20070919132840!1990_Football_World_Cup_logoPoco meno di 60 anni dopo, il Campionato del Mondo di calcio torna a essere disputato nel Bel Paese. Nel 1934, In un periodo che viene ricordato letteralmente con le pinze dal popolo italico, gli azzurri, con sfumature di nero e un braccio testo in saluto prima delle partite, conquistavano l’ambita Coppa Rimet, sotto gli occhi di Benito Mussolini; nel 1990, l’italia è nuovamente nazione ospitante. Calcisticamente, il momento non potrebbe essere migliore: il Milan, grazie al gol di Rijkaard, ha superato il Benfica conquistando la seconda Coppa dei Campioni consecutiva, la Juventus ha battuto in finale di Coppa Uefa la Fiorentina e, per completare il quadro, la Sampdoria ha vinto la Coppa delle Coppe. La Serie A è l’El Dorado del mondo del calcio, e l’Italia, chiaramente, è la nazionale favorita alla vittoria finale. Come ha sentenziato, però, il sempre magnifico Federico Buffa, “Quando a noi qualcosa può andare male, va male”. Nel frattempo, benvenuti a Italia ’90.

Fase a gironi, e sono già sorprese. La prima, ha un nome e un cognome: Andrè Kana-Biyik, il cui colpo di testa bucò il tutt’altro che incolpevole Pumpido e regalò al Camerun una storica vittoria contro l’Argentina di Maradona. L’Albiceleste, in ogni caso si qualificherà comunque, entrando nel novero delle migliori terze al pari di Olanda, Uruguay e Colombia. Si qualificano tutte le big: Germania, Inghilterra, Brasile su tutte, e ovviamente si qualifica anche l’Italia, grazie alla vena realizzativa del centravanti della Juventus Totò Schillaci, autore dei gol decisivi contro Austria e Cecoslovacchia. Gli Azzurri superano il girone in modo quasi elegante, senza mai subire gol e letteralmente trascinati dalla bolgia dello stadio Olimpico. 

Ottavi. L’Italia liquida con un secco 2-0 anche l’Uruguay, si, segna ancora Schillaci, ma le sfide che passeranno alla Storia sono altre. Una su tutte, Argentina-Brasile: la partita storica finisce con la vittoria dell’Albiceleste, grazie a una rete di Caniggia al minuto ’80. Storica anche la gara  dell’Irlanda, che supera ai rigori la Romania di Hagi e ottiene una storica qualificazione ai quarti di finale. Ma a San Siro, la sera del 24 giugno, si sarebbe disputata una partita che avrebbe diviso una città intera; Germania-Olanda non era semplicemente un ottavo di finale di prestigio, era Matthaus-Klinsmann e Brehme, trio teutonico in forza all’Inter, contro Gullit, Rijkaard e Van Basten, il leggendario terzetto del Milan degli Immortali di Sacchi. La gara, oltremodo nervosa, finì 2-1 per la Germania, con Voller, centravanti tedesco, e lo stesso Rijkaard espulsi. Si qualificarono anche Inghilterra, ai danni del Belgio, e Jugoslavia, grazie alla doppietta di Stoikovic.

Quarti di finale. Il solito Schillaci pone fine al sogno irlandese e lancia l’Italia, imbattuta e senza aver mai subito gol, in semifinale, mentre le altre gare sono determinate dai rigori. La lotteria dei tiri dal dischetto qualifica l’Argentina, che estromette la Jugoslavia, mentre il penalty di Lothar Matthaus elimina la sorprendente Cecoslovacchia. Inghilterra-Camerun è la partita dei rigori: quello con cui Kundè porta in vantaggio gli africani, i due con cui Gary Lineker qualifica gli Inglesi. Semifinali: Italia-Argentina, Germania-Inghilterra. “Quando a noi qualcosa può andare male, va male” diceva Buffa, niente di più vero; nell’Argentina gioca Diego Armando Maradona, l’uomo dei miracoli che ha consegnato al suo Napoli il secondo scudetto della sua storia. Dove si gioca la semifinale? Napoli, ovviamente. 

Il tifo non manca, ma non è la stessa cosa: la spinta dei tifosi non è la stessa, e l’Argentina, in svantaggio a causa del gol, il solito, di Totò Schillaci, pareggia con Caniggia al minuto ’70. L’italia non scompare, anzi, ma qualcosa si è rotto: gli azzurri non sono gli stessi, l’incantesimo si è spezzato, e la roulette dei rigori, ancora una volta, sorride all’Albiceleste, che pone fine alle Notti Magiche e ci elimina. Dall’altra parte il copione è simile: 1-1, rigori e Inghilterra eliminata, in finale ci va la Germania. “Il calcio è quel gioco dove 22 uomini inseguono un pallone, e alla fine vincono i tedeschi” dirà Gary Lineker in seguito a quella partita. E ha ragione: il rigore di Brehme, in finale, fa piangere gli argentini e riporta la Coppa in Germania. Perchè alla fine, vincono i tedeschi. 

Giangi_Ceresara

Posted by Giangi_Ceresara

Classe '93, studente di Linguaggi dei Media in Cattolica, è redattore del blog da quasi un anno. Il Milan è la passione di una vita, nel bene e nel male rossonero per sempre.