TristePronti via: comincia il campionato e, guarda un po’, inizia nel peggiore dei modi per il Milan, piallato a Verona dalla doppietta del redivivo Luca Toni. Per quanto la prestazione del Diavolo contro l’Hellas sia stata assolutamente indegna, trovo ingiustificabile la conseguente, e non nuova, ondata di pessimismo. Per carità, lamentarsi per delle evidenti lacune che la squadra presenta è sacrosanto, purché non si scada nell’eccesso. E sabato sera si è letto e sentito davvero di tutto, dall’omino che ci vede inferiori pure a Catania e Parma a quello che comincia a contare quanto manca ai quaranta punti. Evidentemente questi “tifosi”, posto che lo siano davvero, hanno la memoria corta: davvero la passata stagione non ha insegnato nulla? Cominciare male oramai sembra quasi una prerogativa di base con l’attuale allenatore, ma è assurdo considerare la stagione compromessa dopo solo una giornata di campionato. Anche perché, quando poi c’è da salire sul carro a maggio, nessuno si tira mai indietro.

Altrettanto ingiustificabile è, ancora una volta, Massimiliano Allegri, e per le seguenti due ragioni. La prima: è assurdo, semplicemente assurdo, che nonostante sia al quarto anno di panchina al Milan non abbia ancora risolto, ma che dico risolto, almeno messo una pezza, al problema dei gol presi su calcio da fermo. Signori, in tre anni e qualche mese di lavoro la situazione non è cambiata di un millesimo, anzi. La domanda è: ma queste cose in allenamento vengono provate? Vengono elaborati schemi? Vengono sperimentate determinate situazioni che possono presentarsi in partita? Mentre la scorsa stagione, almeno per la prima parte dell’anno, ci si poteva giustificare con la dipartita di diversi giocatori e il rinnovamento di buona parte della rosa, giustificazione comunque piuttosto fuorviante, oggi come oggi, dopo due preparazioni estive e una stagione trascorsa con questa rosa di giocatori, è inconcepibile non aver risolto una lacuna tanto evidente, perché è anche da questi dettagli che vengono determinate le stagioni. Zapata e Mexes scarsi e inadeguati? Hanno preso gol da Toni, non da Van Basten. Con Ancelotti avevamo lo stesso problema? E allora? Posto che del Milan ancelottiano ad oggi è rimasto solamente Bonera, e pure rotto fortunatamente, ogni allenatore lavora in modo diverso ed elabora soluzioni a problemi in modo diverso; Ancelotti avrà avuto i suoi difetti, ma questo non può essere una giustificazione per Allegri e per i suoi di difetti. La seconda: per quale motivo la squadra contro il Verona mentalmente non è scesa in campo? Perché l’atteggiamento mentale della squadra è stato nullo avendo, come conseguenza, la totale supremazia degli avversari rovinosa sconfitta annessa? Compito dell’allenatore è, oltre a curare il lato tattico e tecnico, anche preparare mentalmente i giocatori alla partita, dando la giusta carica. Se la carica data dal mister ha portato al risultato che tutti abbiamo visto sabato sera beh, siamo nella classica “botte di ferro”.

I giornalai dicono che domani sera ci giochiamo la stagione. Cazzate, signori miei, domani sera di stagioni ce ne giochiamo due: questa e la prossima. Il motivo? In caso di mancata qualificazione non solo non guadagneremmo il premio di 30 milioni per l’accesso alla fase a gironi, che non ci permetterebbe di operare nel calciomercato almeno nell’immediato, ma soprattutto non otterremmo i soldi dei ricavi televisivi della Champions League, che la passata stagione portarono nelle casse della società di Via Turati circa 50 milioni, non esattamente noccioline. Per completare il quadro, i soldi che spetterebbero al Milan in caso di mancata qualificazione verrebbero spartiti tra le squadre certe di partecipare alla fase a gironi, ovvero Napoli e Juventus, che si rafforzerebbero ancor di più ai nostri danni. Se non ci qualifichiamo addio Balotelli, addio De Sciglio e addio chiunque sia un minimo vendibile. Questa è la posta in palio. Per questo motivo domani sera non può scendere in campo il Milan visto a Verona, non può scendere in campo un Milan con quell’atteggiamento mentale, deve scendere in campo un Milan incazzato, furioso e affamato, undici giocatori pronti a dare tutto quello che hanno per riportare il Diavolo dove gli compete: tra i migliori, nell’Olimpo del calcio.

Giangi_Ceresara

Posted by Giangi_Ceresara

Classe '93, studente di Linguaggi dei Media in Cattolica, è redattore del blog da quasi un anno. Il Milan è la passione di una vita, nel bene e nel male rossonero per sempre.