C’è chi preferisce vivere nel mondo dei sogni…

Un tempo il tifoso del Milan era florido, in salute, girava impettito, delle volte oggetto di scherzi ma sempre onorato e riverito dai tifosi delle altre squadre. Un tempo il tifoso del Milan, vedendo le altre squadre che arrancavano con presunti maghi come Maifredi o Orrico, si beava del gioco di Sacchi e poi di Capello, dei campioni comprati talvolta a peso d’oro, talvolta con scelte geniali, di Palloni d’Oro come Papin lasciati a marcire in panchina, di campioni che si sarebbero tagliati un pollice per giocare in una delle compagini più forti di tutti i tempi, di Barça e Real che venivano sverniciati regolarmente con vari gol di scarto. E un tempo il presidente del Milan era sempre presente allo stadio, era – relativamente – giovane e sorridente, arrivava all’allenamento in elicottero, aveva tanti capelli e un modo di fare americano sconosciuto ai suoi rozzi colleghi, che gli faceva acquistare tanti consensi, soprattutto in tempi in cui i politici venivano visti in maniera alquanto negativa.

Ora il tifoso del Milan è deperito, in uno stato quasi di coma vegetativo, si trascina per le strade, oggetto dei negativi sfottò di cugini ed amici che un tempo guardava dall’altro in basso. Ora il tifoso del Milan, vedendo alcune altre squadre che fanno affari con cinesi, russi e arabi, che fanno incetta di top player ogni sei mesi, che mandano a pubbliche mogli ogni progetto di fair play finanziario, rimpiange i bei tempi e compiange i campioni venduti, i giovani e i senatori ancora utili lasciati scappare, le crepe di spogliatoio, una squadra snobbata a livello internazionale e sconfitte umilianti contro squadre provinciali, come Atalanta, Udinese e Inter. E ora il presidente del Milan si porta dietro l’etichetta di perdente, travolto da scandali, processi e sconfitto su ogni fronte, non si fa mai vedere vicino alla società, ha pochi capelli e un modo di fare caciarone all’italiana, che non fa che suscitare disprezzo e risa da parte di tutti, tranne dei pochi suoi pasdaran (a livello politico, ma anche a livello calcistico).

Eppure, nonostante lo stato terminale di questa società, i media non trovano altro da fare che cimentarsi nel peggiore degli accanimenti terapeutici, diffondendo ogni giorno voci di ritorno degli investimenti, di allenatori dall’ingaggio fantascientifico, di grandi giocatori a prezzi d’occasione, di interessanti giovani adocchiati da tempo, di giocatori finiti che pensano di iniziare a dare il benservito, di squadra competitiva per scudetto e zona Champions. Non ci caschiamo più: siamo anni che siamo costretti, per poter ancora continuare a sperare e non roderci troppo il fegato nell’immediato, a vivere di sogni. Ma alla fine, i sogni, a differenza di quanto dicono le favole, svaniscono in una bolla di sapone, e noi restiamo storditi, col risultato di roderci ancora di più. Meglio staccare la spina a questa dirigenza, credetemi. Anche se quella spina viene tenuta attaccata, difesa con i denti da feroci pitbull filosocietari.

Si parla di un ritorno di Zlatan: boiate. Avessimo avuto le possibilità economiche per mantenere il suo faraonico ingaggio, e soprattutto la volontà di farlo, non avremmo certo avuto bisogno dei soldi della sua cessione (tra l’altro avvenuta al prezzo di acquisto). Ma si sa anche che Ibra ha faticato molto per accettare l’offerta del Paris Saint Germain, pretendendo giustamente molto di più per cambiare aria da un ambiente in cui si trovava bene, e in cui, soprattutto – cosa mai avvenutagli in carriera, e di cui, in particolare in Spagna, aveva sofferto – avrebbe avuto, in particolare dopo la partenza di tanti senatori, le chiavi dello spogliatoio. E che la società non ci ha guadagnato un euro (a parte il costo dell’ingaggio, ovviamente) dalla cessione di Zlatan, che anzi pare sia stata posta come condizione dalla società per agevolare l’acquisto, da parte dei francesi di Thiago Silva: un giocatore scomodo, che avrebbe voluto più investimenti e che non aveva paura di andarli a chiedere in società. Uno con le palle, insomma: qualcosa di ben poco accettato e dunque ben poco diffuso, con la corrente gestione di Milanello.

Posted by bari2020

Vice-direttore del blog. Responsabile dei Post-partita del Milan e della Nazionale e della rubrica di approfondimento sulla Champions League: attivo sul blog da Gennaio 2010.