Negli ultimi giorni sta salendo un nuovo nome caldo per il centrocampo rossonero: Riccardo Montolivo. Io ci aggiungerei due note. Primo: Non si può e non si deve spendere eccessivamente per uno che comunque non è che sia tutto questo campione. Ma potrebbe essere un buon modo per spedire da qualche altra parte Cassano. Grazie di tutto, Pibe de Bari, ma per me è un no. Non sei da Milan. E mi dispiace, sei ancora il ragazzino con un futuro da delinquente salvato da un gol al momento giusto. Ancora non hai la mentalità. Gran contributo alla squadra, ma la professionalità in te non l’ho mai vista. Un gran peccato, saresti potuto davvero essere da Pallone d’Oro: fossi stato un altro, magari non fossi cresciuto dove sei cresciuto, si sarebbe parlato un po’ di meno di quel Lionel Messi.

Secondo: non è con i Montolivo che si vince. Montolivo non è quel non plus ultra che era il Pirlo dello scorso lustro, la vera colonna di una squadra che si debba rapportare con quella dimensione europea che ci compete già dal nome. Perché, a differenza di chi ha tanto lì vicino ma poi, guardando indietro, 45 anni di nulla, noi abbiamo una grande storia. E la storia non l’abbiamo certo fatta con i Montolivo – con tutto il rispetto. Non vorrei che il suo acquisto significhi una volontà di concentrarsi sul raggiungimento della seconda stella. Che sì, è bella, sbrilluccica e loro ne avrebbero di meno nonostante i ricchi doni offerti dai piani alti, ma vuoi mettere con la Coppa dalle grandi orecchie?

Il passpartout è uno e uno solo, spagnolo, anzi catalano, e viene da Londra. E chissà, esprimendo un desiderio tra le stelle cadenti di San Lorenzo…

Una piccola nota, in conclusione: prima Argentina, poi Brasile. Eccole, le nazionali stellari.

Posted by bari2020

Vice-direttore del blog. Responsabile dei Post-partita del Milan e della Nazionale e della rubrica di approfondimento sulla Champions League: attivo sul blog da Gennaio 2010.