Un Milan-Lazio da crepa cuore quello del 6 febbraio 2005. I nostri in caso di vittoria si porterebbero a due punti dalla Juve capo-classifica. Appena due giornate prima i bianconeri di Capello erano a più otto, ma due sconfitte consecutive con Sampdoria e Palermo hanno riacceso le speranze rossonere.

Ancelotti ritrova tra i convocabili Shevchenko che parte dalla panchina e in attacco manda Crespo e TomassonLa prima Lazio di Lotito, invece, cerca punti per muovere la difficile classifica. Papadopulo tiene otto uomini a protezione dell’ area e cerca di accendere il fuoco offensivo con le scintille di contropiede innescate da Pandev e Rocchi.

E, come spesso succedeva, quel meraviglioso Milan faticava con le squadre che venivano a San Siro a far trincea. Le punte sono marcatissime e pure ai nostri baldi playmaker (Pirlo, Seedorf, Kaka’) manca lo spazio minimo per creare la giocata. Così, ne risulta che il più intraprendente sia Jappone Stam che ci prova da fuori area con tanta potenza e poca precisione. Nel primo tempo per altre due volte alziamo la voce, ma prima è bravo Peruzzi a respingere su Seedorf, poi Tomasson gira fuori una sponda aerea di Crespo.

Il Diavolo prova a essere più aggressivo nella ripresa sfruttando le fasce ma i traversoni sono preda della testa riccioluta di Couto. Così, come nei migliori thriller, passa in vantaggio la Lazio. Un lancio di Liverani fa correre Rocchi, il quale viene aggredito in area da Stam con un calcio volante alla Chuck Norris. Rigore trasformato da Oddo con Dida a cui non riesce il miracolo per un soffio.

Ad Ancelotti si alza il sopracciglio sopra il livello di guardia e stravolge la formazione: in pochi minuti si passa ad un’ inedita difesa a tre e sostituisce rispettivamente Tomasson, Kaladze e Seedorf con Shevchenko, Serginho e Cafu’.

L’ ingresso di Bambi, molto più mobile rispetto a Tomasson, comincia a far ingrippare i meccanismi della retroguardia biancoceleste.  L’ ucraino ha prima un’ occasione di testa, poi invita Crespo a una deviazione che il sudamericano non raccoglie.

È proprio l’ argentino, al 73′, a subire fallo da Siviglia a circa trenta metri dalla porta. Batte Sheva diretto in porta e dal destro sovietico nasce una traiettoria potente e precisa che non da a Peruzzi neanche lo stimolo per tuffarsi.

Pareggio e assalto all’ arma bianca. La Lazio si difende cominciando a menare i nostri e a perdere tempo per spezzare il ritmo. E ciò sembra riuscire poiché a cocludere ci andiamo solo in un paio d’ occasioni con Stam e Cafu’. Sembra, poi, che la Dea Bendata guardi verso Roma quando Kaka’ a dieci secondi dalla fine si libera e scaglia un tiro che sbatte sul palo. Ma la Fortuna, si sa, aiuta gli audaci e a questa categoria appartiene Hernan Jorge che si trova in posizione regolare e proprio nella traiettoria che segue il pallone respinto dal palo. Il Valdanito è reattivo nel fare una specie di sponda che finisce prima addosso all’ altro palo e poi termina in rete: al 94′ è 2-1.

Il finale è condito da un caloroso scambio di opinioni a distanza tra Ancelotti e Couto mentre i ragazzi festeggiano la vittoria e il momentaneo -2 in classifica. La Juve riusciremo pure a raggiungerla per poi perderne definitivamente i contatti nello scontro diretto a tre giornate dalla fine.

Milan: Dida, Stam, Nesta, Maldini, Kaladze (14′ st Serginho), Gattuso, Pirlo, Seedorf (17′ st Cafu’), Kaka’, Tomasson (11′ st Shevchenko), Crespo.

All. Ancelotti

Lazio: Peruzzi, Siviglia, Giannichedda, Couto, Oddo, A. Filippini, Dabo, E. Filippini, Cesar (32′ pt Liverani, 14′ st Seric), Pandev (32′ st Di Canio), Rocchi.

All. Papadopulo

Arbitro: Rosetti di Torino.

Reti: Oddo al 11′ st su rigore, Shevchenko al 27′ st, Crespo al 49′ st.

Posted by AL diavolo

Milanista dal 1999 causa padre e scudetto di Zaccheroni. Dotato di elefantesca memoria, nostalgico degli anni che furono ma che spera vivamente di rivivere. Anche se uno come Nesta non nascerà più.