Sabato 9 gennaio, ore 20.45, Stadio Olimpico. Partita della verità per Rudi Garcia e Sinisa Mihajlovic, o almeno così si dice: Roma-Milan è una sfida dalle mille implicazioni, non solo legate alla classifica o al successo di una contendente sull’altra.

Stagione deludente per entrambe le squadre, con la differenza che la Roma, sia pure con il bottino di soli 6 punti, è approdata agli ottavi di Champions. I nuovi acquisti non hanno migliorato la situazione difensiva, e l’esclusione clamorosa dalla Coppa Italia ha peggiorato la situazione. Del Milan si sa più o meno tutto: dai 10 punti buttati con le piccole (Genoa compreso), di cui solo 2 “scusabili”, al fatto che San Siro ormai è diventato terreno di conquista, ai tanti errori sotto porta costati la partita mercoledì. Il tutto in una stagione senza coppe dove l’obiettivo era il terzo posto. Fuori Alex e Montolivo, si rivede Antonelli (in panchina), mentre Balotelli e Menez sono dati sulla via del rientro. 4-3-3 per la Roma, con: Szczesny; Florenzi, Manolas, Rudiger, Digne; Pjanic, De Rossi, Nainggolan; Salah, Gervinho, Falque. Roma senza punte, con Dzeko squalificato e Totti in panchina. 4-4-2 per il Milan, con: Donnarumma; Abate, Mexes, Romagnoli, De Sciglio; Honda, Kucka, Bertolacci, Bonaventura; Bacca, L. Adriano.

Niente riposo, niente possibilità di ragionarci su: la partita di stasera arriva subito dopo lo 0-1 milanista con il Bologna e l’ancora più rocambolesco 3-3 della Roma in casa del Chievo. Potenzialmente (anche se non sono in molti a sperarci, e come dargli torto) in caso di colpo esterno il Milan potrebbe andare a 2 punti dalla Roma. Capitolo allenatore: negli ultimi due giorni si è parlato molto del possibile cambio in panchina, con Lippi (!) e il tecnico della Primavera Brocchi pronti a prendere il posto del Serbo in panchina. Ora, Lippi sarebbe il quarto allenatore a libro paga, e Galliani spingerebbe più per lui mentre Berlusconi per Brocchi: nessun timore a dire che in questo caso ha ragione il presidente. Anche se si dice che un traghettatore debba essere qualcuno comunque di un certo livello, a 4 allenatori pagati non ci è mai arrivata neanche l’Inter di Moratti. Felicissimo di essere smentito (se il Milan vince o comunque si riscatta sono ben disposto a mettere da parte le mie idee sulla squadra, dopotutto non faccio né il ds né l’allenatore di mestiere) ma il nome di Lippi a metà stagione e senza pianificazione sarebbe come quello di Prandelli adesso. In ogni caso, appuntamento a stasera all’Olimpico.

piterdabrescia

Posted by piterdabrescia

Editorialista da settembre 2012, vice-direttore e curatore delle rubriche "Destinazione" da ottobre 2014