rea atl 2Sabato 24 maggio, Estadio Da Luz, ore 20.45. La 59° edizione della Champions League si conclude stasera, con la prima stracittadina in finale nella storia della competizione: di fronte i blancos del Real Madrid e i colchoneros dell’Atletico.

Comunque vada, sarà la decima Champions League/Coppa dei Campioni vinta da una squadra madrilena; una cifra che pareggia quella di Milano (7 Milan, 3 Inter). Il Real Madrid, a quota 9 titoli, nella sua storia ha attraversato un periodo di crisi in campo europeo dopo la vittoria delle prime 5 edizioni. Arrivò un successo nel 1966, tra Inter e Celtic, e poi più di 30 anni senza vincere. Ma a cavallo tra i due millenni sono arrivati altri tre titoli, nel 1998 con Heynckes e nel 2000 e 2002 con Del Bosque. Per il resto, 6 finali perse; in pratica, un quarto delle edizioni di CL ha visto il Real in finale. Per l’Atletico, solo una finale persa nel 1974, contro il Bayern. E la Champions è l’unica competizione internazionale che ancora manca all’altra Madrid -che partecipò all’Intercontinentale nonostante la finale persa, per la rinuncia del Bayern, e la vinse pure– e che potrebbe lanciare definitivamente Diego Simeone nell’olimpo delle panchine mondiali.

Non c’è bisogno di presentazioni per le due squadre: Casillas, Bale e Ronaldo da una parte, un collettivo gioioso dall’altra -ma con dentro gente come Courtois e Diego Costa, comunque-. Nell’anno della fine del ciclo Barça, fino ad oggi è arrivato un trofeo per parte, con la Liga che è andata all’Atletico e la Copa del Rey al Real. Con questo risultato Ancelotti ha rotto -vedremo stasera se del tutto, o solo a metà– l’incantesimo che dall’assurda cacciata di Del Bosque, uno che poi si è preso parecchie soddisfazioni ad alti livelli, teneva il Real lontano dalla finale. Queiroz, Camacho, Garcia Remon, Luxemburgo, Lopez Caro, Capello, Schuster, Ramos, Pellegrini, Mourinho: dal 2003 al 2013 10 nomi -il sesto e il decimo soprattutto- mai in grado di superare le semifinali nonostante i faraonici budget misteriosamente sempre a disposizione della Casa Blanca. Il tutto mentre l’Atletico si prendeva le sue soddisfazioni, anche se nell’Europa cosiddetta “minore” (lo è tornata da 23 giorni, prima era più importante anche della CL).

Le formazioni probabili: 4-2-3-1 quasi certo per Ancelotti. Casillas; Arbeloa, Ramos, Pepe, Marcelo; Illarramendi, Modric; Bale, Di Maria, Ronaldo; Benzema è l’undici che il tecnico emiliano sembra vicino a proporre. Dubbi invece per Simeone: Diego Costa e Arda Turan rischiano di dare forfait. 4-4-2 per l’Atletico, con: Courtois; Juanfran, Godin, Miranda, Filipe Luis; Koke, Tiago, Gabi, Turan (Raul Garcia); David Villa, Diego Costa (C. Rodriguez). Stasera si scriverà la storia, in ogni caso: Ancelotti potrebbe agganciare un guru come Bob Paisley a quota 3 CL vinte, lo scozzese infatti fu il condottiero del Liverpool di fine anni ’70-inizio ’80; e raggiungerebbe Trapattoni e Ferguson a quota 6 trofei europei vinti. Per contro, Simeone potrebbe essere il primo a portare la Coppa con le orecchie al Calderon, e il primo a fare il double nella storia biancorossa. Comunque vada, un successo per il calcio spagnolo; ma sono proprio le due squadre “meno spagnole” -allenatori stranieri, tanta difesa- a tenere alta la bandiera iberica.

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Posted by piterdabrescia

Editorialista da settembre 2012, vice-direttore e curatore delle rubriche "Destinazione" da ottobre 2014