https://i0.wp.com/4.bp.blogspot.com/_P0wrObPyHow/TABVOpkngiI/AAAAAAAACfA/yx9fiqiVZvQ/s1600/heysel+gazzetta.jpg?resize=223%2C30629 Maggio 1985, stadio Heysel. Va in scena in Belgio la finale della 30° coppa dei Campioni e va in scena nella capitale Bruxelles nel vecchio stadio Heysel: una designazione che fu criticata da entrambe le finaliste per le condizioni fatiscenti in cui versava la struttura che non veniva ristrutturata da ormai dieci anni. I tifosi erano presenti in tribune separate, ma alcuni tifosi della Juventus, organizzatosi comprando i biglietti autonomamente, erano collocati nella tribuna Z, separata solamente da una rete metallica.

I fatti sono noti a tutti: un’ora prima del calcio d’inizio i tifosi inglesi provarono a simulare la carica per spaventare i tifosi Juventini. Il precedente con gli italiani era infatti fresco e risalente alla finale di Roma dell’anno prima quando i reds vennero aggrediti prima e dopo la finale dell’olimpico da un gruppo di romanisti. Proprio credendo che in Italia il tifo organizzato fosse tutto uguale e violento nello stesso modo, stando alle dichiarazioni degli arrestati, si organizzarono per la vendetta l’anno successivo studiando attentamente le vie d’accesso allo stadio. Fu questa incomprensione, oltre alla fatiscenza della struttura, il principale motivo della tragedia.

A dire la verità gli inglesi non avevano nemmeno intenzione di aggredire ma solamente di simulare l’aggressione con una pratica molto frequente nelle terre oltremanica ma sconosciuta in Italia che ebbe il suo peso nella tragedia. L’errore principale fu però legato alla non conoscenza della collocazione dei tifosi: nel famigerato settore Z erano infatti perlopiù famiglie, mentre, come già detto a inizio post, il tifo organizzato era dall’altra parte dello stadio. Con la polizia belga che impediva l’ingresso in campo gli italiani per sfuggire all’orda rossa scapparono verso il muro che li separava dalle tribune il quale crollò a causa dell’enorme pressione. Molte persone scapparono quindi dove poterono, altre rimasero schiacciate e solo mezz’ora dopo arrivò un battaglione di polizia a ristabilire la calma. I morti furono 39, di cui 32 italiani.

Ma la vera vergogna arrivò quando ormai le acque si erano calmate, con la UEFA che decise di far disputare comunque la gara per motivi di ordine pubblico. E fu una partita finta, pro-forma, preconfezionata, con un rigore assegnato due metri fuori area (dato che per ovvi motivi non si poteva permettere che vincesse il Liverpool dopo quanto successo). Platini, non un omonimo, ma l’attuale presidente UEFA segnò ed esultò proprio sotto quel settore dove 39 persone avevano perso la vita poche ore prima. La coppa non fu alzata al cielo in campo, ma fu alzata comunque davanti a tifosi festanti all’aeroporto di Caselle. Nel corso di questi 25 anni Trapattoni ha ammesso che quella coppa doveva essere riconsegnata, Boniek non ritirò mai il premio partita. Eppure oggi è lì, nella bacheca del nuovo stadio come se fosse una coppa come le altre. Di fianco ai presunti 29 scudetti. La coppa di cartone, macchiato di sangue.

LIVERPOOL-JUVENTUS 0-1
MARCATORI: Platini rigore 57
LIVERPOOL: Grobbelaar, Neal, Beglin, Lawrenson (Gillespie 3), Nicol, Hansen, Dalglish, Whelan, Rush, Walsh (Johnston 46), Wark. – Allenatore Fagan
JUVENTUS: Tacconi, Favero, Cabrini, Bonini, Brio, Scirea, Briaschi (Prandelli 84), Tardelli, Rossi P. (Vignola 89), Platini, Boniek. – Allenatore Trapattoni
ARBITRO: Daina (Svizzera)

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.