ImmagineCome ben sapete (o se non lo sapete ve lo dico ora) questo sito è nato nel 2009 dalle ceneri del vecchio Milanorossonera di Devil1986 su Splinder.com. Oggi quel cerchio nato nell’ottobre 2009 in qualche modo si chiude dato che torniamo sulla nuova piattaforma Milanorossonera.it gestita da Jacopo Galvani (e nella cui redazione trovate anche la nostra Silvia Galbiati) che ha come obiettivo di diventare il nuovo punto di riferimento riguardante il Milan.

Troverete i nostri editoriali (possibilmente di diversi componenti della redazione) ogni lunedì, alle ore 12 – vi voglio quindi proporre qua di seguito il primo, postato nella giornata di ieri da me medesimo che è una riflessione sul Clarence Seedorf allenatore e, in particolare, sui valori che spero il numero 10 possa riportare al Milan – quelli che da tempo mancano alla nostra squadra.

We Are AC Milan – I valori del Milanismo

Torneremo. Perché il calcio è ciclico. Abbiamo aperto così nel 2009 il nostro blog e voglio aprire così anche questo intervento su Milanorossonera.it che mi vede personalmente felice per la vittoria ottenuta ieri sera nella prima di Clarence Seedorf. Cominciamo a scrivere nel punto più basso se non della storia rossonera almeno dell’era Berlusconi quello in cui ci ha trascinato il signor Massimiliano Allegri: il mio pensiero su di lui è arcinoto e non lo citerò qua nuovamente – non è infatti dell’aspetto tattico che voglio parlare oggi quanto di un aspetto altrettanto fondamentale che è quello della mentalità. ll problema del Milan in questi ultimi anni è stato principalmente dovuto alla mancanza di concentrazione e di attenzione oltre ad un gioco che aveva come primo obiettivo quello di non prendere gol come ha testimoniato l’atteggiamento in campo e alcune interviste di giocatori tipo De Jong che lo confermavano.

Basti pensare anche ad alcuni episodi accaduti dentro e fuori dal campo durante la gestione Acciuga: da Niang che si spaccia per Traorè, ai giocatori protagonisti più sui social network che in campo (specie prima di partite decisive come quella di Siena) passando per i clamorosi blackout come quelli accaduti a Reggio Emilia e i quasi 30 gol presi su calci piazzati nella gestione acciuga con e senza Thiago Silva. L’AC Milan ha bisogno come il pane di Seedorf per un piano che finora è mancato – e non di poco – quello motivazionale completamente ed erroneamente tralasciato dall’ex-allenatore del Milan e che ha portato a perdere uno scudetto già vinto nel 2012 e al disastro di fine stagione che è da imputabile solamente in parte ad una rosa che porterà più nazionali ai mondiali di quella avuta a disposizione quattro anni fa da Leonardo. Una rosa seppur non all’altezza della prima in classifica ma decisamente superiore a molte delle squadre che ci stanno davanti.

Seedorf ha il compito di riportarci in alto esattamente come ha fatto Pep Guardiola a Barcellona e Antonio Conte a Torino ovvero ricordando prima di tutto cosa voglia dire indossare quella maglia. Il primo anno di Conte in questo senso è esemplare: con una squadra non all’altezza delle rivali ha saputo vincere il titolo chiudendo il campionato senza sconfitte prima di tutto facendo gruppo e facendo rendere al 120% i giocatori a disposizione e, di conseguenza, mettendo pressione sul piano mediatico ed arbitrale cosa che al Milan manca – basti pensare a quanto accaduto nell’ultimo anno con i principali broadcaster totalmente schierati per la qualificazione Champions della Fiorentina e le magliette celebrative “rigore per il Milan” in vendita in questa estate cosa che ha portato poi, nel nuovo campionato, al non vedere più fischiato alcun fallo su Mario Balotelli.

Voglio quindi riportare l’appello del Mister ai tifosi fatto in conferenza stampa sabato scorso con la richiesta di un pubblico come dodicesimo uomo in campo – richiesta ovviamente disattesa nell’immediato visti i soli 30mila scarsi, poco meno di uno Juventus Stadium, presenti nella vittoria per 1-0 col Verona. Il discorso del pubblico presente allo stadio è da affrontare a parte visti anche i cambiamenti legislativi ma non si può non notare una frattura profonda partita dalla cessione di Shevchenko e culminata con quella di Kakà e con la tristissima pantomina dei tifosi non evoluti fuori da Milanello nel ritiro di Luglio 2010: in questi quattro anni nel tifo rossonero è mancato il remare tutti dalla stessa parte, quella del bene della squadra.

A livello personale mi mette tristezza vedere giocatori ex-Milan pagati come opinionisti in una TV a pagamento con il lutto in faccia ed il tono da funerale a causa di una vittoria dei nostri amati colori. Mi mette tristezza vedere questi individui spalare tonnellate di fango con il dente avvelenato probabilmente per un mancato ingresso in società e mi mette ancora più tristezza vedere parte della nostra tifoseria altrettanto prevenuta elogiare chi fa critica a prescindere come “qualcuno che pensa con la propria testa” relegando tutto il resto a “servi” e “lecchini“. Io al gol di Balotelli ieri sera ho esultato, perché il vero milanista esulta ad ogni gol della sua squadra – non so se posso dire lo stesso di questi signori che mettono l’ego personale davanti alla passione.

A Clarence la mia benedizione per il compito più arduo ovvero quello di amputare le mele marce e riportare tutti sullo stesso carro: presidenza, dirigenza, allenatore e tifosi e di riportare a San Siro il piacere e la voglia di vedere del bel calcio da tempo mancato in tre anni di “Palla ad Ibra” prima e “Palla a Balotelli” poi. I presupposti per ora mi sembrano buoni e la voglia da parte di è sceso in campo sembra esserci tutta: è il momento di andare a riprenderci la nostra storia – io sto con Seedorf. E voi?

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Diavolo1990

Posted by Diavolo1990 (online)

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.