Campagna-AbbonamentiAbbonamenti. Come già detto sono aumentati per coprire l’abbonamento Champions. Scelta giusta? Scelta sbagliata? Lo dirà il tempo. Ecco – solo le motivazioni economiche, possono essere quelle che portano il tifoso – giustamente – a non abbonarsi. Non altre. Ci sono molti che per stipulare un abbonamento aspettano che si compri il campioncino di turno, a volte non basta nemmeno quello e, come nel 2011-12, quando la squadra aveva  lo scudo sul petto – prima di presentarsi allo stadio vuole vedere un po’ come girano le acque andando così dai 39mila di Milan-Cesena (di cui 31mila abbonati, ma saran stati presenti poco più di metà) dopo il pari con la Lazio e la sconfitta col Napoli ai 54mila col Lecce, quando era prima a +4. Ecco, fateci un favore: se dovete aspettare che vi comprino i giocatori per abbonarvi, state a casa.  Solo per questo lancerei una proposta alla società: raddoppiare immediatamente il prezzo degli abbonamenti dopo l’acquisto di un campione – è giusto che chi è fedele ai colori sia premiato e chi tifa per convenienza del risultato ne paghi il giusto prezzo.

Non sono questi i valori della storia rossonera, sono cose che abbiamo visto più dai cugini e dai gobbi di torino – credo che ormai il processo di juventinizzazione del tifo stia diventando irreversibile e questo non è altro che un ulteriore tassello. Da un lato si scrive che lo stadio pieno carica il Milan come non mai, spingendolo anche a risultati che probabilmente non avrebbe raggiunto – dall’altro si invita a lasciarlo vuoto per protesta. Ipocrisia? Forse. Mi limito a far notare che nell’immagine ufficiale della campagna abbonamenti è presente una parola mai vista negli ultimi anni: “vincere”. Solo una trovata di marketing? Vedremo.

Mercato. Iturbe non vale 30 milioni – o 33 visto che il 10% del cartellino non è di proprietà del Verona. E’ un buon giocatore, non un top player e i numeri sono inferiori a quelli che aveva Lijaic alla sua età. Che non giocava nel Verona – ma nella Fiorentina ed è una cosa da tenere d’occhio soprattutto considerando che il Milan la partita la fa, il Verona la lascia fare agli altri. Avendo 30 milioni in mano proverei a prendere Cerci più un terzino od un altro centrocampista – soprattutto se, come pare, il giocatore vuole solo la Juve. Il Milan dovrebbe quindi ritirarsi? Assolutamente no. Provare a far spendere più soldi possibili ai bianconeri con una manovra di disturbo è già una buona cosa.

Non nascondiamoci, ci sono tifosi che stanno apertamente sperando nel fallimento della trattativa Iturbe. Tifosi che mi vergogno a definire tali e che hanno pontificato per due anni sui risparmi di ogni singolo euro, a partire dallo stipendio di Traorè fino al mezzo milioncino a Coppola. Tifosi che ora senza colpo ferire accetterebbero un tale spreco di denaro per un giocatore che non vale quelle cifre solamente per la soddisfazione di vedere comprato il giocatorino e magari poi incazzarsi due secondi dopo con la dichiarazione “ora mercato chiuso“. Le trattative di mercato, per il Milan, funzionano così: se il Milan la chiude è perché ha sicuramente qualche intrallazzo, se il Milan non la chiude è una figura di merdaIl Milan non può interessarsi, non può mettere in giro una voce, non può fallire una trattativa altrimenti prende in giro i tifosi. Non è un bel modo di vivere il calciomercato – ma d’altronde quando si è prevenuti non può essere diversamente. Così come si è prevenuti su eventuali sostituti che pur essendo all’altezza, come Cerci, Griezmann e Lavezzi, saranno sempre visti come uno scarto.

Menez a Gennaio sembrava essere un obiettivo della Juventus. E’ sfumato, ma i titoli in cui si parlava di grande colpo di Marotta sui giornali ce lo ricordiamo tutti. Titoli che evidentemente non sono stati ripetuti quando la striscia della maglia da rossa si è tinta di bianco. Nessuno, inoltre, ha parlato di figuraccia della Juventus che se lo è fatto sfuggire. Si tratta semplicemente di una questione di coerenza tra quotidiani e tifosi che evidentemente in certi ambiti, manca.

