A metà, sull’orlo del baratro
di fianco il vuoto, in fondo la gloria
dietro solo uno scomodo passato,
nel giorno in cui, dopo 16 anni
nella città del porto, non camminiamo soli
DALLO STADIO LUIGI FERRARIS DI GENOVA, GENOA – MILAN
FUGA O REMUNTADA?

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L'ultima dei tifosi a Marassi

Marassi, ore 15.00. A una settimana e mezzo di distanza dalla qualificazione in semifinale di Coppa Italia si torna a Marassi. Cambia l’avversario, affrontiamo infatti la prima squadra di Genova, questa volta anche con il pubblico rossonero presente dopo tanti anni. La partita con Lazio ha fatto scattare immediatamente qualche campanello d’allarme, subito rientrato dopo la sconfitta del Napoli a Verona, il distacco sulla seconda in classifica è infatti addirittura aumentato. Non cambia quindi nulla, scudetto a 80 punti a meno che qualcuno si illuda che l’Inter possa tenere questo ritmo e vincerne 12 delle prossime 14 e portarsi ad 83 punti (86 col recupero) addirittura a 4 giornate dalla fine. 80 punti per raggiungere i quali ci basta tenere una media di 2,13 a partita, che in soldoni vuol dire che, continuando con il ritmo delle ultime tre gare, ovvero di 7 punti in 3 gare, a fine anno sarà scudetto, ad 83 punti. La giornata di oggi ci dirà inoltre quale sarà l’avversaria per il titolo, se infatti il Napoli come è presumibile mollerà, lo scontro tra Inter e Roma di questa sera diventa quindi determinante, così come è determinante vincere per non dare motivazioni extra ai nerazzurri.

Ma pensiamo a noi. Rientrano oggi Gattuso, Van Bommel e Seedorf. In campo i primi due con Flamini, in panchina, se non addirittura in tribuna il terzo. Dovrebbe invece partire dal primo minuto Cassano con Ibrahimovic al suo fianco davanti a Robinho. Thiago Silva può tornare quindi in difesa di fianco a Yepes, con Bonera che giocherà quindi come terzino destro (bocciata la prova di martedì di Oddo) e Antonini che è invece confermato a sinistra. Solo panchina invece per Emanuelson e ovviamente Pato. Del ragazzo ne abbiamo già parlato in settimana forse anche troppo quindi non mi dilungherò ulteriormente, ricordo solo come il sottoscritto la cosa l’aveva fatta notare già dai tempi dello 0-2 di Cesena. Giusto puntare sullo svedese. Ibra è il presente per questo scudetto, Pato il futuro per i prossimi.

Concludiamo quindi con il riassunto della settimana, gli insulti di Ibrahimovic verso l’arbitro Damato in Milan – Lazio presi da qualcuno come malafede per la non espulsione del giocatore svedese. Ennesima prova di quanto si cerchi di destabilizzare l’ambiente da parte di chi prima dovrebbe pensare a guardare in casa propria (e ai pugni di Chivu, sono episodi non paragonabili) ma non ne è capace, ricordando che per insulti in Italia da sempre eventuali espulsioni sono eccezioni, dovute all’esagerazione di giocatori graziati che insistiono nell’insulto (esempio Snejider nel derby) e non regole, non si può paragonarlo per questi motivi a un rigore non dato o a una testata o a un pugno. Ricordiamo inoltre che proprio Ibra è stato ammonito in Milan – Roma per un eccesso di zelo del’arbitro. Chiediamo quindi a chi di dovere di guardare in casa propria e pensare a vincere con i propri uomini sul campo e non cercando di danneggiare l’avversario con questi mezzucci. Mai da parte Milanista sono state sottolineati insulti avversari nel tentativo di chiedere la squalifica di un giocatore della squadra rivale. Ma considerato con chi stiamo parlando, è forse una richiesta vana. Come recitava un commento che ho molto gradito sul milannight, siamo antropologicamente diversi.

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.