A mezzanotte si è giocata Cile-Australia, l’altra partita del gruppo B. Dopo il risultato shock di Spagna-Olanda, qui il copione è andato come ci si aspettava: vittoria, seppur non così larga, del Cile, che costringe le Furie Rosse a vincere lo scontro diretto di mercoledì prossimo. Tra le note della giornata, non bene Vidal, secondo i media italiani (che strano!) l’unico, insieme a Sanchez, degno di nota della nazionale sudamericana. I gol, infatti, li segnano solo gli altri (Valdivia, lo stesso Sanchez e Beausejour). Male anche l’altro bianconero Isla, ma per fortuna dei cileni l’Australia non è la macchina terribile di Hiddink a Germania 2006. Nonostante i Kangaroos non mollino mai, portandosi anche sul 2-1, è quasi sicuro che saluteranno la compagnia già dopo la sfida con l’Olanda.

Ma le prossime 24 ore -in Brasile sarà ancora sabato, in Italia quasi domenica mattina alla fine di tutto- vedono in programma ben 4 partite, come all’ultima giornata. I gruppi C e D per intero. Grandi aspettative per la Colombia di José Pekerman, impegnata in una gara dall’esito non certo con la mina vagante Grecia, teoricamente materasso del girone (ma lo era anche nel 2004). Da una parte una squadra di tutto rispetto che ha come capitano l’ex rossonero Mario Yepes e tanti “italiani” in rosa. Dall’altra qualche capitano di lungo corso e tanti giovani e meno giovani di belle speranze. Tanti vecchietti da entrambe le parti, con il colombiano Faryd Mondragon che è riuscito a tornare al Mondiale alla veneranda età di 43 anni (che compirà sabato prossimo) seppur come terzo portiere, e il succitato Yepes; di là c’è Giorgios Karagounis, che con Kostas Katsouranis fu campione d’Europa in Portogallo; con loro ben 6 “italiani” e Gekas, vecchio volpone dei 16 metri conclusivi. Nell’altra partita del girone, Costa d’Avorio-Giappone, in programma alle 3 di domenica ora italiana, vedo gli africani come più esperti a livello internazionale, e trainati dal vecchio leone Didier Drogba, che a 36 anni potrebbe prendere parte al suo ultimo mondiale e vorrà chiudere in bellezza. Anche Kalou, Zokora e i due Touré sono parte della truppa; il duo italiano Honda-Nagatomo, più Okazaki e Kagawa, potrebbero non bastare ad Alberto Zaccheroni per il passaggio del turno. Partita comunque in bilico.

Il D è, ovviamente, il gruppo su cui si concentreranno le attenzioni italiane. Alle 21 sarà di scena Uruguay-Costa Rica; c’è quindi il vantaggio di scendere in campo sapendo già il risultato delle avversarie. Il Costa Rica, sulla carta materasso del girone, si affiderà ai guizzi di Bryan Ruiz, attaccante del PSV. Poco rispetto a un attacco che può contare su Suarez, Cavani e Forlan, più il duo dell’Atletico Godin-Rodriguez. E a mezzanotte, Italia-Inghilterra. I 34° del forno di Manaus, che diventeranno 29° a fine partita -sull’Equatore, alle 20 il sole è già sceso- vedranno schizzare oltre il 90% l’umidità man mano che il tramonto cala. Condizioni che teoricamente dovrebbero dare più problemi agli inglesi che a noi, ma che non saranno facili per nessuno. Non ancora note le formazioni; qualche sito si spinge a dare un 4-1-4-1 come modulo azzurro, ma preferisco tenermi prudente e puntare sulla conferma del 4-3-2-1 -con interpreti del tutto uguali, solo posizionati diversamente-: Buffon; Darmian, Paletta, Barzagli, Chiellini; De Rossi, Pirlo, Verratti; Candreva, Marchisio; Balotelli.

Probabile 4-2-3-1 per l’Inghilterra, con: Hart; Johnson, Cahill, Jagielka, Baines; Gerrard, Wilshere; Sterling, Rooney, Lallana (Barkley); Sturridge. Niente nuovi Gazza, Scholes o Lineker per l’Inghilterra, che si affida ancora alle due bandiere delle grandi rivali Liverpool e United, cioè Gerrard e Rooney; ossatura simile alla squadra dell’Europeo 2012. Unico precedente ai Mondiali, la finalina di Italia ’90 vinta dagli azzurri per 2-1. Compito non facile per Roy Hodgson, ma la panchina di ct dell’Inghilterra è la seconda più scottante al mondo dopo quella del Real Madrid. La notte italiana dovrebbe far registrare gli ascolti TV più alti dai tempi di USA ’94; allora si partì alle 23 ora italiana, perdendo 1-0 con l’Irlanda, e tutte le squadre del girone arrivarono a 4 punti, con l’Italia avanti come migliore terza e la Norvegia fuori per il numero di gol fatti. L’importante è passare la prima fase; poi l’Italia ci ha insegnato che l’imprevedibilità (nel ’94, come nel 2006) è nel nostro DNA.

piterdabrescia

Posted by piterdabrescia

Editorialista da settembre 2012, vice-direttore e curatore delle rubriche "Destinazione" da ottobre 2014