Keita, Ashley Cole e forse anche Emanuelson con Dodò in uscita. Il progetto della Roma sembra infrangersi già dopo la prima stagione eppure la cosa passa inosservata. Se Galliani avesse firmato Keita ed Ashley Cole sarebbe stato lapidato sulla pubblica piazza in rete. A Roma va tutto bene, si può nascondere sotto il tappeto anche questo così come i due anni fallimentari che hanno preceduto in questa stagione. Sabatini rimane il DS infallibile che non sbaglia mai e lancia i giovani – la realtà è molto più semplice: alla Roma interessa vincere ora e subito – e Sabatini come Galliani dimostra che un nome, seppure datato, dà più garanzie di un giovane che magari va atteso 4-5 anni. Anche qui, la coerenza, non è mai stata di casa. Oltre alla Roma il mercato delle altre big è fermo a Sturaro e ad uno scarto del PSG ma comunque la frase fatta da calciomercato “il Milan è fermo, le altre si rinforzano” campeggia ogni giorno – è una frase da ripetersi a memoria, quasi in maniera Orwelliana – solo così guardando i numeri e i giocatori che sono arrivati nelle big in questa sessione si può arrivare a credervici veramente.

Acquisti. Una volta degli acquisti importava poco e si deridevano i cugini al coro di “interista sogna sotto l’ombrellone” – si sapeva che non sarebbero state le figurine acquistate dai neroblu a far la differenza e così poi era. Ecco, partiamo dal punto principale: il Milan 2013-14 è una buona squadra che ha avuto altri problemi ancora prima di quelli di organico, non sufficiente per vincere lo scudo ma il cui valore è molto più alto di quello visto in classifica. I problemi del Milan 2013-14 sono stati altri, dagli infortuni di due giocatori come El Sharaawy e De Sciglio ad una preparazione sbagliata, da un allenatore che non aveva più in mano la squadra perché troppo lascivo ad un altro che se l’è fatta sfuggire a causa della sua troppa autorità. Senza remare tutti dalla stessa parte in questo Milan possono arrivare pure Messi e Cristiano Ronaldo che non si va oltre la quarta posizione in classifica – ecco perché si spera che Inzaghi risolva quei problemi che Allegri ha creato e che Seedorf non è stato in grado di gestire se non con l’intervento di Galliani che ne promise l’esonero ai giocatori in cambio dell’impegno da lì a fine stagione.

Mazzarri comincerà l’annata dell’inter con il fantasma di Clarence Seedorf sul groppone. Una scena già vista un anno fa dall’altra sponda di Milano – non un buon modo per cominciare una stagione. Nel frattempo notiamo con piacere che l’ossessione dei cugini per qualsiasi cosa sia stata rossonera non è mai terminata e si è amplificata col nuovo corso: dopo aver chiamato Seedorf e De Jong ora stanno cercando di firmare Pato e non è escluso un ritorno di Leonardo come DG. Moratti ha tracciato una linea che Thohir pare voglia seguire: quella di compiacere i propri tifosi sempre e comunque – in questo senso va vista la nomina a vicepresidente di Zanetti: mascotte più che ruoli operativi veri che hanno il solo compito di compiacere e rendersi inattaccabili. L’Inter insomma sembra tornata quella che è sempre stata – meglio per noi perché, francamente, non mi fa paura.

Antonio Conte lascerà la Juventus andando in scadenza. E’ rimasto in società solamente perché Andrea Agnelli ha fatto valere il suo contratto e si troverà nella stessa situazione in cui si è trovato Allegri al Milan. Lo farà nella stagione più difficile, quella in cui la squadra bianconera è chiamata a cercare il trionfo europeo e per fare questo passerà alla difesa a quattro, dogma per poter entrare nell’olimpo del calcio Europeo. Una scommessa che potrebbe pagare anche con una sconfitta in Italia ma dopo aver vinto tre scudetti di fila – seppur in maniera non limpida – resta l’unica squadra a poterselo permettere. Attenzione, difesa a 4 vuol dire probabilmente 4-3-3, motivazioni per cui la Juventus è molto attiva sul mercato con Sanchez, Morata ed Iturbe – se però facciamo due conti sulle cifre che circolano ecco che i conti non tornano senza il sacrificio di un big. Difficile che sia Pogba, le cui valutazioni appaiono pura fantascienza per le deludenti prestazioni appena passato il confine (onore – a proposito – a Federico Buffa, unico a non prestarsi alla fanfara mediatica evidenziando la partita deludente del bianconero), più probabile che sia Vidal che non rientrerebbe nel nuovo modulo. Fosse così la juve resterebbe comunque favorita per la prossima stagione – ma non più imbattibile. Le avversarie sono invitate ad accettare la sfida.

L’articolo su milanorossonera.it

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.