balo italiaCon l’arrivo di Mario Balotelli è avvenuto l’ennesimo trasferimento tra le due squadre di Milano. Sia in un senso sia nell’altro la storia degli scambi di giocatori, o dei ritorni con altre maglie, in riva al Naviglio comincia addirittura nei primi anni di storia delle due società e arriva fino a noi.

Tra le due sponde del Naviglio la politica dei trasferimenti comincia addirittura con l’abbandono in blocco dei soci “dissidenti” e di vari giocatori all’atto della fondazione dell’Inter, nel 1908. In quegli anni, quasi preistoria del calcio, lo scambio forse più famoso è quello che vide Giuseppe Meazza trasferirsi al Milan, nei lontani anni Trenta, prima di tornare all’Inter. Al fuoriclasse, la cui immagine è legata più ai nerazzurri che ai rossoneri (favore alla tifoseria?), è stato dedicato lo stadio di San Siro, ma personalmente non ho mai sentito tifosi di nessun colore che parlassero del Meazza invece che di San Siro. Apparizione con pochi gol, alcuni dei quali proprio nei derby.

Ma è negli ultimi anni che i trasferimenti tra le due squadre si sono intensificati, passando per il “tradimento” di Collovati, in realtà ceduto da Farina per mere questioni economiche, in cambio di Serena (che ha giocato anche in entrambe le torinesi, caso unico) per arrivare a West e a “el segna semper lù” Maurizio Ganz. E quasi sempre il bilancio conclusivo è stato a favore del Milan. L’esempio in assoluto più lampante è quello dell’estate 2001, quando avviene lo scambio tra Andrea Pirlo (dall’Inter al Milan) e un oscuro centrocampista argentino, tale Andrés Guglielminpietro detto Guly. Inutile dire chi ci abbia guadagnato: Guly è diventato l’ennesimo acquisto scellerato della gestione Moratti pre-Calciopoli, Andrea Pirlo il regista di caratura internazionale -ruolo inventato per lui da Ancelotti: una delle pochissime intuizioni del tecnico emiliano-. Ma è l’anno dopo che si consuma il più clamoroso scambio a vantaggio del Milan: nell’estate 2002 il terzino sinistro, reduce dal mondiale in Corea, Francesco Coco, passa all’Inter in cambio del duo Simic-Seedorf. Il primo è il terzino destro che mancava ai rossoneri, che avevano solo Helveg, mentre Seedorf diventerà “il Professore“. E Coco? Afflitto da continui guai fisici fa parlare di sé per le gesta fuori dal campo, come il famoso provino con il City pre-sceicchi e l’Isola dei Famosi.

Poi arriva un acquisto non proprio edificante per il Milan. Nel 2005 viene perfezionato l’acquisto a parametro zero della punta di peso interista Bobo Vieri, preso per sostituire un Inzaghi che dopo le due operazioni sembrava finito. Magro bilancio: 1 gol in 8 partite e cessione al Monaco a gennaio, poco prima dell’ennesimo grave infortunio. A gennaio 2007 il Milan ci riprova, stavolta prendendo Ronaldo (dal Real Madrid) che con Vieri faceva coppia nell’Inter. E prima della rottura del tendine rotuleo, nel febbraio 2008, la media gol è ottima e aiuta il Milan ad ottenere il quarto posto in campionato. Per il Milan il peggior trasferimento della storia proveniente dall’Inter è il prestito del brasiliano Mancini, nel 2010, ma l’acquisto di Ibrahimovic via Barcellona l’estate successiva fa dimenticare tutto. Scudetti in serie all’Inter, ma anche scudetto al primo colpo al Milan, dove con i 28 gol della scorsa stagione batte il suo record stagionale. Ultimamente sono stati più i giocatori che arrivano al Milan dopo essere stati all’Inter. Muntari è il penultimo: per il ghanese un grande girone di ritorno prima di farsi male quest’estate. Lo scambio Pazzini-Cassano chiude il cerchio; forse ci ha guadagnato l’Inter, ma solo a causa dei 7,5 milioni tirati fuori dalle casse rossonere.

