Il post-partita di oggi non può essere come un ordinario post-partita. Perchè il giorno dopo lo scudetto, non è un giorno normale e, soprattutto, perchè io della partita ci ho capito ben poco. La sofferenza era decisamente troppa per riuscire a concentrarmi sul gioco e gli occhi scappavano costantemente nell’angolino in alto a sinistra del teleschermo, sul cronometro, quasi a volerlo convincere di girare più veloce. Sofferenza che era apparsa già ben prima della partita, tensione stemperata da un camminata continua tra sala e cameretta…come prima del derby.
Perdere non sarebbe stato un disastro, ma la voglia di vincere era troppa, Piazza Duomo stava aspettando di tornare ad essere colorata di rosso e di nero.

E così è stato. Una notte intera di festa, finalmente, dopo 4 anni dall’ultima serata del genere. Verso le due di notte, un mio amico agnostico mi guarda con aria perplessa. Che c’è? No, è che son le due…siamo qui da mezzanotte…son due ore che non si fa altro che ripetere quei 5-6 cori e saltare, saltare, saltare. Non è un po’ monotono?
In effetti, a pensarci bene…il coro su Eto’o, quelli su Leonardo, i Campioni dell’Italia siamo noi, cori per Ibra, per Pippo e chi non salta nerazzurro è.  Sì, è vero: serata stupendamente monotona. Una monotonìa di bandiere e canti rossoneri, cosa vuoi di più? Con buona pace dell’amico agnostico, che si è subìto altre due ore di festeggiamenti.

La squadra della propaganda e dell'amore!

LO SCUDETTO DI TUTTI – E allora eccolo, eccolo il pezzo celebrativo, smielato e banalotto. E’ stato lo scudetto di tutti! Lo si dice sempre in questi casi, ma stavolta ne sono davvero convinto. Poteva essere lo scudetto di Ibra e direi che lo è stato fino a gennaio. Poi però, tutti hanno dato il loro contributo. Dai pilastri come Abbiati, Abate, Nesta e Franco Paolo Silva, ai panchinari/tribunari come Oddo, Strasser, Merkel, Jankulovski (purtroppo assente ieri sera) che nei momenti difficili, quando sono stati chiamati in causa, non hanno mai fallito. Questa è per me, la dimostrazione della vittoria del gruppo.
E poi tutti gli altri, la diga-Van Bommel, l’energia del Boa, i gol decisivi di Pato, il lavoro umile ma prezioso di Robinho, l’orgoglio dei senatori, Marione Yepes sempre perfetto, i 4 gol e 7 assist di Cassano, spesso decisivi e che arrivano con una media di uno (gol o assist) ogni 75 minuti.
E Massimiliano Allegri, of course. Fa centro al primo colpo, entrando nel cuore di molti Milanisti. Non è più il tipino imbarazzato e silenzioso della conferenza di presentazione. Lo si vede, ora è uno di noi, un pezzo del Milan. Partecipa con trasporto alla festa, a dimostrazione di un rapporto bellissimo coi giocatori che non hanno fatto altro che parlarne bene per tutto l’anno: i soloni che lo criticano, tengano conto del giudizio di chi lo vive quotidianamente. E’ piuttosto importante.

HO PERSO LE PAROLE – Saranno le poche ore di sonno, sarà che non sono bravo nelle occasioni di celebrazione, sarà perchè ti amo, ma non mi viene in mente nient’altro. Solo una gioia infinita che dura una v…eh no, col cazzo che cito loro (che l’hanno presa bene, a quanto vedo)!
Bellissimo, non ho altre parole. Godiamoci il momento, le emozioni, le immagini e tutto quello che di bello questo scudetto porterà. E’ il momento della festa. E’ il nostro momento.

I CAMPIONI DELL’ITALIA SIAMO NOI!!!

Posted by LaPauraFa80