San Siro, ore 20.45. Non poteva essere diversamente. L’Inter che torna quella che era prima del 2006 con la relazione che ha rivelato al mondo (che già sapeva) tutti gli illeciti commessi e, a differenza delle altre, non pagati. Il Milan che gli toglie finalmente lo scudetto dalle maglie e la Juventus che chiude il cerchio ritornando a giocare al Delle Alpi. Non poteva quindi non essere la Lazio la nostra prima avversaria, la stessa che fu sempre a San Siro nel primo campionato dell’era calciopoli. Si riparte a caccia di uno scudetto dove per ora sembriamo essere gli unici pretendenti, si riparte in casa dato lo sciopero che ha fatto slittare la prima giornata a data da destinarsi e si riparte con una delle pretendenti al titolo. La Lazio si è infatti rinforzata nonostante la cessione di Zarate con gli acquisti di Cissè e Klose e dato l’indebolimento della seconda squadra di Milano e le incertezze della rivale romana può puntare fortemente a un posto in prima fila. Milan che non riesce a riconfermare se stesso dalla stagione 94-95, con Allegri a questo punto chiamato già ad eguagliare un mito cone Fabio Capello. Ecco perché è importantissimo nelle prime due gare con Lazio e Napoli, forse le principali avversarie nella lotta al tricolore, non lasciare assolutamente punti per strada anche in vista di un eventuale confronto diretto.

INCOGNITENon giochiamo una gara ufficiale da oltre un mese, a Pechino e una amichevole vera dal Trofeo Berlusconi del 21 di Agosto. In mezzo le nazionali che – come Cesena insegna – sfalsano pesantemente tutti i lavori di preparazione fatti in luglio e agosto. C’è però tanta voglia in squadra di cominciare e lo si è visto anche domenica quando alcuni giocatori si sono presentati per allenarsi spontaneamente. Incognite anche in formazione dove Van Bommel potrebbe venire risparmiato in vista del Camp Nou, Flamini e Mexes sono attualmente infortunati così come il neo-acquisto Taiwo (nel trofeo Berlusconi) che ne avrà almeno per un mese ancora. Allegri effettuerà quindi due soli cambi rispetto alla vittoria di Pechino con Ambrosini che subenterà a Van Bommel e Pato a Robinho, riproponendo dal 1′ quella coppia Pato-Ibra tanto discussa lo scorso anno.

PATO E IBRA, ORA O MAI PIU’ – Inutile dire che il papero è chiamato alla maturazione definitiva per diventare un grande campione. Ancora Zero i suoi gol in champions ad eliminazione diretta (ma si criticò Ibra) mentre in campionato seppure lo scorso anno fu capocannoniere ex-aequo della squadra i suoi gol furono distribuiti in maniera anomala. Il ragazzo tende a segnare ormai da tempo doppiette per rimanere poi a lungo a secco risultando così con una media gol in carriera da campione seppur portando meno vittorie alla squadra dove gioca. Diverso il discorso per lo svedese che dovrà invece provare a gestirsi in modo tale da risultare decisivo per tutta la stagione o non solo per la prima parte. L’anno scorso arrivò al momento decisivo in una condizione imbarazzante contro il Tottenham fino all’apoteosi nell’espulsione contro il Bari. A lui continuare quel processo di maturazione dopo aver disputato una delle sue migliori stagioni in Italia e diventare determinante anche fuori dai confini del bel paese.

SI RIPETERANNO? – Diverso il discorso per Abate, Boateng, Van Bommel, Robinho, Thiago Silva e Abbiati tra i migliori (se non i migliori) nei rispettivi ruoli nello scorso campionato chiamati a dimostrare continuità dalla stagione scorsa per dimostrare che non fu un fuoco di paglia alla Snejider / Milito / Pandev / Thiago Motta 2010. Su Thiago Silva (che ricordiamo, secondo qualche ottuso, ha dietro almeno due difensori dell’inter), Robinho e Boateng non dovrebbero esserci dubbi mentre ne ho di più per Ignazio Abate. Ma se il miglior terzino destro dello scorso campionato saprà ripetersi non ci saranno problemi nel portare a casa il diciannovesimo tricolore.

PRECEDENTI – Nonostante la Lazio non sbanchi il San Siro rossonero in campionato da ben 22 anni (1-0, autorete di Maldini) il recente trend con i biancocelesti non è positivo. Tre i pareggi nelle ultime tre gare, due 1-1 con Leonardo (la prima poi diventata sconfitta nei supplementari) e uno 0-0 con Allegri. Un’altra statistica per gli amanti della scaramanzia: tutte e diciotto le volte che il Milan è diventato campione d’Italia ha sempre vinto la gara d’esordio, ecco perché stasera ci terrei particolarmente, sempre che la scaramanzia non sia già stata buttata alle ortiche con il trofeo del Presidente.

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.