adriano_galliani_milan_newPosso capire tutto, dalle frasi di rito a quelle che servono per celare l’interesse di una squadra verso un particolare giocatore, magari per scongiurare il rischio che altri club, più potenti sul fronte economico, possano soffiare il colpetto di gennaio di turno. Ciò che più infastidisce, però, sono alcune frasi, alcune parole. Sarà che sono solito dare un peso eccessivo al significato di ogni parola, ma se già espressioni come “Il mercato è chiuso” piuttosto che “Siamo a posto così” potevano irritarmi, qualche giorno fa il buon Galliani si è superato: “Fino al 31 c’è tempo. Vediamo se riusciamo a trovare qualcuno…“. Ma stiamo scherzando, vero? Una sessione di calciomercato, soprattutto per una squadra in emergenza come il Milan, dovrebbe essere pianificata già da mesi e non improvvisata in pochi giorni!

Non si può arrivare ad una settimana dalla fine del mercato, dopo aver sparato nomi su nomi e aver riproposto l’ennesima “telenovela Kakà” il cui finale era noto a tutti sin dall’inizio, per alzare la testa e guardarsi intorno. Non solo perché intanto tutti i giocatori più appetibili sul mercato hanno già trovato nuova sistemazione, ma anche e sopratutto perché un atteggiamento di questo tipo denota (almeno apparentemente) una confusione e disorganizzazione a livello dirigenziale che non dovrebbe assolutamente esistere in un club prestigioso come quello rossonero.

Una squadra come il Milan di oggi ha bisogno di innesti mirati, non del primo TopEconomicPlayer che si troverà [cit.] a gennaio. Bisognerebbe investire nella difesa (portiere incluso) e magari anche a centrocampo con un bel giocatore “alla MVB” e invece si è guardato per tutto un mese solo all’attacco, tra nomi più o meno improbabili. Ben venga, in questo arido mercato, lo scambio Mesbah-Zaccardo, ma adesso bisogna concretizzare un mese di parole e vane speranze: nessuno chiede Kakà, Balotelli, Ronaldo o Messi, bensì dei nomi che possano andare a rinforzare una squadra mutilata dalle partenze dei suoi giocatori più rappresentativi e, in secondo luogo, dalla presenza in rosa di giocatori non-da-Milan.

Ci si è mossi tardi, come ormai da tradizione, ma qualcosina si può ancora fare.

Andrea Cervone

Posted by Andrea Cervone