Premetto con onestà intellettuale che io a inizio anno ero uno di quelli che credeva in Inzaghi. Vuoi per infinita stima e affetto, vuoi per autoillusione lesionistica, guai a chi toccava Pippo. Insomma, per me toccare un cimelio così importante come Alta Tensione rappresentava un sacrilegio. Ed è su questo che forse la proprietà si è paraculata meschinamente al momento della scelta; il mio fare anti-complottista mi suggerisce ancora di no, però l’ipotesi ci sta. Pippo il parafulmini, Pippo il tappetino sotto cui nascondere scheletri ben più grandi. Chiariamoci, per me resta sempre un eroe, la carriera da allenatore non deve assolutamente intaccare il ricordo di un nugolo di trofei vinti con lui sugli scudi; però vederlo così a bordocampo, triste, corrugato e con tanto di cappellino da giovane marmotta impotente di guidare questa squadra, dispiace. E tanto.

L’inesperienza di Inzaghi era da preventivare a inizio stagione, chiaro che non si potesse credere a un miracolo o a una nuova Juvediconte. Però un tonfo così grande vuole per forza dire che oltre all’incapacità societaria di base un po’ di tuo ce l’hai messo, Pippo. La prima tassa, Inzaghi la paga prettamente a livello caratteriale. Nessuno si aspettava la glacialità di Mourinho o la grinta di Conte, però se arrivi a rilasciare dichiarazioni il cui succo è “non puoi pensare di dominare l’Empoli a San Siro” allora forse è meglio investire una quarantina d’euro e buttarsi su Football Manager, dove quantomeno le dichiarazioni da rilasciare alla stampa sono da scegliersi fra opzioni prestabilite ma ben più dignitose.

Se poi ai limiti caratteriali aggiungi idee poco chiare e sbagliate il quadretto è completo. 4-3-3, 4-4-2, 4-2-3-1, sono solo numeri a caso se poi non li traduci in una scelta di uomini corretti. Sempre su Football Manager, a proposito, andando a leggere i parametri “velocità” e “accelerazione” di Honda, per esempio, ci si può accorgere che forse schierarlo in fascia può essere una piccola catastrofe. Sempre parlando di errori tecnici e di scelta di uomini, non si può che concludere il tutto notando come Inzaghi si ostini a schierare nella nostra metà campo giocatori incapaci di produrre gioco. Va bene che la rosa offre poco da questo punto di vista, ma voglio dire, è così difficile spostare Bonaventura in mezzo al campo piuttosto che continuare a fornire materiale agli account Vine che postano video di Muntari-Essien facendo ridere il mondo?

Insomma, Inzaghi ha una rosa mal costruita e con gravi problemi, ma in questa serie A con questi uomini un allenatore bravo lotta almeno tra i primi 5. L’ipotesi ritorno di Seedorf suona molto male, ho sempre visto di cattivo occhio questo genere di operazioni, però l’immobilità della società e la fiducia a Inzaghi, per quanto possa offrire una chiave di lettura anche positiva, continua a farmi storcere il naso. Dare ormai per persa una stagione intera è sintomo di poca fame. E la poca fame non porta da nessuna parte.

Mattia Urbinati

Posted by Mattia Urbinati

Prima c’era il gioco del calcio, poi è arrivato il Milan. Da quel momento tutto è cambiato. (L'Equipe)

7 Comments

  1. Il tuo commento potrebbe essere parzialmente condiviso se non fosse inficiato da una falsita ‘ iniziale . Inzaghi NON e’ stato scelto dalla proprieta’ ma da Galliani . Trai tu la conclusione circa il paraculo !

    1. Diavolo1990

      Sveglia, l’allenatore al Milan lo sceglie la proprietà, non Galliani. Galliani indica nomi. La prima scelta era Conte, poi Spalletti. Berlusconi ha scelto Inzaghi su altri perché costava poco. Sì. Berlusconi ha scelto.

