Iturbe che ha fatto un solo gol in campionato e che non ha mai fatto la differenza.
Però loro “sono migliori di noi, perché sono secondi in campionato”.
Si nascondono dietro la frase del ‘In Europa si tifano le Italiane’, però ditemi voi quante volte noi siamo stati sostenuti dagli altri.
Quante volte invece siamo stati derisi quando siamo usciti e nessuno si è complimentato con noi per le vittorie.
Pidocchi.
Gente che non tifa Milan per passione, che non tifa Milan per i colori e per la maglia, ma che tifa Milan solo quando vince, convince ed è sul tetto del mondo.
Solo quando gli è più comodo tifare il Milan, altrimenti tifa chiunque capiti sotto tiro al Milan, dal Sassuolo alla Juve.
Dall’Inter al Chievo.
Chiunque, purché vinca contro il Milan per dire “vedi? Che schifo. Società di merda”.
I tifosi devono fare i tifosi, la società il suo e i giocatori il loro.
Tifare il Milan non è un hobby che si deve frequentare o usare solo quando fa comodo, tifare il Milan è passione, amore, sofferenza e gioia.
E’ orgoglio nonostante gli ultimi anni di merda, è esserne fieri e dirlo in giro.
E’ andare allo stadio con gente come Constant o Mesbah e non solo con Maldini e Nesta.
E’ comprare una maglia del Milan e baciarne lo stemma.
Non è convenienza.
E questi sono pidocchi.

Finisco con un’ultima dichiarazione a riguardo.
Quando dite che siamo noi i primi ad etichettarvi, guardate bene che link condividete o retwittate, guardate la gente che seguite come ci etichetta solo perché noi facciamo il nostro mestiere: tifare.
Indipendentemente da come la società si comporta, indipendetemente da come la società lavora e indipendentemente da come la società opera.
Siamo tutti (o quasi) d’accordo che in questo momento, la società non è al massimo della forma, ma questo non deve implicare assolutamente che i tifosi non facciano il loro.
Criticare ci sta, tifare contro o cercare in ogni minima novità il pelo nell’uovo per criticare tutto e tutti a prescindere no.
Noi tifiamo, i pidocchi no.
I pidocchi pensano a chi accusare per primo.
Pensano a chi insultare oggi e chi invece insultare domani.
Chi prendere come idolo oggi ed eleggerlo al popolo e chi invece etichettare come ‘pippa del giorno’.

Ecco, questi sono i pidocchi.
Questi sono quei tifosi che, invece di provare a sostenere la squadra, sostengono la campagna “adotta un insulto anche tu oggi contro il Milan”.
Ed io, da questo tifo, mi dissocio.
Mi dissocio, mi allontano e, visto che non si fanno scrupoli a fare articoli contro di noi etichettandoci in qualunque modo venga loro in mente, io li chiamo ‘pidocchi’.
Pidocchi rossoneri.
E lo stadio da 45 mila persone è il mio antiforfora per codesti elementi.
Pochi, ma buoni.
Pochi, ma veri tifosi.
Pochi, ma quelli che ci sono sempre stati anche nei momenti più bui.
Pochi, ma quelli che amano la maglia e i colori prima dei giocatori e della società.
Ecco il mio antiforfora.

MargheritAxen

Posted by MargheritAxen