gallianiAvviandoci verso l’inizio del mercato di gennaio si fanno sempre più persistenti le voci su acquisti/cessioni da parte delle maggiori squadre. Quelle sul Milan sono, bene o male, già note: Pato e Robinho fuori praticamente sicuri, rispettivamente in direzione Corinthians e Santos, i vari Mesbah, Acerbi e Traorè dati in uscita.

Le prime due cessioni sono lo specchio di una triste realtà, il declino del calcio brasiliano. La nazionale verdeoro è passata in pochi anni da una formazione tipo che comprendeva Dida, Cafu, Serginho, Kakà, Ronaldinho, Ronaldo, Roberto Carlos e altri a una rosa più “povera”, sicuramente ricca di talenti che però sono ancora inespressi, e con i campioni “tradizionali” a cui ci eravamo abituati che hanno perso molta della loro capacità di incidere (Kakà su tutti). I brasiliani sono finiti addirittura al 18° posto nella classifica FIFA. Chiusa la parentesi, torniamo al Milan. Non è ancora ben chiaro cosa si intenda fare in entrata, come non lo è stato nella scorsa sessione di mercato. L’altro ieri veniva dato per certo l’acquisto di Armero per 10 milioni più Valoti, con tanto di dichiarazioni di Galliani successivamente smentite. Operazione, questa, che non mi troverebbe d’accordo: l’esterno dell’Udinese sarebbe molto utile, potendo fare il terzino sinistro o il trequartista in un 4-2-3-1 (che al Milan appare come 4-5-1 mascherato), ma: attualmente sta rendendo poco e non vale 10 milioni; cedere Valoti sarebbe l’ennesimo caso di giocatore di prospettiva dato via prima di poter mostrare tra i grandi se vale la prima squadra. Come difensore centrale pare rinviato a giugno l’arrivo di Ogbonna, mentre sembra vicino il prestito -con riscatto a giugno- del nazionale rumeno Chiriches, sperando che non si tratti di un altro affare Contra.

Questo per quanto riguarda gli acquisti reali. Per la sezione “film comico” o meglio grottesco sono girate per tutta la settimana voci su un possibile arrivo di Pastore. “El Flaco” è il classico giocatore scommessa che il Milan potrebbe rigenerare, come accaduto con Ronaldo prima del terribile infortunio di fine 2007, o con lo stesso Cassano post-Sampdoria. Al PSG ha deluso quelli che lo vedevano come il nuovo profeta del calcio spettacolo, è stato spesso sostituito. Ma Leonardo non svenderà certo un giocatore pagato 40 milioni appena un anno e mezzo fa. Poi, nomi come Drogba e Balotelli  sono semplicemente improponibili allo stato attuale, per lo stipendio alto di entrambi, l’età dell’ivoriano e il costo dell’azzurro. Ma in assoluto la notizia che ha fatto ridere il mondo (tutti gli altri) è il ritorno di Seedorf nel periodo dei campionati “statali” brasiliani come quello carioca. Lui può tornare indietro, il tempo no, specie dopo aver organizzato addii con lacrimoni e coreografie con gigantesche maglie tra cui la 10. La sua tecnica è indiscutibilmente sopraffina ma se non è accompagnata dalla corsa l’olandese si riduce ad aggirarsi per il campo come un Thiago Motta qualsiasi, con la differenza che Clarence compirà 37 anni tra non molto.

Ma non si vive di solo mercato, e -fine del mondo permettendo- si avvicina uno scontro diretto vitale per il campionato. L’ultima giornata prima della pausa natalizia riserva infatti una delle partite clou della stagione, quella di sabato contro la Roma diretta avversaria per i posti in Europa League. Tra i giallorossi scontato il 4-3-3 zemaniano, con Marcos che recupera e sarà al centro della difesa insieme a Burdisso (probabile addio per lui a gennaio), mentre Pjanic dovrebbe tornare a fare la mezzala sinistra. La formazione del Milan è a specchio: un 4-3-3 con i titolari ormai collaudati (Amelia; De Sciglio, Yepes, Mexes, Constant; Ambrosini, Montolivo, Nocerino; El Shaarawy, Pazzini, Boateng). Emanuelson, Muntari e Bojan quindi in panchina, insieme a Zapata. Inutile dire che una sconfitta non sarebbe da ultima spiaggia -manca tutto il girone di ritorno- ma, come sempre, è meglio portarsi avanti.

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Posted by piterdabrescia

Editorialista da settembre 2012, vice-direttore e curatore delle rubriche "Destinazione" da ottobre 2014