italia brasileGiovedì 21 marzo, 20.45, Stade de Genève. In Svizzera, terra tradizionale per le amichevoli che si giocano in campo neutro, gli azzurri affrontano il Brasile per il 15° scontro nella storia tra le due nazionali con più titoli mondiali.

Girava, in Brasile, una massima secondo cui la squadra migliore era quella con il portiere e i difensori della nazionale italiana e l’attacco e il centrocampo di quella brasiliana. A guardare le formazioni di oggi, entrambe le componenti di questa “squadra ideale” sembrano molto in declino. Le formazioni schierate da Prandelli e Scolari non hanno grandi individualità; il 2006 è stato una sorta di spartiacque, e i verdeoro non si sono ancora ripresi dalla doppia eliminazione negli ultimi due mondiali, a opera di Francia e Olanda. L’Italia ha perso, d’altro canto, quella forza in difesa che tradizionalmente la contraddistingueva (e su cui ancora oggi i giornali tedeschi, forse desiderosi di ulteriori sconfitte, fanno articoli ironici a ogni scontro diretto, a proposito del “catenaccio” che personalmente non vedo da Trapattoni in poi).

Dicevamo delle formazioni. Prandelli non rivelerà fino all’ultimo lo schieramento titolare degli azzurri, ma vedendo la lista dei convocati si può fare delle previsioni. Probabile 4-3-1-2, il modulo che ultimamente è stato schierato dal tecnico di Orzinuovi, con: Buffon; Maggio, Barzagli, Bonucci, De Sciglio; De Rossi, Pirlo, Marchisio; Montolivo; Balotelli, Osvaldo. Fuori Abate e Chiellini, nella partitella di ieri il ct ha schierato un abbozzo di “titolari contro riserve” con Giaccherini trequartista centrale dei “titolari”, ma mi auguro che non voglia schierarlo davvero. Marchetti, crocifisso oltremisura dopo la tristemente famosa partita con la Slovacchia dei mondiali 2010 e rimasto fuori dal giro, tornerebbe secondo portiere. Per quanto riguarda il Brasile Scolari ha già reso nota la formazione, con un solo dubbio. Si parte con: Julio César; Dani Alves, Dante (Thiago Silva), David Luiz, Luis Filipe; Fernando, Hernanes, Oscar; Hulk, Neymar, Fred.

Come dicevo all’inizio, sia la difesa italiana sia l’attacco brasiliano sono notevolmente peggiorati. Basti pensare alle coppie centrali storiche dell’Italia, come potevano essere Baresi-Maldini o Nesta-Cannavaro. Oggi ci sono Barzagli e Chiellini, che infortunato deve fare posto a Bonucci. Dall’altro lato, ci sono Neymar, tutto da valutare al di fuori del Sudamerica, il sopravvalutato Hulk che segnava caterve di gol in Giappone e Portogallo, salvo poi arenarsi (2 gol in 8 partite, nonostante i faraonici 55 milioni per comprarlo; del duo del Porto, il campione era Falcao) allo Zenit, in Russia, e l’ex-Lione Fred, altra cosa rispetto ai Ronaldo, Rivaldo e Ronaldinho -convocato a febbraio con l’Inghilterra, ma escluso ora- ed anche rispetto ai migliori Kakà e Pato, solo per guardare al passato recente senza scomodare i grandi del 1970. Nonostante sia un’amichevole, quest’Italia-Brasile si preannuncia spettacolare, e sarà un antipasto della partita di Confederations dell’estate prossima, nella speranza che stavolta vada un po’ meglio dello 0-3 del 2009.

piterdabrescia

Posted by piterdabrescia

Editorialista da settembre 2012, vice-direttore e curatore delle rubriche "Destinazione" da ottobre 2014