I top player al Milan non si comprano più, si fanno in casa”, questa una delle ultime dichiarazioni di Galliani. Nella frase, secondo me, c’è una velata allusione al trio di brasiliani allevati negli ultimi anni: Pato, Kakà, e Thiago Silva.

Pato è stato preso semisconosciuto ed è rimasto al Milan, stessa cosa per Kakà, che dopo aver preso il pallone d’oro è stato venduto ed ora potrebbe ritornare. E Thiago Silva invece? E’ stato pagato poco, è diventato il miglior difensore del mondo proprio nel Milan, uno dei migliori top player fatti in casa rossonera è stato venduto dopo una delle trattative più torbide della storia del calcio, appena pochi giorni fa.

E Galliani se ne esce con la storiella dei top player fatti in casa per giustificare acquisti di parametri zero senza storia e spesso senza futuro e ritorni con troppi punti interrogativi come quello di Kakà: è evidente che questa dirigenza è proprio senza ritegno, senza faccia, o anche peggio. Secondo loro sono bastati due gol di Emanuelson e la vittoria in due amichevoli per farci dimenticare l’operazione di svendita più grossa nella storia del Milan?

Ma se tifi Milan ti devi abituare, e guardarti intorno, c’è anche chi al posto di Galliani ha Moratti che nemmeno commenta, oppure Agnelli, che quando ti stringe la mano devi stare attento che con l’altra non ti sfili il portafoglio; e allora, vedendo il panorama possiamo anche dire: mal comune mezzo gaudio. Quello che preoccuperebbe se lo pensasse davvero è che anche lui abbia sposato il tanto amato “modello Udinese”: comprare i giocatori a poco, formarli e poi vendere i migliori a peso d’oro. Bellissimo sistema, che può servire a far permanere nella parte alta della Serie A una squadra da Lega Pro come l’Udinese, ma questo è un metodo assolutamente inadeguato ad una squadra che vuol vincere.

La tanto declamata Udinese, infatti, non ha mai vinto alcunché con questo sistema e Galliani lo sa benissimo: ha vinto cinque Champions comprando i migliori, non certo formandoli e vendendoli! Ripeto, lo sa benissimo e ha dimostrato di saperlo appena due anni fa, comprando Ibra, pagandolo 12 milioni l’anno e vincendo subito uno scudetto. Se Galliani fa affermazioni come queste vuol dire che è costretto a farle dalla scarsità di risorse con cui deve combattere attualmente la nostra società, non certo perché lo pensa veramente. In sostanza ci prende in giro, così come fa il PresidAssente Berlusconi, che, da quando è presidente onorario del Milan non si perde una partita, anzi, nemmeno un allenamento.

Quello che abbiamo visto contro il Chelsea è un Milan onesto, concentrato, sufficiente: siamo all’inizio della preparazione ed il fiato per un barlume di gioco offensivo non c’era proprio, ma si è visto comunque un Milan attento ed umile. E’ evidente che la tumulazione in altri continenti e non solo di tanti cadaveri che ammorbavano la formazione rossonera abbia giovato istantaneamente alla fluidità di manovra. Un’altra cosa da annotare con attenzione è l’immediato sollievo che hanno avuto le rispettive zone di gioco con la sostituzione di Ambrosini e Antonini.

E’ ovvio che mancava una prima punta, in rosa possiamo far giocare così Pato, ma ultimamente il brasiliano o è rotto o gioca talmente male da far rimpiangere la sua assenza per infortunio. Robinho è tutto fuorché un centravanti col senso del gol ed El Shaarawy non si sa cosa voglia fare da grande. Ovviamente appena c’è un assenza Allegri ricorre al suo jolly tappabuchi: Emanuelson, sono convinto che se l’assenza di una prima punta dovesse perdurare il livornese farebbe l’ennesimo esperimento su Emanuelson schierandolo in questo ruolo: a questo punto al curriculum dell’olandese manchrebbe solo l’aver giocato in porta.

Si parla di prima punta ed è giusto farlo, di trequartista altrettanto, (anche perché arretrando il Boa a centrocampo potremmo schierare una mediana composta da Nocerino, Montolivo e Boateng: mica male…) ma di portieri non parla mai nessuno. Pare che un club come il Milan possa accontentarsi di Abbiati che oltre ad essere avanti con gli anni non è mai stato un giocatore affidabile e continuo, e Amelia che è Amelia. Speriamo nel giovane brasiliano che abbiamo acquistato da poco e dimentichiamoci l’arrivo di Julio Cesar: perché noi i top player non li compriamo, li facciamo in casa.

reostato

Posted by reostato

Editorialista e responsabile dei LIVE insieme ad Anonimoabusivo