piovaccari1_03198500Se della prestazione del Milan ad Eindhoven si è già ampiamente parlato, interessanti si sono dimostrati anche i risultati delle altre nove partite di questi playoff di Champions’ League. Per quanto riguarda il tabellone dei “piazzati”, la vera sorpresa arriva dalla Veltins Arena di Gelsenkirchen: lo Schalke 04 ha pareggiato clamorosamente 1-1 contro il PAOK Salonicco (che ha avuto accesso ai playoff a tavolino, grazie alla squalifica del Metalist Kharkiv per un presunto illecito in campionato), in una partita per larghi tratti dominata. Il dominio si è però concretizzato (complice anche l’assenza di Huntelaar) solo con il gol a metà primo tempo di Farfan; quando, a meno di 20 minuti dalla fine, lo slovacco Stoch ha portato sul pari la squadra allenata da Huub Stevens (leggendario allenatore dello Schalke vincitore della Coppa UEFA 1997, ai rigori sull’Inter), i Königsblauen sono entrati in una frase di crisi di nervi, acuita dal grave infortunio patito da Farfan. Questo 1-1 esterno favorisce i greci per il ritorno, quando la bolgia dello stadio di Salonicco attenderà incandescente l’undici tedesco. Perché di questi tempi Grecia – Germania significa molte cose, anche a prescindere dal calcio.

Nelle altre partite di questa parte del tabellone, il discorso sembra chiuso in favore delle teste di serie: sul velluto lo Zenit, con un 4-1 esterno in casa del Paços de Ferreira (decisiva la tripletta di Roman Shirokov, difensore centrale col vizio del gol), la Real Sociedad (2-0 su un impalpabile Lione, con reti di Antoine Griezmann e di Haris Seferovic, vecchia conoscenza del calcio italiano con un passato tra Lecce, Firenze e Novara) e soprattutto l’Arsenal. I Gunners hanno letteralmente piallato il Fenerbahce al Sükrü Saracoglu: il 3-0 esterno è maturato tutto nel secondo tempo, con il primo gol europeo di Gibbs e le reti di Ramsey e Giroud su rigore.

Anche il tabellone dei campioni nazionali ha mostrato qualche sorpresa: in particolare, davvero impensabile quanto successo ad Astana, con lo Shakthar Karagandy che ha sconfitto con un perentorio 2-0 il Celtic (una Coppa dei Campioni ed un numero inimmaginabile di trofei nazionali). Reti di Xïjnïçenko e Fïnonçenko: non due sudamericani a fine carriera portati in Kazakistan da qualche oligarca del luogo, ma giocatori nati e cresciuti, sia fisicamente che calcisticamente, in Kazakistan – e di Finonçenko, nei primi anni 2000, si parlava un gran bene, con anche un interessamento da numerose squadre europee. I confini del calcio stanno cambiando, e lentamente dobbiamo abituarci all’idea che grandi prestazioni possono provenire dai posti più impensabili.

Nelle altre partite, tre vittorie con due gol di scarto per il Viktoria Plzen, vecchia conoscenza delle italiane (3-1 sul Maribor, reti di Darida, Cisovsky e Duris contro il solo gol di Mejac per gli sloveni), per il Basilea, capace di rimontare uno svantaggio di un gol in casa dei bulgari del Ludogorets fino a concludere su un risultato di 4-2 (doppietta di Salah e gol di Sio e Schar per gli svizzeri, gol di Marcelinho e Stoyanov per il Ludogorets) e per l’Austria Vienna, autore di una positiva prestazione nella bolgia dello stadio di Zagabria (2-0 con reti di Leovac e Stankovic). Unico pareggio di questo tabellone, l’1-1 tra la Steaua Bucarest e il Legia Varsavia: da segnalare l’ottima prestazione di Federico Piovaccari, autore del gol dei rumeni e salutato da una standing ovation alla sua uscita dal campo. Non ci vuole poi tanto, per essere fenomeni. 

Posted by bari2020

Vice-direttore del blog. Responsabile dei Post-partita del Milan e della Nazionale e della rubrica di approfondimento sulla Champions League: attivo sul blog da Gennaio 2010.