Dopo un paio di anni di assenza (prima la finale tutta tedesca del 2013, poi il derby castigliano l’anno scorso) torna il Barcellona. Questo è il primo verdetto della due giorni dei quarti di Champions, più del successo di misura della Juventus e più delle finaliste 2014 che si annullano al Calderon.

Una finale sfiorata nel 2012, contro il più che fortunato Chelsea di Di Matteo e Drogba, poi gli umilianti 7 gol tra andata e ritorno due anni fa contro l’imbattibile Bayern, e infine lo scoglio dei quarti con l’Atletico l’anno passato. L’epoca del tiqui-taca era finita, tra le dimissioni di Guardiola e la tragedia del suo vice Tito Vilanova, e la fine fisiologica di un ciclo. Ma ora, con un po’ di ricambio generazionale e il ritorno di un tecnico abituato ai metodi di lavoro catalani, i blaugrana sembrano di nuovo sulla cresta dell’onda. Una prestazione come quella di stasera in campo europeo mancava da tempo al Barça, anche se va detto che al Psg mancava praticamente tutta l’ossatura titolare. Fuori Ibra, Verratti e Motta, già nel primo tempo Blanc deve rinunciare anche a Thiago Silva, sostituito da David Luiz (che partiva dalla panchina non al meglio). 1-3, senza appello, con doppietta di Suarez; e vincere con 2-3 gol di scarto al Camp Nou sarà impresa al limite dell’impossibile per i francesi. Paradossalmente è proprio di van der Wiel, fino ad allora il peggiore, il gol della bandiera dopo lo show Barça di inizio secondo tempo. Ma non basta a riaccendere la partita, ed è un’ipoteca sulla semifinale in salsa catalana.

Ma è forse ancora più sconvolgente il successo del Porto sul Bayern Monaco: 3-1, con doppietta in avvio dell’ex “bidone” interista Quaresma, preso in giro per anni per via della trivela d’esterno che, almeno qui da noi, non arrivava mai a destinazione. Anche qui cinque titolari fuori per i bavaresi, ma almeno il gol realizzato è fuori casa e, si sa, rimontare davanti al proprio pubblico è molto più facile. Qualche dubbio sul cartellino -solo giallo- a Neuer, per un fallo da rigore su nettissima occasione da rete. Tutto da decifrare, invece, il ritorno del derby madrileno Atletico-Real; al Calderon le due squadre si sono annullate per uno 0-0 che lascia il Real imbattuto ma dà un potenziale assist proprio a Simeone e ai colchoneros, e cioè il pareggio con gol. Nel primo tempo più Real, con una clamorosa palla gol per Bale, dominio nel possesso e preludio a una possibile vendetta dopo il 4-0 di campionato, poi la partita si incattivisce (vedi presunto morso di Carvajal a Mandzukic, smentito dagli interessati) e addirittura è l’Atletico a farsi avanti. Derby stregato per i blancos, almeno quest’anno, ma stavolta niente sconfitta al Calderon.

Capitolo Juventus-Monaco. La squadra di Jardim è la vera sorpresa della Champions, dato che il Barcellona con il suo tasso tecnico lo è fino a un certo punto: Ferreira-Carrasco e compagni sono micidiali nelle ripartenze e la porta di Buffon ha rischiato di vacillare in più occasioni. Ma, come spesso accade in campionato, le polemiche si sprecano. Il giovane tecnico portoghese protesta per il fallo da rigore (netto, ma iniziato fuori area; va detto a onor del vero che ci sarebbe stato anche il rosso a Carvalho, per chiara occasione da rete su Morata) che ha causato il vantaggio bianconero con Vidal. Proteste minori anche per un contatto dubbio Chiellini-Martial in piena area non sanzionato dall’arbitro; nel complesso prestazione solida dei bianconeri, con un possesso del 64%, ma non certo da schiacciasassi in attesa di vincere un treble come qualcuno, soprattutto a Sky, vorrebbe farci credere. Assente, di fatto, solo Pogba tra i titolari, Subasic è stato impegnato meno di Buffon e il ritorno a Montecarlo non avrà certezze di nessun tipo, a parte l’1-0 di partenza. Un 2-1 per i francesi potrebbe bastare alla Juve, ma i bianconeri non possono certo scendere in campo per un risultato del genere.

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Posted by piterdabrescia

Editorialista da settembre 2012, vice-direttore e curatore delle rubriche "Destinazione" da ottobre 2014