mil catDomenica 13 aprile, ore 20.45, San Siro. 33° giornata di campionato; il Milan ospita un Catania ultimo in classifica e in grave crisi di risultati.

Gli etnei hanno totalizzato 7 punti in tutto il girone di ritorno, fallendo tutti gli scontri diretti con le altre squadre in lotta per non retrocedere. E con questo andazzo, il distacco di 7 punti da Chievo e Bologna –al momento salve– è molto difficile da colmare. Il quarto interregno in panchina in stagione, inoltre, non aiuta (dopo Maran, il fallimentare De Canio e il ritorno di Maran, ora c’è Maurizio Pellegrino, mai provato al di sopra dell’ex Serie C1). L’incantesimo si è rotto, e al pari delle altre squadre di bassa classifica l’organico è quello che è; ma mentre Chievo e Sassuolo hanno un certo potenziale davanti, e Bologna e Livorno cercano di salvarsi come possono con il collettivo, al Catania manca praticamente tutto. E 20 punti in 32 partite ne sono la conseguenza.

All’andata, nella piena crisi di quello che è stato il Milan di Allegri, finì 1-3 al Massimino, tanto per gradire. E a parte i soliti Bergessio e Barrientos che ogni tanto mettono qualche gol (più il primo del secondo) si vede poca roba in campo. Proprio per questo mai sottovalutare le squadre inguaiate fino al collo nella lotta per non retrocedere, se per puro caso la loro “partita della vita” è proprio contro di noi. Il Milan comunque viene da 10 punti nelle ultime 4 partite, non facili a parte il Chievo in casa; a parte De Sciglio gli attuali titolari ci sono tutti. Abbiati; Bonera, Rami, Mexes, Constant; De Jong, Montolivo; Poli, Kakà, Taarabt; Balotelli è il probabile undici di Seedorf per domenica. 4-3-3 invece per il Catania, con: Andujar; Izco, Gyomber, Spolli, Rolin; Plasil, Lodi, Rinaudo; Barrientos, Bergessio, Leto.

Dopo Sassuolo-Cagliari e Roma-Atalanta nella sera del sabato, la domenica di A conta 7 partite in programma. Milan impegnato la sera, all’ora di pranzo il derby emiliano Bologna-Parma, alle 15 tutti gli altri scontri. Livorno-Chievo sfida diretta per la salvezza, con gli amaranto più obbligati a vincere rispetto alla squadra della Diga; per il resto quattro sfide “blasonate” come Torino-Genoa, Sampdoria-Inter, Verona-Fiorentina e il big match Napoli-Lazio scelto (giustamente, stavolta) da Sky per la sua rete ammiraglia. A chiudere lunedì sera Udinese-Juventus. In ogni caso, c’è da fare 6 punti tra questa partita e la successiva con il Livorno, senza se e senza ma, in quanto sono entrambe squadre in fondo alla classifica e affrontate in casa.

Posted by piterdabrescia

Editorialista da settembre 2012, vice-direttore e curatore delle rubriche "Destinazione" da ottobre 2014

One Comment

  1. Cambiare rotta noi?

    Ma stiamo scherzando? Sono tutti gli altri che devono cambiare rotta.

    Soprattutto quelli che non capiscono che il calcio è fatto di cicli e che è impossibile essere le prime della classe per 25 anni di fila o che non si accorgono di come sia cambiato in meglio il Milan negli ultimi anni e di quali meravigliose prospettive abbia per il futuro (impensabili fino a qualche anno fa).

    La rosa è configurabile in una fascia che va dal 3′ al 5′ posto che per quello che è il calcio moderno non è male.

    La Juve per i prossimi 2- 3 anni sarà imprendibile perché ha lo stadio di proprietà e perché il progetto Conte continuerà a lungo a dare i suo frutti.

    Con tutte le altre invece ce la dovremo giocare già a partire dalla prossima stagione. Il gap con la Roma è minore di quello che si pensi e può essere colmato con un mercato essenziale e concreto che non dovrà rivoluzionare ma ritoccare questa rosa.

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