  2. Borgofosco

    Mi ostino a rimanere dalla parte di Pippo. Gli allenatori bravi sono quelli che sbagliano meno. Tu Mattia trascuri il fatto che l’esperienza di Tassotti avrebbe dovuto attenuare l’inesperienza di Inzaghi. Pippo ha sbagliato spesso e soprattutto perché si è ostinato su una formula, il 4-3-3, che necessitava di interpreti diversi da quelli che aveva in rosa. Ménez è stato l’illusione che poi è diventata delusione. Penso che scaricare tutto su Pippo non sia soltanto inutile ma potrebbe essere ancor più dannoso. Ricordo che i progetti erano stati condivisi, inizialmente, da tutto il team. Tali ipotesi sono fallite totalmente? Ora cambierebbe qualcosa se si scaricassero tutte le responsabilità su Pippo? Non sarebbe meglio lasciarlo al suo posto perché questa esperienza negativa non può che averlo migliorato ed arricchito il suo bagaglio d’esperienza da allenatore? Io penso che tenere ancora sulla graticola Pippo non serva a nulla e possa soltanto sortire in un finale di campionato ancora più anonimo e squallido di quello che il Milan sta disputando!

  3. Caro Borgofosco , siamo tutti convinti che Pippo debba restare fino alla fine del Campionato . Chi vuole esonerarlo subito e’ il suo patrigno Adriano con relativo coro , per scaricargli addosso le proprie colpe . Moltissime colpe gia’ ampiamente
    discusse . La piu’ attuale la ripetiamo . Ha creato una rosa senza gerarchie e piena di doppioni di simile valore . Se metti in competizione El Shaaavi e Menez oppure Montolivo e De Jong , oppure Abate e De Sciglio , oppure Honda e Cerci e via di questo passo , nessuno accettera’ l’esclusione senza risentirsi . Deve esserci sempre un minimo di logica nel coprire un ruolo : un titolare scontato ed un sostituto o molto piu giovane ( la cosa migliore ) o chiaramente meno bravo .
    Galliani ha acquisito giocatori all’impazzata ed il risultato e’ questo . Ora , cinicamente ed imperdonabilmente la vuole scaricare a Inzaghi . Che non lo faccia!
    E che il suo leccaculo non lo chieda piu’ ! Detto questo perche’ e’ giusto , dobbiamo sperare di avere presto l’atteso cambio generazionale che rilancerebbe il Milan .
    Vade retro ogni muso giallo o peggio ogni turbante puzzolente di petrolio .

    1. Caro Vittorio mi sa che ci dovremo convincere che il destino del nostro Milan sarà nelle mani dell’oriente.
      Il ciclo di Berlusconi è stato il più lungo e il più vittorioso della storia e il nostro Diavolino e amici possono rosicare quanto vogliono, ma gli annali riporteranno per sempre questo. Però come tutti i cicli hanno un principio e una fine. Per cui rassegnati.
      Se mi chiedi se sono spaventato, ti rispondo di si, perché è un salto al buio.
      Il problema è anche che siamo diventati vecchi, o quasi (cazzo! Non me li sento dentro gli anni, ma se mi guardo allo specchio…), e questi “terremoti” ci destabilizzano. Però continuare a stare anche così non ce la faccio.
      Speranza Vittorio. Quella è la luce della vita. C’è di peggio comunque.

  4. io questo fallimento l’avevo previsto fin da luglio,quindi non sono arrabiato,ma solo deluso,poi tutto questo entusiasmo per la scelta di inzaghi non l’ho mai condivisa ne mi era parsa tale in quanto molti miei amici rossoneri la pensavano come me,la mia soluzione sarebbe richiamare clarence,chidergli scusa xche aldila del suo carattere,aveva ragione nel costatare che 3/4 e oltre della rosa non è da milan,se cio non fosse non venitemi a parlare di donadoni ,prandelli ,montella e cialtroni vari,punterei su conte

    1. Emme purtroppo ha ragione . Nessuno nel Milan ha il coraggio di riconoscere gli errori . Questo e’ il dramma !

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