Balotelli e Cassano: usciti loro, il nulla

Da diversi giorni lo andavo preconizzando, ma le poche Cassandre che lo ripetevano, esattamente come nel mito del ciclo troiano, venivano ignorate dalla maggioranza dei tifosi, assolutamente convinti della vittoria. In barba alla scaramanzia, in barba ai precedenti sfavorevoli contro la nazionale croata, in barba, più che altro, alla constatazione della scarsa vena realizzativa e delle incertezze difensive degli Azzurri. Ma, alla fine, il risultato che andavo preconizzando si è avverato: 1-1. E non si può manco dire che sia ingiusto, rappresentando il perfetto equilibrio tra un primo tempo dominato dall’Italia ed un secondo in cui, particolarmente negli ultimi trenta minuti, gli Azzurri sono spariti, lasciando spazio ai croati, che hanno colpito con Mandzukic.

Nella fase di dominio territoriale della partita, la squadra di Prandelli ha dimostrato un ottimo gioco corale, partendo soprattutto dal centrodestra (a parte alcune imprecisioni con la palla, ottima partita di Marchisio), mentre a sinistra la Nazionale ha arrancato fin da subito, a causa delle evidenti – a tutti, pare, meno che al ct – lacune tecniche della coppia Thiago Motta – Giaccherini. Di contrasto con ciò, però, il punto di svolta in negativo della partita è stato il calo fisico di uno dei giocatori: Cassano. Nonostante le polemiche, a mio parere fin troppo veementi, che lo hanno investito in questi giorni, il genio di Bari Vecchia ha trascinato la squadra, con passaggi e persino giocate di gran classe (tra cui, nelle fasi iniziali della partita, due passaggi di tacco nella stessa azione), fino a quando, al quarto d’ora della ripresa, si è spento. Ha iniziato a boccheggiare, ha finito la benzina.

E con lui, tutta una squadra ha alzato bandiera bianca. Mentre contro la Spagna l’ingresso di Di Natale aveva rappresentato la svolta positiva della partita, oggi, subito dopo l’uscita di Balotelli, il gol di Mandzukic ha certificato il declino degli Azzurri. Balotelli ha rappresentato sicuramente, rispetto alla prima giornata, una nota positiva: non precisissimo in fase di tiro, ma molto più propositivo e coinvolto nel gioco. Si vede che il tam tam mediatico gli ha fatto, caso peraltro raro conoscendo il carattere di SuperMario, alquanto bene: esattamente il contrario di ciò che è avvenuto a Di Natale, il quale, esaltato dal gol e dagli elogi generalizzati, ha camminato per venti minuti in campo, anche intralciando, verso il finale di partita, una occasione da gol di Pirlo. Un altro dei peggiori in campo, di sicuro, è stato Bonucci, alla terza prestazione negativa consecutiva: e ci si chiede, ancora una volta, perchè non sia stato escluso dalla Nazionale, come Criscito. Ma per scelta tecnica. 

All’inizio di questo post, parlavo di come avessi con tono allarmistico previsto l’1-1 (conoscendo la fortuna della Nazionale negli ultimi quarant’anni di Europei…). Questo, infatti, è il risultato più infido che ci potesse capitare: ci riapre le porte dell’incubo del 2004. In una data che, peraltro, non rievoca nemmeno buoni ricordi, richiamandoci al 18 giugno 2002 e ad Italia-Corea. Perchè, per il numero di gol segnati negli scontri diretti, un 2-2 tra Spagna e Croazia porterebbe entrambe ai quarti. E già mi aspetto gli striscioni, da ambo le parti, ad incitare il “biscotto”, i giocatori parlottare ad ogni gol, i portieri ben attivi nell’organizzare il tutto, attraverso le proprie papere. Già mi aspetto le scene di dolore di otto anni fa, da parte degli italiani, e in particolar modo di Cassano: non è proprio fortunato, in Nazionale. Ma stavolta c’è qualche speranza. Si spera che Spagna e Croazia, non essendo nazioni confinanti e in antichi rapporti, non arrivino ad essere così abiette come le due nazionali scandinave. E si spera che la Spagna, stasera, vinca con solo un gol di scarto: a quel punto, potrebbe salvarci l’ambizione degli iberici al primo posto del girone.

Ma quello che conta, lunedì, contro l’Irlanda, è vincere, magari con un largo scarto, fare il nostro dovere e solo in secondo luogo pensare al risultato altrui. Perché anche un eventuale “biscotto” non sarebbe un alibi, per giustificare una Nazionale ottima nel gioco, ma discontinua e precisa sotto porta. Perché gli alibi di questo genere fanno male, e noi milanisti, con la storia del gol di Muntari, diventata una manfrina per il modo in cui è stata tirata avanti dalla dirigenza, ne siamo ben consci.

ITALIA-CROAZIA 1-1, POZNAN 14 GIUGNO 2012, ORE 18.00
MARCATORI: 39′ pt Pirlo (I); 27′ st Mandzukic (C).
ITALIA (3-5-2): Buffon; Bonucci, De Rossi, Chiellini; Maggio, Marchisio, Pirlo, Thiago Motta (17’st Montolivo), Giaccherini; Balotelli (24’st Di Natale), Cassano (38’st Giovinco). (Sirigu, De Sanctis, Ogbonna, Balzaretti, Abate, Barzagli, Diamanti, Nocerino, Borini). All. Prandelli.
CROAZIA (4-4-2): Pletikosa; Srna, Corluka, Schildenfeld, Strinic; Rakitic, Vukojevic, Modric, Perisic (23’st Pranijc); Jelavic (38’st Eduardo), Mandzukic (49’st Kranjcar). (Kelava, Subasic, Simunic, Buljat, Vrsaljko, Vida, Badelj, Dujmovic, Kalinic). All. Bilic.
ARBITRO: Webb (Inghilterra).
Ammoniti Thiago Motta (I), Montolivo (I), Schildenfeld (C).

Posted by bari2020

Vice-direttore del blog. Responsabile dei Post-partita del Milan e della Nazionale e della rubrica di approfondimento sulla Champions League: attivo sul blog da Gennaio 2010.