Giorni molto molto intensi, questi ultimi di agosto a Milanello e dintorni. Era da anni che non si stava così tanto al centro dell’attenzione e la cosa, almeno un po’, ci gasa. Eravamo stanchi di quella mediocrità che ha caratterizzato gli ultimi anni. Invece ora tante notizie, Ibra su tutti, poi la girandola di arrivi e partenze, tutte nell’ultimo giorno di mercato. E aggiungiamoci una classifica che ci vede come l’unica big ad aver vinto la prima giornata.  Nulla di che, ci mancherebbe altro, non è roba da giro in centro città col bandierone esposto dal finestrino, ma segnali che sembrano indicare che qualcosina è cambiato.

Ora la domanda è: possiamo vincere qualcosa quest’anno? Io dico di sì. Cioè che possiamo, che non significa che a maggio saremo sicuramente campioni di qualcosa. Ci sono delle condizioni, che se si verificheranno (tutte o in gran parte) faranno sì che allora la possibilità di far festa sia piuttosto elevata. Quali sono queste condizioni?

1- La squadra deve tenere la condizione per tutto l’anno. Scontato mi direte, bhè per le squadre di Allegri non tanto, in quanto alternano momenti di straordinaria lucidità a momenti di buio. Come parziale giustificazione c’è il fatto che una squadra come il Cagliari una volta raggiunta la salvezza può adagiarsi più di quanto non debba fare il Milan.

2- Gli infortuni. Sì, capitano a tutti, però se quest’anno venisse risparmiato Pato sarebbe già un passo avanti. Su Nesta non chiedo nulla, è quasi fisiologico che prima o poi si rompa. Infortuni prolungati a certi elementi (Thiago, Nesta, Pato, Dinho, Ibra) possono pregiudicare la stagione. Provate a togliere agli altri Maicon, Cambiasso e Milito…

3- La gestione dello spogliatoio. Non temo tanto le invidie per chi guadagna di più, semmai tra chi gioca e chi no. Robinho arriva per far la panchina, Seedorf e Pirlo non possono giocare sempre, Kevin Prince non mi sembra Mr. Serenità e Mathieu un altro anno seduto non se lo fa. Però oh, ci siamo sempre lamentati della panchina corta, farsi le seghe mentali ora che è un po’ più lunga forse è troppo.

4- Il fattore entusiasmo. Se tutto l’ambiente (società, allenatore, giocatori, tifo) sarà compatto e lotterà per lo stesso obiettivo credendoci fermamente ci si potrà far forza a vicenda. Un po’ come l’inter lo scorso anno nel periodo pañolada quando i tifosi aiutarono molto la squadra a non crollare. Ecco, magari senza auto-convicerci di una congiura ai nostri danni come fecero loro.

5-Gli scontri diretti. L’anno scorso siamo arrivati due volte su due (in particolare la seconda) carichi come delle molle ai derby e ne siamo usciti con le ossa rotte e una sensazione di enorme inferiorità. Idem per Manchester. Fondamentale quest’anno affrontare alla pari degli altri tutti i big match, poi si può perdere, ma non farsi schiacciare come formiche. Perdere come la scorsa stagione ti toglie la voglia di crederci.

6- Il Ib-Ro-Pa. Ibrahimovic-Ronaldinho-Pato, le chiavi del successo. Potenzialmente un attacco da 50-60 gol a stagione. Se trovano il giusto amalgama e rinunciano ai protagonismi per lavorare all’unisono, diventa un tridente da far tremare tutta Europa. Presi singolarmente sono tutti fenomeni, bisogna vedere come sono come trio.

7- Gli avversari. O l’avversario, l’inter. Secondo me ha perso molto con la partenza di Mourinho. Partite come quella di ieri l’avrebbero vinta, partite come quella di Montecarlo non l’avrebbero mai giocata. Per carità, è presto per i giudizi, ma la forza dei cugini nell’ultimo anno è stata quella di perdere pochissimi punti, soprattutto per merito di JM a mio parere e del gruppo fortissimo che aveva creato. Una vera macchina da guerra.

Posted by LaPauraFa80