Tredicesima puntata della nostra rubrica sulla Champions League, a conclusione degli ottavi di Finale.

BAYERN, SVELATO L’INGANNO – Avevo dato a dicembre due stelline su cinque al Bayern. E la gara di ieri sera conferma la mia ipotesi. Van Gaal chiude il cerchio, se era stato fino a martedì sera l’unico a ribaltare una sconfitta casalinga in Champions League, ora passa dall’altra parte. D’altronde la Champions League non può nascondere le debolezze di una squadra che si trova quarta nella bundesliga a 15 punti dalla prima, ed è stata eliminata in coppa di Germania dallo Schalke 04. Bayern che era comunque qualificato per 178 minuti dei 180. Suicida il cambio di Robben, più del divorarsi quei due gol del KO che avrebbero chiuso la partita. Ma il Bayern si conferma una squadra ancora più disastrata di quella eliminata dal Milan, prima vittoria, vera, di una italiana all’Allianz, nel 2007. A Manchester, ancora, si stanno mangiando le mani. Senza l’infortunio di un Rooney, fino ad Aprile da pallone d’oro, con quella metà di tabellone scandalosa, l’anno scorso avrebbero potuto tranquillamente arrivare almeno in finale.

LA NUOVA INTER DOVE PUO’ ARRIVARE? – E così passa l’Inter, che si qualifica a sorpresa (o forse era già scritto dopo questa?) tra le prime otto, salvando almeno la faccia dopo il solito girone deludente. E’ un Inter nuova, che non c’entra nulla con quella dello scorso anno, anche se la fortuna e i favori arbitrali sono gli stessi. Persa la principale caratteristica, la solidità difensiva, con una difesa dove Ranocchia, Lucio e Julio Cesar alternano buoni interventi a cappellate, ci si affida all’attacco, o meglio Eto’o, unico terminale lanciato in contropiede di una squadra lunghissima. La sensazione è che non possa andare lontano. Ma questo lo dicevamo, purtroppo, anche l’anno scorso. Non credo, sinceramente, che due partite in più di coppa incideranno sul campionato. Ma credo che se cadranno da più in alto, si faranno più male.

E LO UNITED RIDE, CON REAL E CHELSEA – Secondo gol subito dai Red Devils, anche se ininfluente. Stavolta, se lo fanno loro con l’autogol di Brown. Marsiglia campione di Francia eliminato, e compitino consegnato. Come al solito Ferguson mette in campo una squadra tatticamente perfetta che non concede quasi nulla e si porta a casa la gara. Se il calcio fosse una scienza esatta, questo United, bello da vedere per chi capisce di tattica, dovrebbe vincere la coppa a mani basse. Mourinho intanto spezza la maledizione degli ottavi, o meglio la fine delle figure di merda delle annate precedenti. Troppa poca cosa questo Lione per uscire ancora, ma intanto ora la testa dei giocatori al prossimo turno sarà diversa. Poco probante anche l’avversario del Chelsea, già qualificato dopo la gara d’andata e quindi sceso in campo con la testa al campionato. Per queste due squadre, aspettiamo test più probanti. Venerdì il sorteggio. Attenzione allo Shakthar Donetsk. Sette vittorie in otto gare di Champions League, non si fanno per caso. Dovendo valutare, come fatto a dicembre, le squadre rimaste, attribuisco personalmente 4 stelline per loro e il Real. 5 per Barça e Manchester United. 3 per Inter, Chelsea e Tottenham. 2 per lo Schalke 04.

IBRA CRITICATO? E PATO? – Capitolo a parte, quello di Zlatan Ibrahimovic. Capitolo a parte per cui ho aspettato apposta una settimana in quanto ho voluto vedere anche la nostra gara contro il Bari dopo la Champions League. Parma, Chievo, Napoli, Juventus, e appunto Bari. In queste cinque partite, che hanno scandito l’intorno dei nostri ottavi di finale lo svedese ha realizzato un solo gol, su calcio di rigore. Non si può quindi attribuire alla Champions League e allo segnare zero gol contro il Tottenham le colpe di un attaccante che sta attraversando un brutto momento di forma anche in campionato. Interessante anche la riflessione sul non averla vinta. Di fatto, solamente l’anno scorso Ibra giocava in una squadra tra le favorite per la Champions. Non lo era la prima Inter di Mourinho, non lo era il Milan quest anno, e non lo erano Ajax e Juventus. E d’altronde non si può bollare come di scarsa rilevanza internazionale un giocatore per non aver vinto la coppa dei Campioni. D’altronde non l’hanno vinta nemmeno Ronaldo e Maradona, per citarne due a caso. Ingenerose quindi le critiche dei tifosi interisti dato che è solo grazie a questo giocatore che hanno potuto vincere prima in italia, e poi, con la sua cessione, in Europa. Chi invece è stato esente da critiche, a sorpresa, è Pato. Lui che ha segnato sia con Chievo che con Napoli, in un ottimo momento di forma, in Champions è ancora fermo ai due gol di Madrid. Lui forse ha un problema più grosso dello svedese in questa competizione. Ibra nelle ultime 18 gare di Coppa (le ultime due stagioni) ha infatti segnato 8 goal, Pato solo due. Ma ai media, la frecciata a chi ha osato criticare la prima Inter, piace troppo, quella era una squadra da Champions, così come quella pre 2006 da campionato. E gli asini volano. Anzi, scrivono.

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.