arg suiUltima giornata di ottavi per i Mondiali brasiliani. Una sola vera big, e tre squadre medie cariche di ambizioni e talento (e nel caso del Belgio, di entrambi).

Argentina-Svizzera è la classica partita da sorpresa. Nel senso che l’Argentina ha fatto 9 punti andando avanti a colpi di vittorie con 1 gol di scarto e soffrendo non poco in alcuni frangenti. La Svizzera è la squadra carica di talento (dei vari Shaqiri, Inler, Behrami, ma non solo) che ha però faticato a qualificarsi, Honduras a parte. Il 2-5 subito da una sorprendente Francia ne è l’esempio. 4-3-3 offensivo per l’Albiceleste, con Messi e Lavezzi a sostenere Higuain davanti, il tutto sostenuto da gente come Di Maria e Mascherano; per i rossocrociati un 4-2-3-1, il duo napoletano Inler-Behrami in cabina di regia. 8 (!) titolari svizzeri sono originari di altri paesi, 9 se vogliamo aggiungere l’italo-svizzero Diego Benaglio.

L’ultimo ottavo, quello che a meno di cambi dell’ultim’ora è stato scelto dalla Rai, è quello delle 22 tra il favorito Belgio e gli Stati Uniti di Jurgen Klinsmann. Non c’è bisogno di presentazioni per i ragazzi di Marc Wilmots, passati come primi nel gruppo H ma senza l’onore del punteggio pieno, a causa del pari conclusivo con la Corea del Sud. Per gli USA un mix di grandi vecchi, tra cui spiccano l’ex portiere -cacciato per eccesso di papere, ma da allora parecchio ristabilito- Tim Howard, Damarcus Beasley, Jermaine Jones e capitan Clint Dempsey. Manca invece Landon Donovan, tagliato dalle pre-convocazioni. Solita formazione per il Belgio, con l’ingresso di Van Buyten per l’infortunato Vanden Borre e il ballottaggio Lukaku-Origi davanti; 4-2-3-1 per entrambe le squadre, negli Usa anche Michael Bradley, ex Roma e Chievo. Vietato sbagliare, per coltivare ancora il sogno mondiale.

piterdabrescia

Posted by piterdabrescia

Editorialista da settembre 2012, vice-direttore e curatore delle rubriche "Destinazione" da ottobre 2014