flumI risultati delle altre amichevoli sono certamente più interessanti rispetto a un test definito apertamente di “allenamento” con la Fluminense, che non dà nemmeno la soddisfazione del gettone di presenza a chi scende in campo essendo l’avversario un club. Brasile-Serbia, finita 1-0 per i verdeoro, e Honduras-Inghilterra (uno scialbo 0-0 sotto una pioggia torrenziale, forse c’è chi sta peggio) sono le ultime due partite di rilievo giocate nell’immediato pre-mondiale. Doppio 2-0 per Argentina e Spagna, rispettivamente contro Slovenia e Salvador.

Per dovere di cronaca, alle 17.30 locali (22.30 italiane) ecco di scena anche gli azzurri. A Volta Redonda, seconda città dello stato di Rio, e non nel tradizionale stadio della Fluminense, il Maracanà (quello di tutte le grandi di Rio, del resto). “Campo neutro”, quindi, per la sfida tra la vecchia squadra di Thiago Silva e gli azzurri. Già annunciata la formazione per questo test, e c’è la conferma dell’albero di Natale con: Perin; Abate, Paletta, Ranocchia, Darmian; Parolo, T.Motta, Aquilani; Cerci, Insigne; Immobile. Tra i nomi noti dei rosso-verdi brasiliani, non ci sarà Fred, capitano e giocatore più rappresentativo, dal momento che fa parte dei 23 verdeoro; tra gli altri, c’è l’ex meteora del Liverpool Diego Cavalieri, e l’ex Betis Rafael Sobis, a lungo corteggiato da varie big anche italiane per poi sparire nell’anonimato degli Emirati Arabi.

Una conferenza stampa più “molla” delle precedenti (paragonandoli al Prandelli di ieri, Cesare Maldini e Dino Zoff erano guru della comunicazione almeno pari a Barack Obama) vede il ct azzurro affermare che la squadra “non farà una gran figura”, additando fuso orario e gambe pesanti come cause delle due prestazioni scialbe contro Irlanda e Lussemburgo. Subito dopo aggiunge che la Nazionale deve provare a regalare un sorriso al popolo italiano. L’unico problema è che il fuso orario e le gambe pesanti le hanno tutti gli europei, non solo l’Italia; e le altre vincono. Niente menate sulla cabala, che hanno stufato: ma una spiegazione potrebbe esserci. Il non scoprirsi adesso, visto il 90% di umidità e i 30° e passa gradi di certe città brasiliane (Manaus su tutte; a parte Curitiba e Porto Alegre, per le altre città più vicine all’equatore l’inverno non esiste) può significare averne di più una volta iniziato il Mondiale. Come sempre, l’unica cosa da fare è aspettare le partite vere.

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Posted by piterdabrescia

Editorialista da settembre 2012, vice-direttore e curatore delle rubriche "Destinazione" da ottobre 2014