Frank Rijkaard

Frank Rijkaard, l'olandese di ferro

Oggi parliamo dell’olandese di ferro, un giocatore bravo, serio, di cui si è sempre parlato poco, e che parlava poco, perché era un tipo silenzioso, misurato, un campione dentro e fuori dal campo.

L’ARRIVO A MILANO – Uomo di grande temperamento, aveva vinto tanto con l’Ayax, per poi fare la spola tra Portogallo e Spagna. Alla fine della stagione 1987-88 Arrigo Sacchi e Galliani sfidarono Berlusconi, che invece di Rijkaard voleva portare a Milano l’argentino Borghi come terzo straniero. A Lisbona non avevano potuto goderselo, infatti Rijkaard venne prestato al Zaragoza perché i portoghesi non lo tesserarono in tempo per le liste europee l’anno precedente. Proprio mentre nell’estate del 1988 era in atto una riunione del direttivo dello Sporting e una manifestazione di protesta degli ultras bianco verdi, che non volevano venisse ceduto l’olandese, arrivò Galliani, con uno dei suoi Blitz, e strappò la firma sul contratto di Franklin.

FAMIGLIA D’OLANDA“Francolino”, si ambientò subito a Milano, per formare, insieme a Gullit e Van Basten, il trio unico e irripetibile degli olandesi del Milan. Ad aiutarlo nell’ambientamento fu Ruud Gullit, già in buoni rapporti con Frank. Curioso il fatto che la moglie di Gullit (Yvonne) fosse anche la compagna di banco della moglie di Frank (entrambe le coppie successivamente divorziarono..). Come succede anche oggi, basti pensare al peso che ebbe la spice-wife di Beckham nel trasferimento al Milan, alcune mogli hanno sempre avuto l’ultima parola nei trasferimenti dei propri mariti.

UN SOLIDO FUORICLASSE – Cinque anni di grandi soddisfazioni. L’esordio è targato 9 ottobre 1988, il Milan schianta la Fiorentina 4-0. 142 le presente in campionato, 16 i gol. Col suo gioco entra nell’olimpo dei più grandi giocatori della storia del Milan. Nella squadra della Leggenda, gli imbattibili. Due scudetti, due supercoppe italiane, due Coppe dei Campioni, due supercoppe europee, e due coppe Intercontinentali. Da non dimenticare l’europeo vinto dall’Olanda del 1988, l’unico trofeo della storia Orange. E pensare che all’inizio Sacchi lo utilizzava come difensore centrale al fianco di Baresi, prima di inchinarsi alla vocazione da centrocampista di Francolino.

I campioni d'Europa

IL PROFETA – A pochi giorni dalla finale di Coppa dei Campioni di Vienna, del 23 maggio 1990, Rijkaard, quello che parlava poco, caricò i compagni, mostrando fin da quel momento le sue doti di uomo spogliatoio e futuro allenatore, lanciando una domanda provocatoria: “Avete paura del Benfica? Segnerò io, vinceremo 1-0”. Ironia della sorte, le sue parole furono profetiche. Accadde esattamente come pronosticato da Frank. Il suo addio al Milan arriva alla fine della stagione 1992-93, in un Milan – Brescia 1-1. Le due squadre passeggiano malinconicamente, quasi come per dire che l’addio di un campione così, sia stata una vera perdita per tutti.

Posted by Michele Bufalino

Giornalista pisano, ha scritto il libro ufficiale del Centenario del Pisa Calcio, il volume "Cento Pisa" per la CLD Libri. Ha lavorato al Progetto Sky Italia della Deltatre S.P.A. società informatica di Torino. Si è occupato della grafica in sovrimpressione delle partite di Serie A. Nel 2010 ha portato alla luce lo scandalo delle bici truccate, e collaborato con la giustizia italiana nell'inchiesta aperta dal PM Guariniello. Ha scritto "La Bici Dopata"nel 2011. Premiato al Memorial Bardelli 2011 per il suo impegno per lo sport pulito. Conduce il talk Show sul Pisa "Finestra sull'Arena"