203310hp2Ce l’abbiamo fatta, ad uscire ancora una volta imbattuti dall’AmsterdamArena e ad evitare la sesta sconfitta consecutiva in amichevole – una statistica impietosa, che fa capire quanto poco siano prese in considerazione le amichevoli dai giocatori azzurri, se paragonati a quelli delle altre nazionali. Ce l’abbiamo fatta a segnare: ma in extremis, all’ultimo respiro. In maniera immeritata, forse: per 85 minuti, infatti, non si è visto nemmeno un tiro in porta di parte azzurra, e l’Olanda ha dominato in lungo in largo – non riuscendo, però, a raccogliere quanto seminato.

L’esperimento del 4-3-3, infatti, almeno in questo caso, ha fallito. La coppia El Shaarawy – Balotelli, senza un adeguato supporto a destra (senza quell’elemento di estro e supporto rappresentato nel Milan da Niang), non è riuscita a concludere niente, e su quella fascia Abate ha offerto una prestazione assolutamente negativa, sia in fase difensiva (persi diversi palloni nei confronti delle ali olandesi) che, carenza alla quale noi milanisti siamo abituati, in fase offensiva: ogni tentativo di cross è corrisposto ad una palla persa, senza alcuna eccezione. Balotelli, inoltre, ha subito pure gli ingenerosi fischi del pubblico arancione, a causa di un piccolo gesto di stizza dopo una giocata sbagliata: qualcosa di normale, per un calciatore. Invece si cerca sempre di fomentare la polemica, quando si pala di SuperMario: ma noi ci siamo abituati.

Nonostante la sua negativa prestazione, non è stato Balotelli il peggiore in campo: tale palma, infatti, spetta indubbiamente ad Andrea Pirlo. Lo juventino ha perso palloni in maniera goffa, non contribuendo alla costruzione del gioco e riuscendo inutile in fase di copertura. Il confronto – seppure con posizioni in campo diverse – con la prestazione della nostra nota chimera, Kevin Strootman, degno e tecnico rappresentante dell’Olanda dei giovani (mancava anche, a causa delle politiche di van Gaal che favoriscono i titolari, Stekelenburg), è impietoso. Per tacere, ovviamente, dell’orrifico gesto tecnico di Davide Astori, possibile erede a Milanello di campioni quali Mexes e Acerbi.

Ciò che di buono c’è stato, è arrivato dai cambi. Fin dall’inizio del secondo tempo, nonostante l’inerzia non sia cambiata in maniera repentina, Florenzi e Diamanti hanno dato quella spinta e quella verve in mezzo che nessuno aveva dato nella prima frazione. Decisivo, comunque, l’innesto del tandem Osvaldo – Verratti: il primo è servito da riferimento d’attacco, il secondo si è inventato dal nulla, mentre i tulipani erano già pronti a festeggiare, il suo primo gol in maglia azzurra. Non c’è alcun dubbio, il fantasista del PSG è un campione in divenire. Un campione simpatico, dagli occhi sognanti e dall’accento abruzzese, ma comunque uno tremendamente forte.

OLANDA – ITALIA 1-1, AMSTERDAM, 6 FEBBRAIO 2013
Olanda (4-3-3): Krul; Janmaat (40′ st van Rhijn), de Vrijm, Martins Indi, Blind; Strootman, Maher, Clasie (46′ De Guzman); Lens, Van Persie (46′ Robben), Ola John (15′ st Kuyt). A disp.: Vermeer, Mathijsen, Vlaar, Van Ginkel. All. Van Gaal
Italia (4-3-3): Buffon; Abate, Barzagli (74′ Ranocchia), Astori, Santon; De Rossi (62′ Verratti), Pirlo (46′ Florenzi), Montolivo, Candreva (46′ Diamanti), Balotelli (62′ Osvaldo), El Shaarawy (71′ Gilardino). A disp.: De Sanctis, Peluso, Gastaldello, Nocerino, Giaccherini, Sirigu. All. Prandelli
Arbitro: Cakir (Tur)
Marcatori: 33′ Lens (O), 47′ st Verratti (I)

Posted by bari2020

Vice-direttore del blog. Responsabile dei Post-partita del Milan e della Nazionale e della rubrica di approfondimento sulla Champions League: attivo sul blog da Gennaio 2010.