In spagna la descrivono ancora oggi come la partita che ha cambiato la storia del calcio Spagnolo – io personalmente tendo più a vederla come un passaggio di consegne. Il 22 Giugno va in scena all’Ernst Happel di Vienna l’ultimo quarto di finale di Euro 2008 che vede i campioni del mondo in carica (l’Italia) contro una squadra come la Spagna che finora aveva sempre fatto bene ma che solo una volta aveva vinto un trofeo nazionale.

Abbiamo visto ieri pomeriggio la rocambolesca qualificazione dell’Italia contro la Francia – qualificazione che porta quindi la nazionale di Donadoni al secondo posto del girone C, mettendola quindi a giocare contro  una Spagna che aveva dominato un girone abbordabile con Grecia, Svezia e Russia segnando almeno due gol a partita – Russia che aveva però eliminato gli olandesi il giorno precedente trasformando, di fatto, questa gara in una vera e propria finale anticipata con ampie possibilità in caso di vittoria di essere presenti una settimana dopo alla finale di Vienna.

La Spagna si presenta quindi come la conosciamo oggi – con un centrocampo di tasso tecnico elevatissimo composto da Xavi, Iniesta, Senna e Silva con Cesc Fabregas prima riserva mentre l’Italia pensa, come nel suo DNA, a difendersi e cercare di costruire qualcosa con Toni e Cassano lasciati in avanti. Il risultato è una partita chiusa, bloccata, ma in cui le migliori occasioni le ha la Spagna con Buffon impegnato più volte e con la Spagna che può recriminare per un presunto rigore non dato per fallo di Ambrosini su Villa.

Nella ripresa si registra una timida occasione per gli azzurri con l’ingresso di Camoranesi per Perotta con l’oriundo che costringe Buffon al miracolo – sarà un fuoco di paglia perché il portierone bianconero dovrà ancora una volta fare due miracoli su Senna e vedere il tiro di David Villa nel finale sfiorare il gol di poco a lato. Si va quindi ai calci di rigore, con la vittoria di Berlino ancora sullo sfondo che rimane come eccezione di una tradizione che non ci vede mai vincenti nei tiri dal dischetto. Anche stavolta sarà così – con De Rossi e Di Natale a sbagliare i rispettivi tiri dagli undici metri contro il solo penalty di Guiza sbagliato dagli spagnoli che raccolgono quanto meritato nei primi 120′. L’Italia campione del mondo, dopo aver passato fortunosamente il girone, va a casa – la Spagna invece per sapere se il corso della sua storia è veramente cambiato avrà ancora due partite da giocare. 

SPAGNA – ITALIA 0-0 d.t.s. (4-2 d.c.r)
SPAGNA (4-4-2): Casillas; Sergio Ramos, Puyol, Marchena, Capdevila; Iniesta (59? Cazorla), Senna, Xavi (59? Fabregas), Silva; Villa, Torres (85? Guiza). CT. Aragones.
ITALIA (4-3-1-2): Buffon; Zambrotta, Panucci, Chiellini, Grosso; Aquilani (108? Del Piero), De Rossi, Ambrosini; Perrotta (58? Camoranesi); Toni, Cassano (74? Di Natale). CT. Donadoni.
ARBITRO: Fandel (Germania)
AMMONITI: Iniesta, Ambrosini, Villa, Cazorla
SEQUENZA RIGORI: Spagna – Italia
Villa gol; Grosso gol; Cazorla gol; De Rossi parato; Senna gol; Camoranesi gol; Guiza parato; Di Natale parato; Fabregas gol

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.