Avanti così, con un’altra vittoria, con altri tre punti e con una prestazione perfettamente riconducibile alle ultime. Il Milan di Torino regala ancora una volta quasi l’intero primo tempo, per poi riprendersi solo nella ripresa e farlo però degnamente. È la giornata in cui il goal di El Shaarawy è solo l’ultimo, ma in cui il faraone non smette di dimostrare le proprie qualità. Nota dolente ancora la difesa e purtroppo l’infortunio di De Jong che obbliga ad un rinforzo nel prossimo mercato.

Ma andiamo con ordine. Come al solito è il primo tempo a condannarci almeno in parte, visto che la prima mezz’ora è un susseguirsi di errori e disattenzioni da parte di molti, in particolare di Nocerino e Robinho che poi andranno a siglare una rete ciascuno. Il centrocampista regala letteralmente il vantaggio agli avversari, dimostrando di non essere in un gran momento di forma, mentre il brasiliano perde troppi palloni in fase di impostazione. Fortunatamente, o sfortunatamente a seconda dei punti di vista, ci vuole sempre uno schiaffo per svegliarci e, come contro il Catania, dopo il goal subito si inizia finalmente a giocare degnamente. Limite evidente anche questo che colpisce il nostro allenatore, che non riesce evidentemente a creare nei giocatori le giuste motivazioni per andare in campo con la giusta rabbia, con la giusta voglia di vincere. Note postine sono invece ancora una volta De Sciglio, che anche a sinistra si dimostra affidabile, e Pazzini. Grande il secondo tempo del l’attaccante ex Inter, che oltre al goal si rende protagonista anche in altre occasioni. Non abbastanza per definirlo un fenomeno, ma quantomeno importate consapevolezza per il prosieguo della stagione. Resta invece da rivedere, come già detto, la coppia dei due centrali difensivi, che continuano a cambiare ad ogni gara e che non danno mai quella stabilita auspicabile.

Il resto della giornata ci regala il reality-Conte, che grazie ad una telecamera a lui dedicata viene seguito nemmeno fosse in personaggio da osannare. Questo signore torna dopo una condanna per omessa denuncia, e tutti quanti anziché ribadire il motivo per cui è stato sbattuto fuori per questi mesi, lo accolgono con elogi e massima attenzione. Come se seguire ogni sua parola, ogni suo gesto, fosse qualcosa da cui poter imparare qualcosa. Il peggior reality degli ultimi anni, il che è tutto dire. Complimenti ai soliti finti giornalisti equi e imparziali, che tutto sono fuorché di parte. Per il resto, tornando al calcio, quella mezza squadretta dell’Inter riesce a superare anche il Napoli, che come gli scorsi anni si sta dimostrando una squadra fondata sulla sabbia, che alla prima difficoltà affonda abbandonando ogni sogno e ogni pensiero rivolto allo scudetto senza realmente meritarlo. Ancora una volta ne approfitto per sottolineare come i risultati dell’Inter servano a dimostrare come il male peggiore del Milan di quest’anno sia l’allenatore e non la rosa come vogliono farci credere. Tant’è che è stato necessario che fosse il presidente a fare la formazione per tornare a vincere dando anche quelle motivazioni che Minimiliano non riesce minimamente a capire cosa siano.

Avanti così allora, sperando che gli aspetti positivi aumentino mentre cessino le disattenzioni e la rilassatezza nel primo tempo. La mia convinzione è che, fino a quando non avremo un allenatore, dovremo accontentarci di questi risultati zemaniani, sperando che vada sempre a finire come nelle ultime gare. Attendo con interesse quel Roma-Milan che potrebbe passare alla storia per la quantità di reti messe a segno.

Nicco

Posted by Nicco

Editorialista del blog. Responsabile degli approfondimenti sulla squadra immediatamente successivi alle gare italiane.