balotelli-italia_1La sosta di settembre ha fatto sì che l’Italia di Prandelli portasse a casa l’obiettivo minimo: la qualificazione per il Brasile con due giornate d’anticipo, ottenuta meritatamente ma con più sofferenza del previsto. Perché, nonostante un primo tempo dominato, a chiudere la prima frazione in vantaggio è stata la Repubblica Ceca, grazie a un gol di Libor Kozak (e poco prima del fischio dell’arbitro c’era stata la palla del 2-0). Il capocannoniere dell’ultima Europa League, autore di una prestazione generosa, è stato una costante spina nel fianco della difesa azzurra, sfruttandone le frequenti amnesie e lo sbilanciamento in avanti (l’inserimento di De Rossi tra i centrali fa vedere come il romanista resti un pesce fuor d’acqua sulla linea arretrata). Particolarmente negativa la prestazione di Giorgio Chiellini, assolutamente inconsistente in fase di marcatura, ma prevedibilmente osannato da telecronisti e stampa dopo un gol poco più che fortuito.

Davanti la musica è stata ben diversa, soprattutto in confronto alla partita di Palermo contro la Bulgaria (dove il gol arrivò quasi per caso in una partita offensivamente sterile). In questo, buona parte del merito è di Mario Balotelli, abile, grazie a una perfetta intesa con Candreva e Giaccherini (che ha comunque ricevuto una sonora bocciatura, sostituito con Osvaldo a metà partita), a creare gioco e occasioni da gol, ma al contempo capace di sprecare numerose occasioni, soprattutto nel primo tempo: rimarrà negli annali il pallone spedito sulla traversa a pochi metri dalla linea di porta. Alla fine, dopo un cartellino giallo, SuperMario è riuscito a calmarsi, e ad apporre il suo nome sul tabellino con il suo infallibile talento dal dischetto. Di certo giocare allo Juventus Stadium, per colui che di quello stadio è stato il più grande bersaglio, non è facile, e questo può avere influito sulla sua prestazione.

La scarsa mira di Balotelli ha in sostanza fatto sì che la partita non terminasse con un passivo più ampio, cosa che l’Italia avrebbe meritato ma che sarebbe stata agevolata dalla serata negativa di un Petr Cech ormai in parabola discendente, colpevole sul primo gol e autore di uscite quantomeno rivedibili. Il portiere del Chelsea non è stato peraltro agevolato da un reparto arretrato di scarsa qualità, che non poteva che soccombere sul piano tecnico: ma lo stesso discorso vale un po’ per tutta la squadra, anche a causa della prematura uscita dal campo di Rosicky, sostituito dal poi espulso Kolar. Comunque, ora quello che conta è che l’Italia ce l’ha fatta. Prima del Brasile abbiamo ancora due partite di qualificazione più le amichevoli per gli esperimenti di Prandelli – e vanno messe a frutto, affinché la squadra trovi una sua continuità tattica (e la difesa a 3, si è visto oggi, non è una soluzione). Ma quello che conta maggiormente, ora come ora, è trovare stabilità sul piano mentale, in primo luogo stabilendo in maniera certa il futuro della Nazionale e del suo CT con le valigie in mano.

ITALIA – REPUBBLICA CECA 2-1
Italia (3-4-2-1): Buffon; Bonucci, De Rossi, Chiellini; Maggio, Montolivo (86′ Motta), Pirlo, Pasqual (78′ Ogbonna); Giaccherini (46′ Osvaldo), Candreva; Balotelli. A disp.: Marchetti, Astori, Florenzi, Aquilani, Verratti, Diamanti, El Shaarawy, Gilardino, Sirigu. All.: Prandelli.
Repubblica Ceca (4-2-3-1): Cech; Sivok, Gebre Selassie (77′ Rabusic), Limbersky, Suchy; Plasil, Darida (55′ Vanek); Prochazka, Rosicky (38′ Kolar), Jiracek; Kozak. A disp.: Vaclik, Drobny, Prochazka, Kusnir, Horava, V.Kadlec, Lafata. All.: Bilek.
Arbitro: Eriksson (Sve)
Reti: 19′ Kozak (R), 51′ Chiellini, 54′ Balotelli (I)
Ammoniti: Kolar, Kozak, Gebre Selassie (R), Balotelli (I)
Espulsi: Kolar (R)

Posted by bari2020

Vice-direttore del blog. Responsabile dei Post-partita del Milan e della Nazionale e della rubrica di approfondimento sulla Champions League: attivo sul blog da Gennaio 2010.