Gobbi in piazza del DuomoNon vedo l’ora che sia lunedì prossimo, così la facciamo finita con sta maledetta stagione. Aspetto con ansia i Mondiali, che riempiranno pagine di quotidiani e di siti internet al posto delle cialtronate quotidiane che da mesi a questa parte ci sorbiamo ogni giorno. Al diavolo l’Europa League, inutile coppetta secondaria verso la quale, con la massima e assoluta sincerità, non ho il minimo interesse: cominciare a giocare a luglio significa, senza mezzi termini, rinunciare a priori alla prossima Champions League, visto che mai nella vita arriveremmo a maggio lanciati nel rush finale. E certo, ci vorrebbero acquisti e rinforzi, ma ho la triste certezza che non arriveranno: si sfoltirà, si venderà, ma si comprerà poco. Mi sono illuso io stesso con la platonica “ricostruzione”, la rinascita dopo anni difficili e invece no: nel nome dell’aziendalismo si manderà tutto affanculo, e avanti a non giocare a pallone come dio comanda.

Invece, ci ritroviamo a fare calcoli astronomicamente siderali per capire con quali risultati potremmo conquistare l’agognato sesto posto e i 2, forse 3 milioni garantiti dalla qualificazione in Europa League: la cuccagna per il mercato, insomma. Secondo le più recenti equazioni, stabilite dagli abitanti di Atlantide con l’Oracolo di Delfi prima e il mago Otelma poi, qualora l’orbita di Giove si intersecasse con quella di Mercurio, che influenzerebbe le maree su Saturno eclissando la costellazione del Calippo, a sua volta allineata con le Pleiadi, tutto ciò porterebbe a un disallineamento infinitesimale tra la costellazione della Vergine e quella dei Gemelli, con loro grandissimo dispiacere. Conseguenze: un asteroide grosso quando l’Alaska dalle sembianze di Valeria Marini colpisce e rade al suolo la città di Bisuschio, provincia di Varese; Dante Alighieri resuscita e insegue Moccia con intenzioni bellicose, il PD vince le elezioni, oppure il Torino va in Europa League. Si, il Torino: per farci andare il Milan, signori miei, ci vuole ben altro. 

E ovviamente, nonostante io sia ben conscio del fatto che gran parte dei tifosi del Milan sia dalla parte di Seedorf, non posso che incazzarmi quando sento certe puttanate del tipo: “Al Milan ci vuole un allenatore serio!”. E chi minchia vuoi come allenatore? Kennedy? Lo Zar di Russia? Per quale ragione Seedorf non sarebbe serio? Silenzio. Ovviamente. Signori, fatemelo ribadire un minuto: Clarence Seedorf, giunto al Milan 5 mesi fa neanche, ha preso in mano una squadra allo sbando, reduce da 22 punti in 19 gare, con giocatori che probabilmente non avrebbe gradito e senza effettuare personalmente la preparazione. Non solo l’ha riportata a una posizione dignitosa, ma ne ha anche migliorato diversi aspetti in termini di prestazioni. Il tutto verrà, come è giusto che sia, allegramente buttato nel cesso in nome di giochetti di potere interni e interessi personali. E non mi fanno incazzare i pali comunisti della porta dell’Azzurri d’Italia di Bergamo, rei di aver respinto con grande slancio due conclusioni dell’eroico Balotelli (se fosse stato più vicino alla porta avrebbe CERTAMENTE segnato. Così come Muntari e Mexes del resto), nossignori: mi fa incazzare che continuerà a non cambiare un cazzo, e noi saremo ancora qua, con un dito nella marmellata e l’altro nel naso, a vedere gli altri che ci alzano trofei in faccia.

Alla prossima

Giangi_Ceresara

Posted by Giangi_Ceresara

Classe '93, studente di Linguaggi dei Media in Cattolica, è redattore del blog da quasi un anno. Il Milan è la passione di una vita, nel bene e nel male rossonero per sempre.