La velocità supersonica di Ronie

Luis Nazario de Lima. Il vero Ronaldo, da non confondersi con Ronaldinho o Cristiano Ronaldo. Lui, quello di cui stiamo parlando, era tutta un’altra cosa. Un giocatore che incantava, e che era capace di fare cose che oggi, anche il miglior Messi, se le può solo sognare. Oggi, ricordiamo un campione che l’8 giugno scorso si è ritirato dal calcio giocato ufficialmente dopo la partita della nazionale brasiliana contro la Romania. Ronaldo è per tutti il fenomeno. Mi piace pensare a due Ronaldo, uno prima e uno dopo il grave infortunio con la maglia dell’Inter.

IL PRIMO FENONEMO – Il Primo Ronaldo è un giocatore di classe sopraffina. Un misto di tecnica, controllo di palla, velocità supersonica, che arrivava a dribblare anche 4-5 giocatori in una sola azione, compreso il portiere, come se avesse la sfera incollata al piede. Prima che gli infortuni lo fermassero, era qualcosa di straordinario, un ritmo impressionante, una nuova generazione di auto di Formula Uno.

IL SECONDO FENOMENO – Il secondo Ronaldo, tornò in campo diverso, sempre fortissimo, più cinico sottoporta, devastante negli ultimi 16 metri, ma a un altro ritmo di gioco. Non più tanti dribbling devastanti ma più inserimenti in area di rigore, non più velocità altissima, ma scatti centellinati, non più leggerezza nel tocco di palla, ma una trasformazione a vera punta di peso, nel vero senso del termine, nel bene e nel male. Sì, perché Ronaldo ha visto gran parte del suo declino da calciatore dovuto dal suo problema alla Tiroide, che lo ha fatto inevitabilmente trasformare in un uomo sovrappeso, fin quando appendere le scarpe al chiodo è stata l’unica cosa da fare.

RECORD – Ci mancherà. Mancheranno i suoi gol, il tocco del Dio del Calcio. Mancheranno le sue 15 reti ai Mondiali, perché mai nessuno ha segnato come lui nella storia della più importante competizione calcistica del mondo. Ci mancheranno i suoi palloni d’oro, prima e dopo l’infortunio, tributo ad un personaggio che negli anni è diventato un giocatore completamente diverso. Un pallone d’oro per tutti e due i Ronaldo. Ci mancheranno i suoi trofei, tanti, un numero impressionante, a cui manca solo una Champions League.

IL BISCIONE E BAGGIO – Non si può non associare Ronaldo all’Inter. È impossibile. Quando lessi sulla Gazzetta dello Sport che l’Inter avrebbe giocato con la coppia Ronaldo-Baggio, ebbi un mancamento. Troppa classe per un solo paio di occhi. Purtroppo entrambi i calciatori ebbero grossi problemi di ambientamento e fisici all’Inter, e non giocarono quasi mai insieme. Ronaldo all’Inter è stato l’artefice principale dell’unico trofeo vinto dai neroazzurri dell’era Moratti del Pre-Calciopoli. Additato come Zingaro e Traditore (vi ricorda qualcuno?), andò via dall’Inter per andare al Real Madrid, prima di approdare al Milan..

Ronaldo con la maglia del Milan

IL MILAN – La campagna di Gennaio del 2007 portò Ronaldo a San Siro. Si rivelò decisivo per la lotta al quarto posto con 7 gol in 14 presenze. Epico il suo gol nel Derby del 2-1 contro i neroazzurri. Un ricordo indelebile. L’anno dopo segnò solo 2 gol in 6 partite, tra mille infortuni e una vita privata fatta di troppa sregolatezza. Il Milan lasciò partire Ronaldo a scadenza di contratto. Pagato 7,5 milioni di euro dal Real Madrid, si può dire che il suo acquisto è valso poco più di 800mila euro a gol segnato. Un investimento sbagliato. Troppo poco per le ambizioni del Diavolo. Ma gli si perdona questo ed altro. La sua classe negli anni è valsa ogni singolo minuto speso a guardarlo giocare da parte di uno spettatore. Ronaldo sei e resterai sempre il Fenomeno.

Posted by Michele Bufalino

Giornalista pisano, ha scritto il libro ufficiale del Centenario del Pisa Calcio, il volume "Cento Pisa" per la CLD Libri. Ha lavorato al Progetto Sky Italia della Deltatre S.P.A. società informatica di Torino. Si è occupato della grafica in sovrimpressione delle partite di Serie A. Nel 2010 ha portato alla luce lo scandalo delle bici truccate, e collaborato con la giustizia italiana nell'inchiesta aperta dal PM Guariniello. Ha scritto "La Bici Dopata"nel 2011. Premiato al Memorial Bardelli 2011 per il suo impegno per lo sport pulito. Conduce il talk Show sul Pisa "Finestra sull'Arena"