Piccola ma doverosa premessa: nel 1924 lo storico Marc Bloch pubblicò un saggio dal titolo “I re taumaturghi” dove trattava quella credenza medioevale secondo cui i sovrani francesi potessero guarire con la sola imposizione delle mani i loro sudditi da malanni quali la scrofolosi. In realtà questa malattia era temporanea e sarebbe passata da sola trascorsi pochi giorni, il tocco del re non serviva a nulla se non all’autoconvizione del paziente che sarebbe guarito come in una sorta di placebo.

Come avrete già capito, la metafora con quanto sta succedendo in questi giorni a Milanello è presto fatta: il ritorno in pianta stabile del nostro Presidente addirittura prima di una trasferta contro il Catania è stato lasciato passare in primis dallo stesso Galliani come il fattore determinante senza il quale non avremmo ottenuto i sei punti in campionato e l’accesso agli ottavi di Champions League. Le telecamere di Sky Sport negli spogliatoi di San Siro hanno indugiato a lungo sulla pacca data da Berlusconi sulla spalla di Pato nel prepartita come a volerlo non solo caricare ma a volerlo guarire dai malanni che ciclicamente lo affliggono.

Tralasciando quale sia il suo merito reale, perchè come sappiamo tutti le squadre di Allegri hanno sempre degli inizi di campionato titubanti per poi riprendersi e premettendo che indubbiamente la presenza di Berlusconi è servita a rinverdire i fasti del Milan vincente che si sono persi con l’abbandono di molti dei senatori storici, nei “malpensanti” come me la ricomparsa del Presidente ha lasciato il dubbio che si tratti di un gesto dai fini extra calcistici soprattutto considerando l’instabile situazione politica in cui verte il nostro Paese e una sua probabile “ridiscesa in campo.” Ma ormai dopo quasi venticinque anni conosciamo benissimo il Berlusconi personaggio: ogni suo gesto viene enfatizzato ai limiti dell’estremo come se fosse il risultato di qualche volontà ultraterrena (unto dal Signore docet) e abbiamo imparato a conviverci. Detto questo, non possiamo che ringraziare Berlusconi per essere tornato ad occuparsi di qualcosa che ormai sembrava aver messo totalmente ai margini dei suoi interessi, nonostante l’ingente esborso di denaro quasi costante. Forse ha capito che non basta la sola pecunia per far sentire la sua presenza anche e soprattutto verso la tifoseria che quasi mai gli ha fatto mancare il suo appoggio seppur criticandolo. Mi chiedo soltanto dove saremmo oggi se Silvio avesse pensato un pò di più al bene del Milan che a quello dell’Italia. Forse saremmo il Barcelona.

Per ciò che concerne il campionato, la giornata appena trascorsa ha visto vincere tutte le big, compresa la banda di Stramaccioni che riesce a portare a casa i tre punti col Palermo solo grazie ad un autorete e a tanta fortuna. Purtroppo vincono anche Lazio e Roma rendendoci complicata la rincorsa alle posizione valevoli per l’accesso all‘Europa League, quello che ormai sembra l’obbiettivo stagionale più concreto. Recuperiamo due punti solamente ad una Fiorentina che è al secondo pari consecutivo dopo quello col Torino – ma la zona Champions, marcata stavolta dall’Inter, dista sempre dieci punti. Dietro si fa sempre più buia per il Genoa sconfitto in casa dal Chievo, mentre il Pescara non fa più parte della Serie A già da tempo: pur avendo gli stessi punti del Siena il gap in termini di gioco con le altre è evidente e i gol subiti, decisamente troppi..

P.S. Permettetemi di rinnovare gli auguri al nostro collaboratore e redattore nonchè amico Michele Bufalino per aver raggiunto l’importantissimo traguardo della laurea.

Posted by Angelo Raffaele Torre

Responsabile dei LIVE ed editorialista. @RaffoTorre on Twitter