E meno male che l’ha detto, perchè ci avevamo creduto tutti vero? E invece, guarda un po’ che sfortuna, Zlatan Ibrahimovic non potrà vestire la maglia del Milan perchè costa troppo, sia dal punto di vista del cartellino ma soprattutto da quello dell’ingaggio. Ma nessuno di noi si strapperà i capelli per questo, a nessuno di noi gliene frega assolutamente niente di vedere Ibrahimovic con la maglia rossonera. Noi vogliamo solamente vedere una squadra programmata per il futuro, una squadra che il futuro lo abbia e che non debba vivere di espedienti anno dopo anno. Vorremmo una squadra che a luglio è già stata disegnata da società e dirigenza, senza aver l’obbligo di convincere alcuni vecchi ad andarsene perchè altrimenti rimane bloccata senza fare nulla.
AG dice che la squadra di quest’anno sarà molto simile a quell’anno dell’anno scorso che è arrivata terza e ha lottato per lo scudetto fino a marzo. Certo, se il calcio fosse una scienza esatta questo discorso non farebbe una grinza, peccato che non sia affatto così, e AG lo sa benissimo!!! Il fatto che la squadra l’anno scorso fosse da terzo posto non significa che lo sia anche quest’anno, anzi è molto probabile che non sarà così per almeno un paio di motivi:

1) la maggior parte dei giocatori sono ultra-trentenni e hanno tutti un anno in più. Un anno non fa differenza per un 25enne, che anzi più passa il tempo più migliora, ma può essere devastante per un 30enne. Abbiamo visto crollare Zambrotta, Oddo, Gattuso, Kaladze, quest’anno potrebbe toccare ad Ambrosini e Nesta, due che l’anno scorso hanno retto la baracca fino a marzo. E’ possibile, non sicuro, ma non ci sarebbe niente di strano se ciò accadesse.

2) L’anno scorso il giocatore più decisivo del Milan è stato Ronaldinho, che ci ha davvero trascinato (talvolta letteralmente da solo) in terza posizione. E’ stato un anno strepitoso per lui, quest’anno potrebbe non esserlo. Non dico che mollerà totalmente, non è affatto un giocatore finito, ma potrebbe non essere stratosferico come la stagione passata, potrebbe semplicemente essere grande ma non immenso. C’è una bella differenza. Come si fa se ciò accadesse?

In questi casi ci vuole una squadra solida, compatta, che possa reggere anche nel periodo-no dei suoi campioni. Questo Milan non è solido, non è compatto, tutt’altro: vive di incertezze, l’anno scorso (anche nei periodi buoni) tutti avevamo il sentore che da un momento all’altro c’era il rischio che si rompesse un fragilissimo equilibrio. Quest’anno quell’equilibrio sarà ancora più precario, e non so se gli eroi dell’anno scorso (Nesta, Ambrosini, Ronaldinho su tutti) riusciranno a tenere su la baracca miracolosamente.

Posted by elbonito