17 giugno 1970, Città del Messico, stadio Azteca. E’ la semifinale del mondiale, tutta l’Italia è davanti alle televisioni, e rispetto alle edizioni precedenti la novità era proprio il fatto che le partite si potevano anche guardare (qualche fortunato addirittura da casa sua), non solo ascoltare alla radio. Erano anni tutto sommato belli quelli, l’Italia era al culmine del boom economico degli anni ’50 e ’60, si stava bene rispetto ai decenni precedenti. E’ l’anno del primo volo commerciale del Boeing 747 targato Pan Am, in Italia viene trasmesso, per la prima volta, il telequiz Rischiatutto. E poi entra in vigore il Trattato di non proliferazione nucleare (pensate un po’, ancora non si è risolto quasi niente) e si scioglie il più grande gruppo musicale di tutti i tempi: i Beatles.

I mondiali per l’Italia non erano andati bene fino a quel momento, nonostante gli azzurri si qualificarono per primi. Solo 4 punti in 3 partite, qualificazione ottenuta solo per la manifesta inferiorità degli avversari (vittoria con Svezia, pareggi con Uruguay e la cenerentola Israele!). Poi, come spesso capita alla nostra nazionale, si va in crescendo con la vittoria per 4 a 1 ai quarti contro i padroni di casa del Messico.

Contro la Germania Ovest Valcareggi mette fuori ancora una volta Rivera (Pallone d’oro l’anno prima) e inserisce Mazzola dall’inizio. Azzurri in vantaggio dopo 8 minuti grazie a Boninsegna, e partita che sembra già in cassaforte. La Germania, infatti, prova ad attaccare ma il catenaccio italiano e le grandi parate di Albertosi ci salvano.  Fu però Karl-Heinz Schnellinger, grandissimo difensore del Milan, a pareggiare al 92′ sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Partita che va ai tempi supplementari, e che rimarrà alla storia come la più emozionante di tutti i tempi. Prima segna Muller, poi pareggia Burgnich, poi è Riva con una strepitosa azione solitaria a portare in vantaggio gli azzurri. Quando la vittoria sembra sicura arriva il pareggio di Muller ancora sugli sviluppi di un calcio d’angolo, con la complicità di Rivera che, sul palo, non copre bene la porta. Albertosi se la prese con il suo compagno di squadra, che a quel punto prende il pallone e nell’azione successiva finalizza un’azione corale che porta al definitivo 4 a 3 per l’Italia.

Ecco cosa scrisse Gianni Brera su Rivera il giorno dopo: “Effettivamente Rivera va tolto dalla difesa. Io non ce l’ho affatto con il biondo e gentile Rivera, maledetti: io non posso vedere il calcio a rovescio: sono pagato per fare questo mestiere. Vi siete accorti o no del disastro che Rivera ha propiziato nel secondo tempo?”

Per la cronaca, l’Italia fu travolta in finale dal Brasile, con Rivera che fu vergognosamente inserito solo nel finale di gara al posto di Mazzola, giocatore di gran lunga inferiore come qualità e carattere. Ma pazienza, uno spazietto nella storia, grazie a quella grande semifinale, ce lo siamo guadagnati lo stesso.

Italia: Albertosi, Brugnich, Facchetti (capitano), M. Bertini, Rosato, Poletti, Cera, Domenghini, Mazzola ( Rivera al 1′ s.t.), Boninsegna, De Sisti, Riva. All. F. Valcareggi.
Germania: Maier, Vogts, Patzke (Held al 19′ s.t.), Beckenbauer, Schnellinger, Schulz, Grabowski, Seelr (capitano), G. Müller, Overath, Löhr (Libuda al 6′ s.t.). All. H. Schön.

Marcatori: Boninsegna all’8′ p.t., Schnellinger al 45′ s.t., 4′ 1t.s. G. Müller, Burgnich all’8′ 1.t.s.,Riva al 14′ 1t.s., G. Müller al 5′ 2s.t., Rivera al 6′ 2t.s.

Arbitro: Yamasaki (Messico)

Posted by elbonito