Il sogno ha uno scopo.
Il sogno corregge i dettagli che non tornano nella realtà
Il Milan è primo, il Napoli secondo
Un sogno sarà l’illusione, l’altro realtà.
Chi si sveglierà per ultimo, o peggio, lo muterà in incubo?
DALLO STADIO SAN SIRO IN MILANO MILAN – NAPOLI
SVEGLIATE L’ASINO!

https://i2.wp.com/www.sportlive.it/network/calcio-scommesse/files/2010/10/milan_napoli_191.jpg?resize=309%2C205San Siro, ore 20.45. Per il Milan è ancora Monday Night, dato che questa partita De Laurentis e il Napoli non hanno voluto sentire ragioni a giocarla di domenica, e hanno usato per la terza volta su tre il posticipo del Lunedì a loro uso e consumo. Milan – Napoli ora è il meglio, lo dice la classifica: prima contro seconda ed è proprio alla classifica che pregherei di attenersi. Abbiamo verificato che stasera tutta l’italia, almeno quella della carta stampata sarà per i partenopei. Perché in fondo a loro piace così: noi siamo in testa senza gioco affidandoci solo ad Ibra. Il Napoli è più squadra (ma allora perché fanno pesare così tanto la squalifica di Lavezzi?) e l’Inter se è indietro è solo per gli infortuni (che anche noi però abbiamo avuto). Insomma un diverso modo di legittimare la classifica a seconda di chi è davanti.

FORMAZIONE – Si riparte quindi dall’1-2 del San Paolo, per non dimenticare che non dobbiamo soffrire di qualsivoglia complesso nei loro confronti. Emergenza a sinistra dove potrebbe giocare Jankulovski dal primo minuto, vinto il ballottaggio con Oddo che dall’altra fascia all’andata scodellò due cross perfetti per Robinho e Ibra. Su quella fascia agirà infatti Abate. Tribuna per Zambrotta, rientrato in gruppo. Si parlava di un impiego a partita in corso per lui ma probabilmente sarà protagonista a Torino. Confermati Nesta e Thiago Silva al centro. A centrocampo imposterà Van Bommel con mediani Gattuso e Boateng, perchè dietro alle due punte, Ibra e Pato, agirà infatti Robinho. Solo panchina per Cassano dopo la deludente prestazione di Verona.

CONFERENZE – Come amava ripetere Bari2020 in un famoso post, il derby dello stile lo vinciamo per ben più di 6-0. Il casus belli è il controllo di spalla bassa di Robinho a Verona, primo episodio dubbio a nostro favore del torneo, che ha compattato l’ambiente napoletano contro i poteri forti delle squadre del nord, ignorando il rigore regalato a Roma, il gol di Cavani alla prima giornata con la Fiorentina, il gol annullato a Toni con la Juventus e, nemmeno a farlo apposta, due ore dopo il rigore regalato contro il Catania subito dopo che gliene era stato negato uno agli etnei. Allegri lunedì è stato chiaro e lapidario: l’arbitro se lo può anche scegliere Mazzarri. Messaggio chiaro. Siamo più forti e non dobbiamo cadere nella trappola mentale napoletana. Mazzarri che dal canto suo ha tenuto il profilo basso, quello dei finti umili napoletani che non puntano allo scudetto ma fanno gli scandalizzati al primo errore arbitrale contro. In questo lui sembra proprio il Mourinho dei poveri, mai dalla sua bocca una ammissione di colpa per aver sbagliato una partita.

PRECEDENTI ILLUSTRI – Non arbitrerà per fortuna Mazzari, ma Rocchi, che già due anni fa arbitrò proprio questa sfida. Non una buona scelta per noi, considerato che è l’arbitro del celebre derby di Sneijder dove dopo quella giusta espulsione per farsi perdonare dai nerazzurri fischiò 30 minuti a senso unico, ma anche quello che in Milan – Juventus dopo 9 minuti fermò Pato solo davanti al portiere per fuorigioco inesistente, con lui abbiamo più sconfitte (9) che vittorie (8). Designazione peraltro lamentata dai napoletani, che non hanno ancora digerito quel precedente di due stagioni fa, quando vincendo 1-0 con gol di Ronaldinho andammo in testa alla classifica, battendo proprio il Napoli, secondo anche quella volta. Cambia solo la collocazione, lì era a metà del girone d’andata, qui in quello di ritorno. Era di alta classifica per noi anche la partita casalinga dello scorso anno, quando l’Inter pareggiò in quel di Palermo e una vittoria ci avrebbe dato il primato solitario a sole 10 giornate dalla conclusione del torneo, conclusione che, chissà, forse sarebbe stata diversa cambiando tutto sul piano psicologico. Fu un pareggio, risultato di cui stasera non bisognerebbe accontentarsi. Se siamo una grande squadra, ovvio. Ma penso che lo siamo, e quindi è il momento della prima grande partita a San Siro.

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.