E ora l’arrivo di Balotelli. Aspettiamo di vederlo all’opera, sicuramente l’ambiente Milan era famoso per essere un luogo dove anche personaggi un po’ scapestrati rendono al massimo. Solo con Ronaldinho non ha funzionato granché (perfino Cassano, lite coi giornalisti dopo il malore a parte, ha rigato dritto). Bisognerà vedere se è così anche adesso: ma i problemi caratteriali nulla tolgono al valore tecnico di un giocatore che a 21 anni ha portato la nazionale azzurra in finale agli Europei. Tra l’altro la sua presenza, unita a quelle di De Sciglio, Montolivo ed El Shaarawy (e magari a uno tra Perin e Consigli a giugno), forma un nucleo di giocatori validi per la Nazionale alternativo all’ “Italjuve” in cui il più vecchio ha 28 anni. Svecchiata la squadra, è ora di procedere in questo modo: talenti coltivati in casa con innesti di qualità -finanze permettendo-.

piterdabrescia

Posted by piterdabrescia

Editorialista da settembre 2012, vice-direttore e curatore delle rubriche "Destinazione" da ottobre 2014

8 Comments

  1. certo che i cugini sono messi male

    avevano puntato tutto sul calciatore brasiliano del Santos veramente forte

    ed ora ripiegano su Schelotto ed altri mezzi giocatori

    l’inter si è indebolita vedi gli acquisti di Rocchi e le varie cessioni da ultima sembra anche Mariga al Genoa che sarebbe un bene per noi ,

    per il terzo posto è un duello a due tra noi con questa forte Lazio

    molti tifosi interisti sono delusi da questo mercato nerazzurro

    ed anche all’interno della squadra inizia ad esserci scoramento e Cassano comincia a mugugnare

    1. paulinho gioca nel Timao non nel Santos! 😉

    2. È ovvio e normale che sia così,perché l’Inter ha ancora un pesante passivo di bilancio che il Milan non ha più date le cessioni di Ibra e Thiago.
      Senza contare la successiva cessione di Pato e l’addio della vecchia guardia.

      Siccome mi pare ovvio che il Milan non potesse continuare a cedere tutti i forti,ora ha fatto un acquisto importante,ma che logicamente si può permettere.

      L’Inter invece no perché è in una situazione più grave e ha solo 5/6 giocatori su 11 su cui ricostruire la squadra e cmq puntando ad un livello competitivo,ma non di eccellenza.

      Come il prossimo passo del Milan sarà ricostruire la difesa e puntellare il centrocampo,l’Inter dovrà rifarsi il centrocampo e reinventarsi l’attacco.

      Col senno di poi ora dovreste aver capito l’importanza delle cessioni di Ibra e Thiago.

      A tutto questo poi va aggiunta la politica di abbattimento degli ingaggi.

      Continuerà ad essere una guerra tra poveri con alternanza di risultati fino a quando non ci saranno condizioni economiche stabili di salute delle casse societarie che consentiranno di alzare il livello di competitività non tanto in Italia,quanto in Europa.

      Di certo sono finiti i tempi in cui andavi a prendere il campione a 40 milioni,ma almeno col tempo si potrà pensare ad un numero maggiore di investimenti.

      A patto di sistemare il presente,cosa questa che vede il Milan più avanti.

  2. cmq bel post anche se urge ricordare anche Beppe Favalli, c’era anche lui ad Atene ,un grande professionista!

  3. 1 2 3 prova
    sa sa prova prova

  4. Oh che bell’avatarino..

    Non me ne voglia Piter ma ridurre il Capolavoro Patriottico dell’acquisto di Mario a un confrontino cittadino tra Milan e inter è riduttivo. 😉

  5. In prospettiva la società del Milan si è mossa bene e con Balotelli Ha colmato buona parte degli errori di programmazione fatti la scorsa estate

  6. <3

    httpv://www.youtube.com/watch?v=UPMKO-aqG_8&feature=youtu.be

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