Ci pensa sempre lui, alla fine, a togliere le castagne dal fuoco, ad allontanare l’ennesimo risultato negativo e farci portare a casa tre punti sudatissimi. Ancora il Faraone, ancora il più giovane della squadra che si porta sulle spalle tutti gli altri come se di esperienza ne avesse da vendere; quella non c’è, ma non è poi così importante se la si sostituisce con la corsa, la grinta, la voglia di lottare e di vincere dal primo fino all’ultimo minuto. I goal testimoniano infatti solo una piccola parte del lavoro svolto da Stephan nell’arco dei novanta minuti: perché lo si vede in difesa a coprire le lacune di Antonini e Costant, lo si vede a fare pressing sui difensori avversari, lo si vede cambiar fascia nella vana speranza di ricevere palle giocabili. Stephan è il Milan e il Milan non è niente, in questo momento, senza il suo Faraone. Sotto la curva dei venduti ci va lui a prendersi gli applausi, meritatissimi, perché per tutti gli altri rimane solo la consapevolezza di dover lavorare ancora per riuscire a dare qualcosa in più. Tra le lacrime ed un sorriso, è uno dei pochi ad onorare al 100% la maglia che porta.

Parlando degli altri, le uniche note liete vengono da Emanuleson, Montolivo e Yepes. L’olandese tuttofare si sbatte per tutta la partita, e non vedo sinceramente quali errori gli si possano additare; non è colpa sua se gioca sulla fascia sbagliata, se ogni pallone che riceve deve portarselo sul piede giusto prima di poterlo giocare, se gli si chiedono le giocate da attaccante quando quel ruolo non rientra minimamente nelle sue caratteristiche. Se solo il livornese si rendesse conto che l’esterno sinistro nel centrocampo a quattro è un ruolo perfetto per lui, il suo contributo potrebbe essere notevolmente superiore, soprattutto in termini di cross. La vera nota positiva, a proposito di centrocampo, rimane Montolivo, che sembra spesso un predicatore nel deserto quando prova a gestire la palla sotto l’asfissiante pressione dei genoani. Positivo Riccardo, che si conferma in piena ripresa, e che dimostra di avere la giusta personalità per prendere in mano la squadra anche quando le situazioni non sono così semplici. Infine Marione Yepes, che se non fosse per l’età sarebbe titolare inamovibile anche nella difesa a tre; corre, sgomita e lotta per tutto il campo, dalla difesa all’attacco, dimostrando di tenerci più di tanti altri alla maglia e a quella vittoria che sempre di più si fa fatica a conquistare.

Tre punti portati a casa quindi, con Allegri che purtroppo rimarrà sulla nostra panchina ancora per un po’, soprattutto ora che quello che dovrebbe essere il presidente della nostra squadra ha deciso di continuare a rovinare l’Italia, piuttosto che mettere a posto il Milan, cosa che evidentemente gli sarebbe riuscita molto meglio. Un problema in più quindi per il Milan, definitivamente abbandonato e consegnato nelle mani di Galliani, unico vero difensore del tecnico livornese. A questo punto la sofferenza rischia di prolungarsi, in maniera lenta e crudele, fino alla fine della stagione, portando allo stremo ogni tifoso dotato di razionalità. Ci sarà Minimiliano alla guida di una squadra non eccelsa, ma nemmeno così scarsa come vogliono farci pensare; lotteremo probabilmente per un posto in Europa League, e lo scudetto andrà alla seconda di Torino, perché così è già stato deciso e oggi ne abbiamo avuto l’ennesima dimostrazione. Arriveranno probabilmente periodi migliori solo se quelli lì decideranno di vendere, di togliere il disturbo e smetterla di far danni, solo se ci sarà la volontà di riportare il Milan al livello giusto, quello che gli spetta per la storia che ha alle spalle. Arriveranno, forse, periodi migliori…nel frattempo godiamoci il Faraone, prima che anche lui se ne vada via a causa dall’irrazionalità dirigenziale.

Nicco

Posted by Nicco

Editorialista del blog. Responsabile degli approfondimenti sulla squadra immediatamente successivi alle gare italiane.