Mercoledì 13 gennaio, ore 21, San Siro. Il lato “facile” del tabellone di Coppa Italia, quello dove Fiorentina e Roma (per citarne due) hanno lasciato anzitempo la compagnia, scende in campo questa sera con Milan-Carpi, rivincita in casa della prima gara buttata dal Milan in campionato contro le piccole.

Gli emiliani di Castori sono penultimi in classifica e restano papabili per tornare subito in serie B dopo un anno, ma agli ottavi hanno eliminato a sorpresa la Fiorentina con gol al 76′ del solito Di Gaudio, in Emilia dalla C2 in poi e ormai bandiera dei biancorossi. In una metà di tabellone dove le “teste di serie”, la 2°, la 3°, la 6° e la 7° dello scorso campionato, sono tutte uscite (ricordiamo che il Milan veniva dai preliminari…) c’è sempre da stare attenti. I rossoneri scendono in campo con l’incognita mercato di gennaio: ci sono sì l’arrivo di Boateng e la corposa plusvalenza della cessione di Luiz Adriano (per me un errore dare via il bomber “di scorta”, che sarebbe stato utilissimo stasera, ma se può servire per un terzino o mediano…) ma resta l’incognita sugli altri ruoli da coprire. E resta anche l’ombra di Lippi dt, anche se il Milan smentisce contatti con l’ex ct azzurro.

Si parla di una formazione quasi titolare, ma come succede spesso in Coppa Italia spesso la sera ci si trova davanti a un undici rivoluzionato. 4-4-2 per il Milan, con: Abbiati; De Sciglio, Alex, A. Romagnoli, Antonelli; Boateng (Honda), Montolivo, Kucka, Bonaventura; Bacca, Niang. 4-4-1-1 per il Carpi, con: Belec; Zaccardo, Gagliolo, S. Romagnoli, Letizia; Pasciuti, Cofie (Bianco), Marrone, Di Gaudio; Lollo; Lasagna. Mancosu per ora viene dato in panchina, fuori Borriello. Le altre tre gare dei quarti si giocheranno la prossima settimana: si inizia con Spezia-Alessandria lunedì, la classica partita che qui non interessa a nessuno ma per i feticisti delle coppe estere sarebbe “magia”, poi tocca a Napoli-Inter (il vero big match) martedì, e per ultima Lazio-Juventus mercoledì, proprio la partita che nel 2013 nel recupero portò i biancocelesti a vincere poi il loro ultimo trofeo contro la Roma. Vincere è l’unico risultato possibile per mantenere viva la speranza di un posto (ma bisogna arrivare almeno sesti per sicurezza) in Europa.

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Posted by piterdabrescia

Editorialista da settembre 2012, vice-direttore e curatore delle rubriche "Destinazione" da ottobre 2014