Il Napoli ferma il Bayern Monaco sull'1-1

Una giornata, la terza della fase a gironi di Champions, che certamente non passerà alla storia per qualche risultato eclatante. Le grandi hanno vinto, le piccole hanno dovuto soccombere, le rivelazioni si sono, chi più chi meno, confermate. Ma, nel complesso, tutto ha confermato i trend delle prime due giornate.

Si parte martedì, con i primi quattro gironi in ordine alfabetico: nell’A, il gruppo del Napoli, gli azzurri riescono a tenere botta ai favoriti del Bayern Monaco. In un clima, con due tifosi del Bayern accoltellati, non certo all’insegna della calma e dello spirito sportivo – ma mi ci sto abituando -, al pronti-via sono subito i tedeschi a segnare con Kroos. Per la prima mezz’ora è ancora il Bayern ad attaccare, ma a fine primo tempo il Napoli esce dal torpore e riesce a portare il risultato sull’1-1 con una fortunosa autorete di Badstuber (tocco da attaccante consumato, con il semplice difetto che era diretto nella propria porta). 1-1 dal quale il risultato non si schioderà: nel secondo tempo sarà De Sanctis soprattutto a salvarlo, parando un rigore. Nell’altra gara del girone: il Manchester City, in una gara tutta all’attacco, riesce solo al 93° a ribaltare il vantaggio iniziale del Villarreal. Gli spagnoli rimangono a 0 punti, ma il City, pur vincendo, non supera il Napoli: finisse così, sarebbero Hamsik e compagni a passare con il Bayern.

Non tanto più spettacolare, nel gruppo B, la gara della seconda squadra della nostra città: un gol al 21° di Pazzini altro non è che uno dei pochissimi spunti offensivi in una gara votata al difensivismo più becero, che solo grazie alla scarsa mira dimostrata da Hazard e compagni. Ma tant’è, 3 punti e Ranieri sta. E, in qualche modo, si trovano persino in testa in questo girone da Europa League (l’Udinese e il suo girone ci scusino per l’increscioso e sminuente paragone): il Trazbonspor, giusto a sottolineare da chi sono stati battuti, è stato alle 18 italiane annichilito dal CSKA Mosca con 3 gol, due dei quali di Doumbia (capocannoniere del torneo). Per quanto riguarda gli altri due gruppi del martedì, nel girone C il Manchester si riporta in zona qualificazione vincendo contro la vittima sacrale Otelul Galati (un solo gol segnato in queste tre partite) e approfittando di un Basilea che, a causa anche di un Alexander Frei spuntato, si sgonfia e perde 2-0 con il Benfica. Nel gruppo D, il Real Madrid si diverte col Lione e l’Ajax batte 2-0 la Dinamo Zagabria: a segno anche Eriksen, nostro obiettivo di mercato (a ulteriore conferma della mia convinzione che vada preso).

Arriviamo dunque a mercoledì. Inizio dal gruppo H, quello dei ragazzi: il Barçellona, ancora secondo nel girone, vince 2-0 contro il Viktoria Plzen. I cechi si dimostrano meno materassi del Bate, ma la vera causa di un risultato fin troppo “umano” rispetto alle aspettative è la scarsa finalizzazione, con Messi alla ricerca del gol e tutti gli altri a cimentarsi in tocchi di sufficienza. Disattenzioni che si potrebbero benissimo pagare: questo Barça, a differenza di quanto oramai sembra quasi obbligatorio dire, è battibilissimo, o almeno pareggiabile. Soprattutto giocando in casa (e i catalani sono una squadra molto condizionata dal fattore campo) e con la testa a posto. Procedendo a ritroso, troviamo il cortissimo gruppo G. Due pareggi, ma di diversa fattura. Spettacolarissimo il primo: 2-2 tra Shakhtar e Zenit, con almeno una dozzina di occasioni da gol per parte ed un Rybka (portiere degli ucraini) protagonista con alcune parate strepitose, tra cui quella su un rigore di Shirokov. Lo Zenit resta dunque in scia dell’APOEL di Nicosia: i ciprioti hanno pareggiato 1-1 con il Porto (Hulk e Ailton nel primo tempo) e si portano a cinque punti.

Il Chelsea fa a fettine il Genk

Negli ultimi due gruppi, il girone F vede un Marsiglia che accarezza il primo posto del girone per 91 minuti. Solo idealmente, però: non ha il tempo nemmeno di pensarci, costretta così costantemente nella propria tre quarti dall’Arsenal. Al 92°, con già il fischietto in bocca all’arbitro, Ramsay mette la palla dello 0-1: la zona Cesarini, questa volta, ha arriso alle inglesi. Nello “scontro tra povere”, l’Olympiakos batte per 3-1 il deludente Borussia Dortmund: un buon primo tempo da parte dei tedeschi, poi però sgonfiatisi nella ripresa. Ultimo, ma non per importanza, il gruppo E: se il Bayer Leverkusen è riuscito con un grande secondo tempo a rimontare l’1-0 del Valencia, la vera grande partita è stata quella del Chelsea. 5-0 al Genk e tutti a casa: quattro delle cinque reti nel primo tempo, con Raul Meireles, due reti di Torres (finalmente sbloccatosi dopo una metà di stagione orribile l’anno scorso) e Ivanovic. Secondo tempo quasi di riposo per la squadra di Vilas Boas, con solo il gol di Kalou a spezzare la noia.

In conclusione, niente si muove e niente di così tanto importante c’è da dire: la quiete – direi – prima della tempesta. Un momento di transizione, ma dalla prossima si ritorna a picchiar duro.

Posted by bari2020

Vice-direttore del blog. Responsabile dei Post-partita del Milan e della Nazionale e della rubrica di approfondimento sulla Champions League: attivo sul blog da Gennaio 2010.